{"id":89156,"date":"2021-09-03T07:49:41","date_gmt":"2021-09-03T05:49:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=89156"},"modified":"2021-09-15T18:13:58","modified_gmt":"2021-09-15T16:13:58","slug":"merkel-leadership-germania-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/merkel-leadership-germania-europa\/","title":{"rendered":"Merkel: una leader per la Germania, un po&#8217; meno per l&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<p><strong>La grande \u201cMutti\u201d, madre del popolo tedesco, se ne va<\/strong>. Ancora una volta quest\u2019estate, di fronte al <strong>dramma dell\u2019inondazione<\/strong> nella Renania Palatinato, ha voluto rassicurare i suoi concittadini dichiarando con orgoglio che <strong>la Germania \u00e8 potente<\/strong> ed ha tutti i mezzi e la forza per rimediare agli immensi danni materiali.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0questo il modo in cui <strong>Angela Merkel<\/strong> ha sempre cercato di superare <strong>le grandi sfide che hanno contrassegnato la sua vicenda politica<\/strong>. Nuovamente ha dispiegato le sue doti di prudenza, calma e fiducia, con cui nel passato ha cercato di fare fronte alle numerose crisi che hanno contraddistinto il suo periodo di governo. Basti qui ricordare il <strong>dramma finanziario mondiale<\/strong> del 2008\/2009, o il successivo rischio di fallimento dell\u2019euro, <strong>la decisione <\/strong>politicamente pericolosa <strong>di accogliere in pochi giorni oltre 1 milione di profughi siriani nel 2015<\/strong>, la tormentata vicenda della <strong>Brexit<\/strong> cui ha cercato di opporsi contro ogni evidenza, i <strong>turbolenti rapporti con Donald Trump<\/strong> fino al recentissimo attacco della pandemia.<\/p>\n<p>Oggi, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/08\/germania-il-confronto-a-tre-certifica-la-volata-della-spd\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">in vista delle elezioni del 26 settembre a cui Merkel non parteciper\u00e0<\/a>, \u00e8 quindi <strong>tempo per trarre un primo bilancio di questi importanti 16 anni di governo<\/strong>. Un periodo cos\u00ec esteso le ha permesso di conoscere ben otto presidenti del Consiglio italiani e quattro presidenti americani &#8211; da George W. Bush negli ultimi tre anni del suo mandato fino a Joe Biden, passando per Barack Obama e, come ricordato, il problematico Trump -.<\/p>\n<p><strong>Fra le tante virt\u00f9 della cancelliera tedesca va sicuramente iscritta la prudenza<\/strong>: mai (o quasi) un azzardo, mai una mossa non studiata a lungo, mai un capovolgimento di posizione. <strong>Non sempre, tuttavia,<\/strong> la prudenza <strong>\u00e8 un vantaggio<\/strong> nella gestione della politica, soprattutto nel campo delle relazioni internazionali. Diversi critici ritengono infatti che Angela Merkel abbia spesso evitato di prendere decisioni chiare di fronte a comportamenti inaccettabili di leader stranieri.<\/p>\n<p>L\u2019esempio principale \u00e8 quello della sua <strong>ambiguit\u00e0 nei rapporti con Vladimir Putin<\/strong>. Dopo l\u2019inglobamento della Crimea da parte di Mosca nel 2014 sono occorsi diversi mesi per convincere la Merkel ad adottare le sanzioni nei confronti della Russia, sanzioni richieste con forza sia da Barack Obama sia dai partner dell\u2019Unione europea. Solo dopo l\u2019abbattimento del volo della Malaysia Airlines MH17, con oltre 300 passeggeri a bordo, da parte dei ribelli filo-russi del Donbass ucraino la cancelliera ha alla fine accettato di punire Putin e di abbandonare la sua convinzione di fondo: mantenere aperte le linee di comunicazioni con i partner problematici. Perfino oggi, di fronte alle continue provocazioni, anche informatiche, del leader russo, <strong>Angela Merkel ha preso le distanze da Joe Biden rifiutando di accantonare il progetto del Nord Stream 2<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo stesso atteggiamento \u00e8 stato tenuto nei confronti della <strong>Cina<\/strong>: da una parte la Merkel si \u00e8 allineata ai suoi partner occidentali e all\u2019America nella <strong>condanna dei diritti umani violati da Pechino<\/strong> sia a Hong Kong sia verso la minoranza musulmana degli uiguri, ma dall\u2019altra ha spinto l\u2019UE a firmare <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/tutti-i-nodi-irrisolti-dellaccordo-sugli-investimenti-tra-ue-e-cina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un accordo estremamente vantaggioso (per la Germania) sugli investimenti bilaterali Ue-Cina<\/a>. Ci si chiede da pi\u00f9 parti su cosa si basi questa <strong>politica aperta al dialogo, sempre e a tutti i costi<\/strong>. La spiegazione pi\u00f9 nobile ha a che vedere con la cosiddetta <em>Erinnerungskultur<\/em>,<strong> la cultura del pentimento<\/strong> per gli atteggiamenti arroganti della Germania nel periodo nazista:<em> never again<\/em>, mai pi\u00f9, come hanno spesso ripetuto i leader tedeschi da Willy Brandt in poi. Ma se questa pu\u00f2 essere in parte una delle ragioni dell\u2019indecisione tedesca negli eventi sopra ricordati, in realt\u00e0 a contare molto nella linea di politica estera tedesca vi sono <strong>gli interessi economici, in particolare quelli commerciali, che nel caso della Germania contano per ben il 50% del Pil<\/strong> (contro il solo 12% degli Usa). Con ci\u00f2 si spiegano facilmente sia la decisione di concludere il progetto Nord Stream 2 con Mosca, sia l\u2019accordo sugli investimenti con Pechino.<\/p>\n<p>Ambiguit\u00e0 che si manifestano anche all\u2019interno dell\u2019Ue con la <strong>lunga sopportazione degli atteggiamenti antidemocratici del premier ungherese Viktor <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/orban-parlamento-ppe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Orb\u00e1n<\/a><\/strong>, mantenuto per troppo tempo nel Ppe europeo, il Partito popolare europeo largamente dominato dalla Cdu di Merkel. Indecisione che ha messo a rischio la coesione stessa dell\u2019Ue. Ed \u00e8 qui, proprio sui temi squisitamente europei, che \u00e8 emerso il lato meno convincente della sua azione di governo e del suo carattere: la <strong>mancanza di visione e di strategia nei confronti dell\u2019Ue<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 vero che <strong>la cancelliera ha alla fine salvato la Grecia e quindi l\u2019euro ma<\/strong>, come spesso le \u00e8 capitato di fare, la decisione \u00e8 stata presa tardi sull\u2019orlo del precipizio. Cos\u00ec <strong>i costi, anche politici, sono stati enormemente superiori<\/strong>, sia per Atene sia per gli altri partner europei. Ma soprattutto Angela Merkel ha lasciato regolarmente cadere nel vuoto le <strong>ripetute e ambiziose proposte di riforma che Emmanuel Macron le ha indirizzato<\/strong> nel corso della sua presidenza. Eppure su molte questioni, a cominciare dalla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/abbandonare-il-voto-allunanimita-e-necessario-per-avere-una-politica-estera-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">necessit\u00e0 di imporre il voto a maggioranza nel campo della politica estera europea<\/a>, la cancelliera si \u00e8 espressa positivamente in diverse occasioni. Ma alla fine non sono venute azioni forti e convinte nella direzione delle riforme. Come non sono mai arrivate proposte serie sulla <strong>politica di accoglienza e di asilo<\/strong> provenienti da Italia e altri paesi del Sud. Anzi la brutta storia dell\u2019oneroso (per tutti gli europei) accordo con Recep Tayyip Erdogan di trattenere i migranti siriani in Turchia, a fronte di un bel pacco di soldi, ha fatto ben presto dimenticare la sua inaspettata apertura (uno dei pochi azzardi nella sua carriera) sull\u2019immigrazione.<\/p>\n<p><strong>Solo con il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/recovery-fund-e-semestre-tedesco-le-sfide-per-lunione-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">provvidenziale lancio del Recovery Plan<\/a> abbiamo finalmente visto l\u2019Angela Merkel che molti attendevano da anni<\/strong>. Il ritrovato sentimento comune con Macron e la presenza a Bruxelles della sua collega tedesca Ursula von der Leyen le hanno dato la forza di proporre <strong>un piano di rilancio non solo economico, ma di straordinario interesse istituzionale per il futuro dell\u2019Unione<\/strong>. Un bel canto del cigno.<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9, <strong>malgrado le sue limitazioni, il giudizio complessivo su Angela Merkel non pu\u00f2 che essere positivo<\/strong>, soprattutto per la grande stabilit\u00e0 e prosperit\u00e0 che questi 16 anni hanno portato alla Germania. Volenti o nolenti, alla fine del \u201cregno\u201d di Angela Merkel la Germania (ma non l\u2019Ue) esce pi\u00f9 forte e autorevole di quanto non lo sia mai stata prima.<\/p>\n<p><em>Con questo intervento di Gianni Bonvicini, e in vista della successione in Germania, inauguriamo una serie di approfondimento dedicata ai 16 anni di Angela Merkel come cancelliera tedesca.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/ALEXANDER ZEMLIANICHENKO <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La grande \u201cMutti\u201d, madre del popolo tedesco, se ne va. Ancora una volta quest\u2019estate, di fronte al dramma dell\u2019inondazione nella Renania Palatinato, ha voluto rassicurare i suoi concittadini dichiarando con orgoglio che la Germania \u00e8 potente ed ha tutti i mezzi e la forza per rimediare agli immensi danni materiali. \u00c8\u00a0questo il modo in cui [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":89154,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2026,9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89156"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=89156"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89156\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":89157,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89156\/revisions\/89157"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/89154"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=89156"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=89156"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=89156"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}