{"id":88992,"date":"2021-07-29T09:22:33","date_gmt":"2021-07-29T07:22:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=88992"},"modified":"2021-08-03T11:26:55","modified_gmt":"2021-08-03T09:26:55","slug":"non-solo-via-della-seta-tutti-vogliono-investire-in-asia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/07\/non-solo-via-della-seta-tutti-vogliono-investire-in-asia\/","title":{"rendered":"Non solo Via della Seta: tutti vogliono investire in Asia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/dallatlantico-al-pacifico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-89004 size-full\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Osservatorio-USA-Asia_1920x10802-1-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Osservatorio-USA-Asia_1920x10802-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Osservatorio-USA-Asia_1920x10802-1-300x169-125x70.jpg 125w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La regione dell\u2019Asia-Pacifico ha da tempo espresso il bisogno di <strong>ammodernare il proprio sistema infrastrutturale<\/strong>. Basti pensare che nel 2017 <em>l\u2019<strong>Asian Development Bank <\/strong><\/em><a href=\"https:\/\/www.adb.org\/sites\/default\/files\/publication\/227496\/special-report-infrastructure.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">stimava<\/a> che sarebbe stato necessario un <strong>investimento annuale complessivo di 1,7 trilioni di dollari<\/strong> nei settori trasporti, energia, acqua e servizi igienici e telecomunicazioni per permettere alla regione asiatica di mantenere i suoi sostenuti tassi di crescita ed eradicare la povert\u00e0, fornendo al contempo un\u2019adeguata risposta al cambiamento climatico. La crisi pandemica ha accentuato la necessit\u00e0 di <strong>intensificare gli investimenti mirati all\u2019ammodernamento dei sistemi infrastrutturali<\/strong>, per dare nuovo slancio alle economie e mitigare gli effetti della pandemia in corso.<\/p>\n<p>Diversi sono gli attori che mirano a soddisfare tale bisogno infrastrutturale che il cui valore supera 40 trilioni su scala globale, secondo le stime della <a href=\"https:\/\/www.whitehouse.gov\/briefing-room\/statements-releases\/2021\/06\/12\/fact-sheet-president-biden-and-g7-leaders-launch-build-back-better-world-b3w-partnership\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Casa Bianca<\/a>. Con l\u2019annuncio e l\u2019esplosione della <strong>Via della Seta (Bri)<\/strong> l\u2019attenzione si \u00e8 spostata quasi interamente sugli investimenti cinesi. Il risultato \u00e8 stato che altri investitori hanno ricevuto meno attenzioni, nel bene e nel male. Per quanto sia vero che la Cina \u00e8 diventata il principale partner commerciale di molti Paesi dell\u2019area, nonch\u00e9 importante fonte di investimenti, non bisogna dimenticare che <strong>gli Stati Uniti, cos\u00ec come il Giappone, continuano ad essere un attore fondamentale<\/strong>.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel novembre 2019, in occasione dell\u2019<em>Indo-Pacific Business Forum <\/em>in Thailandia gli Stati Uniti, affiancati da Giappone e Australia, avevano lanciato il <strong><a href=\"https:\/\/www.state.gov\/blue-dot-network\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Blue Dot Network<\/em><\/a><\/strong>, un sistema di certificazione volto a guidare gli investitori internazionali nella scelta dei progetti di qualit\u00e0 verso i quali incanalare i propri capitali. L\u2019iniziativa mette in piedi una <strong>rete <em>multi-stakeholder<\/em> che unisce istituzioni pubbliche, enti privati e organizzazioni della societ\u00e0 civile<\/strong> in uno sforzo teso alla realizzazione di grandi progetti infrastrutturali. Il tutto nel rispetto degli standard di trasparenza, sostenibilit\u00e0 e impatto ambientale, <strong>in linea con i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/g20-riorientare-gli-investimenti-verso-le-infrastrutturali-locali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">principi del G20<\/a><\/strong> per gli investimenti infrastrutturali di qualit\u00e0, gli <em>IFC Performance Standards<\/em> e gli standard dell\u2019Ocse.<\/p>\n<p><strong>Le alternativa alla Via della Seta<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/al-g7-biden-suona-la-carica-della-sfida-occidentale-alla-cina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il G7 di quest\u2019anno<\/a> ha rappresentato l\u2019occasione perfetta per elevare il progetto ad un vero e proprio partenariato \u201cguidato dalle principali democrazie\u201d.\u00a0 Con l\u2019annuncio del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/b3w-la-risposta-occidentale-allespansionismo-di-pechino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>Build Back Better World<\/em> (B3W)<\/strong><\/a>, Washington non ha fatto mistero di ambire ad <strong><a href=\"https:\/\/thediplomat.com\/2021\/06\/b3w-building-an-alternative-to-the-bri-or-falling-into-the-same-trap\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">offrire un\u2019alternativa di qualit\u00e0 alla Bri<\/a><\/strong>, la quale in pi\u00f9 occasioni ha lasciato disattese le aspettative dei paesi coinvolti, venendo recentemente travolta da un\u2019ondata di scetticismo e disappunto. Scetticismo soprattutto percepito nella sfera occidentale. L\u2019iniziativa a guida statunitense sulla carta sembra <strong>tenere conto delle lezioni apprese dagli insuccessi del <em>competitor<\/em> cinese<\/strong>, in quanto pone \u2013 quantomeno formalmente \u2013 significativa attenzione a quegli stessi temi che all\u2019interno dell\u2019enorme progetto infrastrutturale di Pechino risultano opachi o motivo di preoccupazione. Quali ad esempio il <strong>poco rispetto per l\u2019ambiente, la mancanza di trasparenza e i dubbi benefici per i Paesi riceventi<\/strong>; per non parlare delle preoccupazioni legate alla cosiddetta <strong>trappola del debito<\/strong>, siano esse fondate o meno.<\/p>\n<p>\u00c8 presto per valutare se il B3W porter\u00e0 ad un effettivo aumento ed <em>upgrade<\/em> degli investimenti Usa in Asia. All\u2019infuori dell\u2019annuncio ufficiale avvenuto durante il G7, abbiamo <strong>poche altre informazioni sulla forma che prender\u00e0 l\u2019iniziativa<\/strong>. Nel frattempo, i firmatari europei hanno a loro volta approvato il proprio <strong>progetto di connettivit\u00e0 asiatico, <a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/en\/press\/press-releases\/2021\/07\/12\/a-globally-connected-europe-council-approves-conclusions\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cA Globally Connected Europe\u201d<\/a><\/strong>. L\u2019iniziativa europea porta il numero di progetti infrastrutturali con focus asiatico a tre. Sebbene la Bri sia il pi\u00f9 sviluppato dei tre, tutti condividono simili ostacoli, tra cui la disponibilit\u00e0 di fondi, l\u2019effettiva connessione tra i vari progetti e la loro sostenibilit\u00e0 non solo dal punto di vista climatico ma anche infrastrutturale \u2013 <strong>una volta costruite, le infrastrutture vanno gestite e mantenute<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Una sintesi difficile<\/strong><br \/>\nPer quanto riguarda i Paesi occidentali, il <strong>problema della disponibilit\u00e0 di fondi<\/strong> \u00e8 tutt\u2019altro che secondario. Il B3W ha dimostrato che c\u2019\u00e8 volont\u00e0 politica dietro al progetto, ma Biden ha fatto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/04\/i-primi-100-giorni-di-biden-battuto-trump-adesso-smonta-reagan\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">fatica ad ottenere l\u2019approvazione per lo stanziamento di fondi<\/a> volti a sviluppare infrastrutture all\u2019interno degli Stati Uniti, figuriamoci all\u2019esterno. L\u2019Ue si vede ora in difficolt\u00e0 a finanziare persino\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/07\/next-generation-eu-un-anno-dopo-sfide-e-prospettive\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Next Generation EU<\/a><\/strong> dopo aver messo in pausa una parte degli strumenti che le avrebbero permesso di raccogliere i propri fondi. Per questo la menzione di <strong>investimenti privati<\/strong> in entrambe le iniziative. Tuttavia, i privati sono stati storicamente avversi ad investire in zone a rischio. Elemento che invece ha caratterizzato gli investimenti cinesi, fino ad ora.<\/p>\n<p>Se davvero il progetto statunitense dovesse materializzarsi, <strong>gli Stati riceventi si troverebbero di fronte a una situazione allo stesso tempo invidiabile e pericolosa<\/strong>. Invidiabile perch\u00e9 potrebbero ottenere investimenti da pi\u00f9 parti e in teoria, aumentare cos\u00ec non solo il capitale che viene iniettato nel Paese, ma anche le possibilit\u00e0 di reale sviluppo infrastrutturale. Tuttavia, le crescenti tensioni geopolitiche e polarizzazione delle posizioni, divenute solo pi\u00f9 evidenti in seguito al recente incontro tra la vicesegretaria di stato <strong>Wendy Sherman<\/strong> e il ministro degli Esteri cinese <strong>Wang Yi<\/strong>, renderanno difficile per i Paesi riceventi raggiungere una sintesi tra gli interessi di Usa e Cina all&#8217;interno dei propri confini nazionali. La sfida dei Paesi asiatici sar\u00e0 cio\u00e8 quella di <strong>ricercare un&#8217;efficiente armonizzazione tra progetti finanziati da <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/usa-russia-cina-tiger-joe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">potenze in crescente competizione<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p><small>Foto di copertina\u00a0EPA\/MAST IRHAM<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La regione dell\u2019Asia-Pacifico ha da tempo espresso il bisogno di ammodernare il proprio sistema infrastrutturale. 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