{"id":89073,"date":"2021-08-14T08:41:27","date_gmt":"2021-08-14T06:41:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=89073"},"modified":"2021-08-16T11:50:00","modified_gmt":"2021-08-16T09:50:00","slug":"loffensiva-dei-talebani-non-si-ferma-afghanistan-vicino-al-collasso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/08\/loffensiva-dei-talebani-non-si-ferma-afghanistan-vicino-al-collasso\/","title":{"rendered":"L&#8217;offensiva dei talebani non si ferma: Afghanistan vicino al collasso"},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019onda talebana dilaga in Afghanistan<\/strong>, distretto per distretto, per poi convergere sulle <strong>capitali provinciali<\/strong>, travolgendole. <strong>Lo schema strategico utilizzato \u00e8 consolidato ed efficace<\/strong>: prima l\u2019isolamento degli obiettivi cacciando le istituzioni governative dalle aree periferiche e rurali, poi la convergenza simultanea di colonne che colpiscono con attacchi multipli le difese dei centri urbani.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/07\/afghanistan-loffensiva-dei-talebani-su-kandahar\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Una strategia vincente<\/a> che prima confonde i capisaldi difensivi tenuti dalle milizie tribali e dai soldati afghani, costretti cos\u00ec a spostarsi da un punto all\u2019altro lasciando aree scoperte e non presidiate, utilizzate dai talebani per penetrare all\u2019interno dei centri urbani scatenando cos\u00ec il caos che porta a <strong>una rapida capitolazione<\/strong>. \u00c8 accaduto a <strong>Kandahar<\/strong>, la seconda citt\u00e0 del Paese, Ghazni (in cui \u00e8 registrata un\u2019elevata presenza di al-Qa\u2019ida), Qala-i-Naw, nella provincia di Badghis, e prima ancora a Saranj e le altre citt\u00e0: <strong>13 capoluoghi di provincia e 9 province in una sola settimana sono cadute nelle mani dei talebani<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Effetto domino<\/strong><br \/>\nI ribelli hanno preso la loro prima citt\u00e0, Zaranj, capitale della provincia sudoccidentale di Nimruz, il 6 agosto, dopo la fuga governatore e delle forze di sicurezza. Il giorno successivo, il 7 agosto, i talebani hanno preso il controllo di Shibirghan, capitale della provincia settentrionale di Jawzjan; il giorno seguente, l&#8217;8 agosto, sono cadute le capitali provinciali Kunduz, Sar-i-Pul e Takhar, sempre nel nord; il 9 agosto, \u00e8 stata la volta di Aybak a Samangan; Farah, capoluogo dell\u2019omonima provincia, e Pul-i-Khumri nella provincia di Baghlan sono cadute il 10 agosto. Poi \u00e8 stata la volta di Kandahar, Laskar Gah e <strong>Herat, sino a qualche settimana fa sede del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/missioni-italiane-dal-rientro-dallafghanistan-a-un-nuovo-impegno-in-africa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">comando militare italiano in Afghanistan<\/a><\/strong>. E ancora Tarin Kowt, capitale della provincia di Uruzgan, portando cos\u00ec i talebani a cacciare il governo di Kabul da met\u00e0 delle province afghane.<\/p>\n<p>Con la conquista di Kandahar i talebani hanno preso possesso di un obiettivo strategicamente fondamentale \u2013 basti pensare alla presenza dell&#8217;aeroporto internazionale e al fatto che la citt\u00e0 sia uno dei principali centri di commercio del Paese -: la sua conquista \u00e8 sinonimo di <strong>controllo del sud<\/strong> del Paese cos\u00ec come la presa di Lashkar Gah, temporaneamente ripresa dalle forze per operazioni speciali afghane ma poi ricaduta nelle mani talebane, significa il <strong>controllo dell\u2019est<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il significato della capitolazione di Herat<\/strong><br \/>\nCon la <strong>caduta di Herat<\/strong>, e la cattura di Ismail Khan, il \u201cleone di Herat\u201d a capo della strenua resistenza locale, anche l&#8217;Afghanistan occidentale passa sotto il controllo dei talebani che possono cos\u00ec concentrare e trasferire i propri combattenti sul fronte di Mazar-i-Sharif, la capitale della provincia di Balkh, dove in questi giorni \u00e8 giunto il maresciallo Abdul Rachid Dostum. Vecchio mujaheddin e signore della guerra, Dostum si \u00e8 impegnato a riorganizzare una difesa su cui si lancer\u00e0 l\u2019intensa offensiva talebana, ma il timore \u00e8 che possa trattarsi di una difesa inutile, dato l\u2019ormai <strong>prossimo collasso dello Stato afghano<\/strong>.<\/p>\n<p>La caduta di Herat va ben oltre il concetto di conquista territoriale: \u00e8 una delle citt\u00e0 pi\u00f9 grandi dell&#8217;Afghanistan, crocevia di importanti nodi commerciali e logistici, nonch\u00e9 simbolo della resistenza anti-sovietica prima e anti-talebana poi. \u00c8 la citt\u00e0 di Ismail Khan, eroe dell\u2019epopea dei mujaheddin e signore della guerra attorno a cui si sono raccolte le ultime speranze di difesa della citt\u00e0. Speranze ormai cadute con la sua cattura.<\/p>\n<p>La conquista di Herat va oggi a coronare l\u2019obiettivo strategico dei talebani, ci\u00f2 <strong>prevenire la ricostituzione di un fronte di resistenza unito<\/strong>. Le offensive delle ultime settimane hanno destabilizzato le gi\u00e0 deboli forze di sicurezza nazionali e le forme di resistenza locali, soffocandole una ad una. Il nord, che avrebbe potuto essere una speranza per il contenimento talebano e la sopravvivenza dello Stato afghano cos\u00ec come lo abbiamo conosciuto per vent\u2019anni, si \u00e8 sgretolato sotto la pressione dei talebani.<\/p>\n<p><small> EPA-EFE\/AKHTER GULFAM <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019onda talebana dilaga in Afghanistan, distretto per distretto, per poi convergere sulle capitali provinciali, travolgendole. Lo schema strategico utilizzato \u00e8 consolidato ed efficace: prima l\u2019isolamento degli obiettivi cacciando le istituzioni governative dalle aree periferiche e rurali, poi la convergenza simultanea di colonne che colpiscono con attacchi multipli le difese dei centri urbani. Una strategia vincente [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":89074,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[68,3123,3234,3218,1830],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89073"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=89073"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89073\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":89075,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89073\/revisions\/89075"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/89074"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=89073"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=89073"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=89073"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}