{"id":89077,"date":"2021-08-16T11:43:11","date_gmt":"2021-08-16T09:43:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=89077"},"modified":"2021-09-02T16:19:01","modified_gmt":"2021-09-02T14:19:01","slug":"la-caduta-dellafghanistan-e-il-dramma-del-ritiro-nato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/08\/la-caduta-dellafghanistan-e-il-dramma-del-ritiro-nato\/","title":{"rendered":"La caduta dell&#8217;Afghanistan e il dramma del ritiro Nato"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2011 ero a Kandahar insieme ad una delegazione di esperti e funzionari dei Paesi Nato, ad incontrare il presidente del Consiglio provinciale Ahmed Wali Karzai, fratello dell\u2019allora presidente afghano Hamid Karzai, entrambi Pashtun. Andammo con un elicottero dei marines dall\u2019aeroporto cittadino alla base Nato, e poi con un convoglio di blindati alla nuova sede del Consiglio provinciale. Dopo il t\u00e8 di rito, un collega chiese a Karzai se si sentiva sicuro nel ricoprire quel ruolo visto il rischio di attacchi talebani. Lui rispose che, da quando aveva assunto l\u2019incarico, l\u2019edificio in cui ci trovavamo era stato attaccato undici volte e distrutto tre.<\/p>\n<p>Poche settimane dopo la nostra visita, Karzai fu ucciso. Un episodio simbolo della lotta in corso tra le diverse fazioni afghane, sempre sul filo del rasoio, e della fragilit\u00e0 dei progressi compiuti dopo il 2001 al prezzo di <strong>migliaia di morti occidentali e afghani<\/strong>,<strong>\u00a0<\/strong><strong>tra cui 53 militari italiani<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Oggi Kandahar \u00e8 di nuovo in mano ai talebani, cos\u00ec come Kabul e l\u2019intero Afghanistan<\/strong>. Compresa <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/missioni-italiane-dal-rientro-dallafghanistan-a-un-nuovo-impegno-in-africa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Herat<\/strong><\/a>, dove per 15 anni <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/ricerche\/donne-nelle-missioni-internazionali\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>l\u2019Italia ha guidato il contingente Nato<\/strong> nella pacificazione e ricostruzione<\/a> della provincia, raggiungendo importanti risultati quanto a stabilit\u00e0, sicurezza, istruzione, sanit\u00e0, sviluppo socio-economico, condizione delle donne. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/04\/ritiro-afghanistan-mancata-vittoria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Da quando lo scorso maggio Stati Uniti e Nato hanno iniziato a ritirarsi dall\u2019Afghanistan<\/a>, in pochi mesi i talebani si sono presi il Paese. Come \u00e8 possibile? E che senso hanno avuto allora 20 anni di impegno occidentale?<\/p>\n<p><strong>\u201cVoi avete l\u2019orologio, noi il tempo\u201d<\/strong><br \/>\nL\u2019impressionante efficacia e rapidit\u00e0 dell\u2019avanzata talebana ha diverse concause, <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/estero\/news\/2021-08-13\/ragioni-caduta-afghanistan-talebani-intervista-generale-battisti-13570547\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tra cui i tempi estivi del ritiro<\/a> piuttosto che la corruzione diffusa tra le istituzioni governative, ma un solo motivo fondamentale. <strong>Alle forze armate afghane non mancavano effettivi, mezzi e addestramento<\/strong>, che a livello tattico e operativo sono stati costruiti faticosamente negli anni dai militari Nato proprio nell\u2019ottica <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/en\/pubblicazioni\/afghanistan-transition\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">di una transizione \u2013 \u201cInteqal\u201d \u2013 della sicurezza<\/a> del Paese nelle mani delle istituzioni locali.<\/p>\n<p><strong>Quello che \u00e8 venuto meno, a livello strategico, \u00e8 stata la deterrenza militare occidentale<\/strong>. Dopo il 2014 gli effettivi della missione Nato Resolute Support sono stati nell\u2019ordine di 12-16mila, circa un decimo degli oltre 145.000 militari dispiegati nel Paese al picco delle operazioni dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/topics_69366.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">International Security Assistance Force<\/a>. Eppure ancora nel 2017 <a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/world-asia-57933979\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">i distretti controllati dai talebani<\/a> si contavano sulle dita di una mano. Perch\u00e9? Perch\u00e9 quei pochi effettivi Nato erano sufficienti per respingere insieme agli afghani un attacco limitato, e perch\u00e9 avrebbero attivato rapidamente copertura aerea e rinforzi occidentali tali da fermare anche un\u2019offensiva massiccia. Offensiva che infatti non si \u00e8 materializzata fino al ritiro della primavera 2021.<\/p>\n<p>\u201cVoi avete l\u2019orologio, noi il tempo\u201d \u00e8 uno dei motti preferiti dai talebani. I quali hanno aspettato che la fatica politica per un intervento cos\u00ec prolungato portasse gli Usa e i loro alleati a ritirare anche quel contingente che agli occidentali costava poco mantenere \u2013 pochissimi i caduti Nato dopo il 2014 \u2013 ma che per le forze armate afghane faceva la differenza tra la vita e la morte.<\/p>\n<p><strong>Gli effetti disastrosi un ritiro completo<br \/>\n<\/strong>Una volta che Trump e Biden, in perfetta sintonia, hanno deciso di portare via fino all\u2019ultimo soldato americano costi quel che costi, \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/negoziati-qatar-afghanistan-riconquista-talebani-paese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">si \u00e8 capito che il vento girava a favore dei talebani<\/a>. Il sud Pasthun e Kandahar sono stati <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/07\/afghanistan-loffensiva-dei-talebani-su-kandahar\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">i loro primi successi<\/a>. Cos\u00ec la gran parte della popolazione afghana &#8211; compresi capi trib\u00f9 e capi villaggio, miliziani, ma anche poliziotti e militari -, che per sopravvivere deve scegliere per tempo con chi schierarsi, ha capito che i talebani avrebbero vinto, ed \u00e8 saltata sul carro del vincitore per non restarne schiacciata. Innescando <strong>un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/08\/loffensiva-dei-talebani-non-si-ferma-afghanistan-vicino-al-collasso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">effetto domino devastante<\/a>\u00a0di diserzioni e rese, fino alla fuga all\u2019estero del vertice politico afghano<\/strong>, con il presidente Ashraf Ghani che ha lasciato Kabul il 15 agosto.<\/p>\n<p>Non si spiega altrimenti perch\u00e9 distretti popolati in prevalenza da tagiki e\/o uzbeki, dove la presenza talebana \u00e8 stata sempre marginale, abbiano voltato repentinamente le spalle al governo nazionale. In questo senso,<strong> il ritiro completo dei militari occidentali <a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/joe-biden-afghanistan-pullout-mistake\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00e8 stato un grave errore<\/a><\/strong>, dagli effetti disastrosi sulle forze armate e di sicurezza afghane, e in definitiva su tutto il processo istituzionale, politico e sociale costruito con sudore, lacrime e sangue in 20 anni. <strong>Un errore simile a quello compiuto dall\u2019amministrazione Obama in Iraq nel 2011<\/strong>, con un ritiro completo che ha aperto la strada allo Stato Islamico pochi anni dopo &#8211; senza scomodare il paragone con<strong> l\u2019abbandono del Vietnam del 1975<\/strong> -.<\/p>\n<p><strong>Un errore di cui gli europei sono pienamente corresponsabili<\/strong>. Nel 2020, dei 16mila effettivi di Resolute Support solo la met\u00e0 erano statunitensi:<strong> non sarebbe stato cos\u00ec difficile per gli altri 29 Paesi Nato mettere insieme ulteriori 8mila truppe e mantenere cos\u00ec la stessa presenza deterrente<\/strong> &#8211; se solo lo avessero voluto, considerando ad esempio che l\u2019Afghanistan \u00e8 la prima fonte di\u00a0 oppio per il mercato della droga europeo, e uno dei principali Paesi di origine di migranti verso l\u2019Europa -.<\/p>\n<p><strong>Il senso di 20 anni in Afghanistan<\/strong><br \/>\nOggi \u00e8 giusto quindi chiedersi che senso abbiano avuto 20 anni di impegno occidentale in terra afghana. Se l\u2019obiettivo primario di Washington era evitare che il Paese fosse un rifugio sicuro per il terrorismo internazionale islamico dopo l\u201911 settembre, l\u2019assenza di grandi attentati negli Usa negli ultimi due decenni \u00e8 un segno di successo. Un successo per\u00f2 dovuto sia alla guerra in Afghanistan, sia alle operazioni di intelligence, forze speciali e droni in pi\u00f9 Paesi \u2013 in fondo, Osama Bin Laden \u00e8 stato ucciso in Pakistan -.<\/p>\n<p>Se l\u2019obiettivo degli Stati Uniti e della comunit\u00e0 internazionale era <strong>costruire delle istituzioni afghane che si avvicinassero agli standard minimi dell\u2019Asia centrale<\/strong> quando a servizi essenziali come giustizia, istruzione e sanit\u00e0, e una qualche forma di rappresentanza politica, gli indicatori fino al 2020 erano relativamente positivi rispetto al regime talebano del 2001. Le <strong>centinaia di migliaia di esuli afghani tornati per ricostruire il Paese<\/strong>, i <strong>milioni di bambini e adolescenti a scuola<\/strong>, le decine di milioni di voti espressi nelle elezioni, le dighe costruite per portare acqua ed elettricit\u00e0, le strade e gli ospedali.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 dei numeri, <strong>c\u2019erano e ci sono i volti delle bambine che andavano a scuola nonostante i talebani cercassero di sfigurarle <\/strong>con l\u2019acido, quelli degli insegnanti, giornalisti, interpreti, impiegati che potevi incontrare tra Kabul e Kandahar. <strong>Non intervenire in teatri del genere \u00e8 una scelta legittim<\/strong>a, che preserva le vite dei connazionali lasciando ad altri la responsabilit\u00e0 diretta del dramma, come in Siria e Yemen. Una scelta sempre pi\u00f9 probabile per l\u2019Occidente da quando la priorit\u00e0 \u00e8 diventata <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/dallatlantico-al-pacifico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il confronto con la Cina<\/a>. Ma intervenire in un Paese come l\u2019Afghanistan vuol dire prendere un impegno di lungo periodo, nel bene e nel male, con chi si sostiene contro nemici mortali quali i talebani. <strong>Impegnarsi e poi andarsene in questo modo vanifica in un certo senso molti dei sacrifici<\/strong> degli afghani e di chi in Afghanistan in questi 20 anni ci ha lavorato, ci ha combattuto, e ci \u00e8 morto.<\/p>\n<p><small> EPA-EFE\/STRINGER <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2011 ero a Kandahar insieme ad una delegazione di esperti e funzionari dei Paesi Nato, ad incontrare il presidente del Consiglio provinciale Ahmed Wali Karzai, fratello dell\u2019allora presidente afghano Hamid Karzai, entrambi Pashtun. 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