{"id":89065,"date":"2021-08-08T09:11:17","date_gmt":"2021-08-08T07:11:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=89065"},"modified":"2021-08-18T09:26:32","modified_gmt":"2021-08-18T07:26:32","slug":"idealismo-e-realismo-sulla-difesa-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/08\/idealismo-e-realismo-sulla-difesa-europea\/","title":{"rendered":"Idealismo e realismo sulla difesa europea"},"content":{"rendered":"<p>Sul piano teorico tutti, Stati membri e cittadini, sembrano condividere <strong>la necessit\u00e0 di difendere l\u2019Unione europea<\/strong>, il suo territorio, la sua popolazione e il suo sistema economico, sociale e politico. La differenza si manifesta rispetto al come farlo, soprattutto alla luce delle nuove minacce ibride, molto pi\u00f9 subdole e imprevedibili rispetto a quelle tradizionali.<\/p>\n<p>L\u2019Unione europea \u00e8, come noto, un\u2019organizzazione sociale senza precedenti nella storia. Fra le sue peculiarit\u00e0 vi sono il fatto che in realt\u00e0 vi coabitano pi\u00f9 popoli (con la loro storia, cultura e lingua), ma anche e da sempre <strong>una sovranit\u00e0 limitata perch\u00e9 condivisa con i suoi Stati membri<\/strong>. Nel caso della difesa, \u00e8 particolarmente ridotta perch\u00e9, dopo due guerre mondiali e quelle legate alla decolonizzazione, era stato indispensabile escludere all\u2019inizio e poi limitare successivamente la competenza delle istituzioni europee nel campo della difesa. <strong>La costruzione dell\u2019Europa della difesa \u00e8<\/strong> cos\u00ec <strong>proceduta a piccoli passi<\/strong> (in parte formalizzati nelle successive modifiche dei Trattati) e solo negli ultimi quindici anni ha cominciato, seppur lentamente, ad emergere.<\/p>\n<p>Le sfide della globalizzazione, cosi come l\u2019allargamento delle aree di instabilit\u00e0, hanno, per\u00f2, evidenziato i costi e i rischi di <strong>un processo di integrazione europeo troppo economico e finanziario e poco politico e militare<\/strong>. Questa \u201cambiguit\u00e0\u201d dell\u2019Unione spiega perch\u00e9 al suo interno convivano <strong>due anime, idealismo e realismo<\/strong>, che ancora non sembrano aver trovato un punto di equilibrio.<\/p>\n<p>La difesa dell\u2019Unione presuppone una sempre maggiore attenzione per la <strong>sovranit\u00e0 tecnologica<\/strong> che rappresenta il vero deterrente nei confronti di ogni possibile minaccia, tradizionale o ibrida. Dobbiamo padroneggiare autonomamente le tecnologie pi\u00f9 avanzate per utilizzarle nella sorveglianza, interdizione, contrasto e rimozione delle attivit\u00e0 ostili. Di qui la necessit\u00e0 di consolidare le nostre capacit\u00e0 tecnologiche e industriali nel settore dell\u2019aerospazio, sicurezza e difesa. Tanto pi\u00f9 dimostreremo la nostra forza, tanto pi\u00f9 ridurremo il livello dei rischi.<\/p>\n<p>Nessuno Stato membro, nemmeno quelli pi\u00f9 grandi, \u00e8 in grado di farlo da solo. \u00c8, quindi, <strong>indispensabile un sostegno comune allo sviluppo tecnologico<\/strong>, consolidando la decisione dell\u2019Unione europea di avviare uno specifico fondo per il settore della difesa, l&#8217;Edf &#8211;\u00a0<strong>il Fondo europeo per la difesa<\/strong> con i suoi quasi 8 miliardi in sette anni. Un buon esempio di come la vecchia visione \u201cidealista\u201d, che aveva visto in passato l\u2019esclusivo finanziamento di progetti nel settore civile (poi mitigata con l\u2019allargamento al settore della sicurezza), sia stata superata da una visione \u201crealista\u201d che ha riconosciuto la strategicit\u00e0 del settore della difesa anche sul piano del contributo all\u2019innovazione tecnologica.<\/p>\n<p>E per capire quanto ancora pesi la visione \u201cidealista\u201d basta ricordare che l\u2019Esa &#8211;\u00a0<strong>l&#8217;Agenzia spaziale europea<\/strong>\u00a0(peraltro fuori dal quadro comunitario) abbia mantenuto nel suo atto costitutivo il divieto di finanziare progetti militari. O la \u201clending policy\u201d, la politica del prestito della Eib &#8211; <strong>la Banca europea per gli investimenti<\/strong> che esclude, al primo posto, \u201cAmmunition and Weapons, Military\/Police Equipment or Infrastructure\u201d, parificandole a progetti inaccettabili sul piano ambientale o sociale o controversi sul piano etico o morale. Per fortuna nel primo caso il \u201crealismo\u201d \u00e8 prevalso ed \u00e8 ora stata costituita parallelamente una seconda agenzia senza limitazioni, l\u2019Euspa &#8211; <strong>l&#8217;Agenzia dell&#8217;Unione europea per il programma spaziale<\/strong>, mentre i finanziamenti della Commissione saranno gestiti dalla nuova DG Defis &#8211; Direzione generale Industria della difesa e spazio, per la prima volta dichiarandoli apertamente ed evidenziando lo <strong>stretto rapporto fra difesa, sicurezza e spazio<\/strong>. Nel secondo caso, invece, i ministeri dell\u2019Economia e delle Finanze degli Stati membri si continuano a muovere con cautela per paura di danneggiare l\u2019ottimo rating dell\u2019Eib, legato anche all\u2019attrazione \u201cetica\u201d esercitata nei confronti dei ricchi fondi sociali e pensionistici, a loro volta legati anche ai patrimoni delle varie organizzazioni religiose.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima problematica \u00e8 recentemente riemersa in termini molto pi\u00f9 pericolosi. Il <em>Joint Research Center<\/em>\u00a0(Jrc) dell\u2019Unione europea sta lavorando da alcuni anni alla definizione di <strong>un \u201cEcolabel\u201d<\/strong> per definire gli aspetti sociali e di governance delle imprese. Questa classificazione sarebbe utilizzata per confermare la loro <strong>\u201ccompatibilit\u00e0\u201d con la \u201cfinanza sostenibile\u201d<\/strong>. Va da s\u00e9 che le imprese escluse sarebbero fortemente danneggiate nell\u2019accesso al mercato finanziario con conseguente perdita di valore per gli attuali azionisti e difficolt\u00e0 nel reperire capitali sul mercato borsistico e finanziario e nel partecipare ai programmi europei nel campo della \u201cfinanza sostenibile\u201d.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultima versione (marzo) di questa proposta del Jrc si propone l\u2019esclusione di un\u2019impresa se ricava pi\u00f9 del 5% del suo fatturato dalla <em>\u201cproduction or trade of conventional weapons and\/or military products used for combat<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Se questa previsione dovesse essere confermata, le conseguenze non sarebbero probabilmente immediate, ma rafforzerebbero la <strong>convinzione che le imprese impegnate nell\u2019aerospazio, sicurezza e difesa non sono \u201csostenibili\u201d<\/strong>. Il peggioramento dell\u2019immagine e la diffusione di questo \u201cmessaggio\u201d a livello europeo potrebbe avere un progressivo effetto indiretto sugli investitori, come \u00e8 avvenuto nel passato per il settore del tabacco.<\/p>\n<p>Ovviamente questa sarebbe solo una \u201cetichetta\u201d e, quindi, ogni investitore potrebbe decidere o meno di accettare l\u2019impresa interessata nel suo portafoglio finanziario. Ma, poich\u00e9 gli investitori stanno prestando una crescente attenzione al tema degli Isr-<strong>Investimenti socialmente responsabili<\/strong>, questa \u201cetichetta\u201d sar\u00e0 sempre pi\u00f9 utilizzata.<\/p>\n<p>Sarebbe meglio, di conseguenza, tornare alla <strong>precedente versione della definizione<\/strong> del Jrc che prevedeva l\u2019esclusione dalla \u201cEcolabel\u201d delle sole imprese impegnate nella <em>\u201cproduction or trade of weapons that are covered by the following international treaties: Chemical Weapons Convention, Biological Weapons Convention,Ottawa Convention (Ban on Anti-Personnel Mines), Oslo Convention (Ban on Cluster Munition) and the Treaty on the Non-Proliferation of Nuclear Weapons. <\/em><em>The production or trade of conventional weapons and\/or military products used for combat if there is evidence of sales in countries under EU restrictive measures\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Non dovrebbero essere le imprese del settore aerospaziale, sicurezza e difesa in quanto tali a sollevare le preoccupazioni degli investitori \u201cetici\u201d<\/strong>, ma, caso mai, quelle impegnate in particolari attivit\u00e0. Ovviamente anche queste ultime sono necessarie e devono poter operare efficientemente, cercando altri finanziatori.<\/p>\n<p>Tutti, compresi gli investitori \u201cetici\u201d, dovrebbero sempre ricordarsi che <strong>non c\u2019\u00e8 \u201csostenibilit\u00e0\u201d senza sicurezza<\/strong> e che questa dipende dal mantenimento di adeguate capacit\u00e0 tecnologiche e industriali in questo campo. <strong>Un altro caso in cui bisogna saper coniugare idealismo e realismo.<\/strong><\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA-EFE\/PATRICK SEEGER <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sul piano teorico tutti, Stati membri e cittadini, sembrano condividere la necessit\u00e0 di difendere l\u2019Unione europea, il suo territorio, la sua popolazione e il suo sistema economico, sociale e politico. La differenza si manifesta rispetto al come farlo, soprattutto alla luce delle nuove minacce ibride, molto pi\u00f9 subdole e imprevedibili rispetto a quelle tradizionali. 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