{"id":89184,"date":"2021-09-07T08:59:32","date_gmt":"2021-09-07T06:59:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=89184"},"modified":"2021-09-22T12:49:59","modified_gmt":"2021-09-22T10:49:59","slug":"marocco-al-voto-tra-sfiducia-nei-partiti-e-nuove-peculiari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/marocco-al-voto-tra-sfiducia-nei-partiti-e-nuove-peculiari\/","title":{"rendered":"Marocco al voto tra sfiducia nei partiti e nuove regole\u00a0"},"content":{"rendered":"<p class=\"x_MsoNormal\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-89215 alignleft\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/2055E353-F5AD-4401-AB3E-4C16C9D26B1A-300x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/2055E353-F5AD-4401-AB3E-4C16C9D26B1A-300x300.jpeg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/2055E353-F5AD-4401-AB3E-4C16C9D26B1A-150x150.jpeg 150w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/2055E353-F5AD-4401-AB3E-4C16C9D26B1A-768x768.jpeg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/2055E353-F5AD-4401-AB3E-4C16C9D26B1A-1024x1024.jpeg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/2055E353-F5AD-4401-AB3E-4C16C9D26B1A-125x125.jpeg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/2055E353-F5AD-4401-AB3E-4C16C9D26B1A.jpeg 1080w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>L\u20198 settembre la popolazione marocchina sar\u00e0 chiamata a votare, per la prima volta nello stesso giorno, i propri rappresentanti sia a livello nazionale &#8211; <strong>i 395 deputati della Camera dei rappresentanti<\/strong> \u2013 che regionale e comunale &#8211; oltre 31mila eletti. Una maratona elettorale che lascia scettici sulla possibilit\u00e0 di assistere a un\u2019affluenza pi\u00f9 alta del 43% registrato alle ultime elezioni del 2016. Per di pi\u00f9, quest\u2019anno, la data del voto coincide con un giorno feriale invece che con un venerd\u00ec come di consuetudine.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><strong>In Marocco, dal 1963, sono state approvate sei diverse Costituzioni<\/strong>;\u00a0l\u2019ultima nel 2011 in risposta al movimento di protesta nato sull\u2019onda delle cosiddette Primavere arabe. Dieci anni dopo, il <strong>re Mohammed VI<\/strong> rimane il vero centro di potere del Paese; una buona <strong>parte della popolazione ha perso fiducia nei partiti<\/strong> e una serie di meccanismi istituzionali, non ultimo la nuova legge elettorale, <strong>favoriscono la formazione di governi deboli e frammentati. \u00a0<\/strong><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><b>Il sistema politico e i principali partiti\u00a0<\/b><br \/>\nSecondo l\u2019articolo 1 della Costituzione, il Marocco \u00e8 \u201c<strong>una monarchia costituzionale, democratica, parlamentare e sociale<\/strong>\u201d. Il Parlamento si compone di due camere, la Camera dei Rappresentanti e la Camera dei Consiglieri. La prima \u00e8 eletta a suffragio universale diretto ogni cinque anni, la seconda ogni sei a suffragio universale indiretto. Entrambe esercitano il potere legislativo. Tuttavia, il re, come capo dello Stato, dispone di ampi poteri, incluso quello di nominare il capo di governo e tutti i suoi membri, all\u2019interno del partito vincitore delle elezioni. Il re <strong>pu\u00f2 sciogliere entrambe le Camere tramite decreto reale (<i>dahir<\/i>) e dichiarare lo stato di emergenza<\/strong>, ed \u00e8 a capo delle forze armate e del consiglio superiore del potere giudiziario. Mohammed VI, attuale sovrano del Marocco, gode anche del titolo di <strong>\u201ccomandante dei fedeli\u201d<\/strong>, ponendosi come autorit\u00e0 non solo politica ma anche spirituale.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Nonostante i circa 30 partiti candidati, <strong>gli attori principali che si contenderanno la scena delle prossime elezioni legislative sono gli stessi del 2016<\/strong>. Il Partito islamista moderato per la giustizia e lo sviluppo <strong>(Pgs)<\/strong>, affermatosi come forza politica a partire dal 2011, nel 2016 ottenne 125 seggi ed \u00e8 ora in lizza per la terza vittoria di fila. Il Partito per l\u2019autenticit\u00e0 e la modernit\u00e0 <strong>(Pam), secolare e filomonarchico<\/strong>, fondato nel 2008, arriv\u00f2 secondo con 102 seggi. <strong>Il partito nazionalista Istiqlal<\/strong>, nato negli anni \u201940 a sostegno dell\u2019indipendenza dal colonialismo francese, si classific\u00f2 terzo con 46 seggi. Il <strong>Raduno nazionale degli indipendenti (Rni), guidato da Aziz Akhannouch<\/strong>, uomo d\u2019affari miliardario e ministro dell\u2019Agricoltura per diversi anni, raggiunse 37 seggi. Infine, l\u2019<strong>Unione socialista delle forze popolari<\/strong>, nata da una fazione staccatasi dal partito Istiqlal nel 1956, chiuse l\u2019ultima tornata elettorale con 20 seggi.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><b>Il multipartitismo e la strategia della monarchia \u00a0<\/b><br \/>\nNonostante le promesse di riforma, <strong>le regole del processo elettorale continuano a scoraggiare, nella pratica, l\u2019affermarsi di una genuina autonomia di governo.<\/strong> Lo spettro politico marocchino \u00e8 frammentato in un gran numero di partiti, i cui rappresentanti vengono eletti sulla base di un sistema proporzionale. <strong>\u00c8 difficile che una singola forza riesca a guadagnare la maggioranza<\/strong> e il sovrano pu\u00f2 ricorrere, quando necessario, alla vecchia strategia del\u00a0<i>divide et impera<\/i>\u00a0per rendere inoffensivo il Parlamento.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\u00c8 stato il caso della <strong>crisi istituzionale del 2016<\/strong>. Il Pgs, infatti, grazie anche alla popolarit\u00e0 dell\u2019allora segretario generale Abdelilah Benkirane, vinse il numero pi\u00f9 alto di seggi, ma non abbastanza da aggiudicarsi la maggioranza (198 seggi). Non volendo accettare di formare una coalizione con un blocco di partiti minori filomonarchici, Benkirane fin\u00ec in <strong>un\u2019impasse di cinque mesi<\/strong> e alla fine fu costretto dal re a farsi da parte e a lasciare le redini al pi\u00f9 remissivo <strong>Saeededdine El-Othmani<\/strong>. Quest\u2019ultimo, sotto pressione, accett\u00f2 le condizioni rifiutate dal suo predecessore. Nei negoziati per formare la coalizione, il PGS rinunci\u00f2 ai ministeri pi\u00f9 importanti, vedendo notevolmente ridotto il proprio peso decisionale. La scelta di Othmani ebbe anche un impatto sull\u2019unit\u00e0 del partito, causando non poche voci di dissenso.<\/p>\n<p><strong>Nuova legge elettorale<\/strong><br \/>\nLo scorso marzo, nonostante l\u2019opposizione del Pgs, \u00e8 stata approvata una <strong>nuova legge elettorale<\/strong> che rischia di ridurre ulteriormente l\u2019assertivit\u00e0 del Parlamento. La nuova legge ha eliminato infatti la <strong>soglia minima del 3%<\/strong> necessaria a qualificarsi e ha introdotto regole per calcolare il quoziente elettorale che non hanno precedenti in nessun altro Paese. Dal 2002, il quoziente elettorale era stato determinato dividendo il totale di voti validi per il numero di seggi assegnati a ciascun distretto. Nelle nuove elezioni sar\u00e0 invece calcolato<strong> dividendo il totale delle persone aventi diritto di voto per il numero di seggi<\/strong>.<\/p>\n<p>Il numero di voti ottenuti da ciascun partito deve essere quindi diviso per un quoziente elettorale molto pi\u00f9 alto: nel 2016, su circa 15 milioni di persone aventi diritto di voto, solo 6 milioni votarono. Il risultato \u00e8 una Camera pi\u00f9 atomizzata. I partiti di maggioranza non riescono ad aggiudicarsi che pochi seggi, con i rimanenti ripartiti tra tutti gli altri partiti, compresi quelli molto minoritari. L\u2019analista Rania Elghazouli stima che matematicamente <strong>nessun partito riuscirebbe a ottenere pi\u00f9 di 100 seggi, cio\u00e8 il 25% del totale<\/strong>, rendendo ancora pi\u00f9 complicato determinare il vincitore delle elezioni.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Intanto, calcoli a parte, un sondaggio dell\u2019Institute for Social and Media Studies condotto in previsione delle elezioni, mostra che <strong>il 60% dei rispondenti non ha fiducia nei partiti politici<\/strong> o nel loro programma elettorale. Viste le circostanze in cui avr\u00e0 luogo il voto, con la pandemia sullo sfondo a limitare le possibilit\u00e0 di confronto e i comizi, sembra improbabile che la disillusione della popolazione marocchina possa trovare risposta nel prossimo governo.<\/p>\n<p><small> A cura della redazione Nord Africa e Medio Oriente de Lo Spiegone <\/small><\/p>\n<p><small>***Lo Spiegone \u00e8 una testata giornalistica formata da studenti universitari e giovani professionisti provenienti da tutta Italia e sparsi per il mondo con l\u2019obiettivo di spiegare con chiarezza le dinamiche che l\u2019informazione di massa tralascia quando riporta le notizie legate alle relazioni internazionali, della politica e dell\u2019economia.<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u20198 settembre la popolazione marocchina sar\u00e0 chiamata a votare, per la prima volta nello stesso giorno, i propri rappresentanti sia a livello nazionale &#8211; i 395 deputati della Camera dei rappresentanti \u2013 che regionale e comunale &#8211; oltre 31mila eletti. 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