{"id":89207,"date":"2021-09-10T07:21:04","date_gmt":"2021-09-10T05:21:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=89207"},"modified":"2021-09-15T09:37:07","modified_gmt":"2021-09-15T07:37:07","slug":"perche-torri-gemelle-non-furono-pearl-harbor","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/perche-torri-gemelle-non-furono-pearl-harbor\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 le Torri Gemelle non\u00a0furono\u00a0un\u2019altra Pearl\u00a0Harbor"},"content":{"rendered":"<div>Chiamati a dare una valutazione istantanea degli\u00a0<strong>attacchi dell\u201911 settembre 2001 a New York e Washington\u00a0<\/strong>\u2013 senza contare l\u2019aereo che cadde in Pennsylvania, apparentemente grazie\u00a0all\u2019intervento\u00a0dei passeggeri che si rivoltarono contro i dirottatori \u2013, la stragrande\u00a0maggioranza\u00a0dei commentatori trasse un\u00a0<strong>immediato paragone<\/strong>:\u00a0l\u2019attacco\u00a0a sorpresa delle forze del Giappone imperiale contro la flotta americana del Pacifico, ancorata nella baia di\u00a0<b>Pearl\u00a0<\/b><b>Harbor<\/b>, alle Hawaii, il 7 dicembre 1941.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Due erano le ragioni che sostenevano il paragone. La prima affondava le radici nell\u2019analogia storica e\u00a0l\u2019impatto\u00a0simbolico.\u00a0L\u2019attacco\u00a0di Pearl Harbour \u2013 in quello che, nelle parole\u00a0dell\u2019allora\u00a0presidente Franklin\u00a0D.\u00a0Roosevelt, sarebbe passato alla storia come il \u201cgiorno dell\u2019infamia\u201d \u2013\u00a0<strong>\u00e8 il precedente storico pi\u00f9 vicino all\u201911 settembre in cui gli Stati Uniti sono stati attaccati sul suolo nazionale<\/strong>.<\/div>\n<div>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Oltre allo shock per\u00a0l\u2019attacco\u00a0a sorpresa, il considerevole costo in vite umane \u2013 Pearl\u00a0Harbor\u00a0caus\u00f2 oltre 2\u00a0mila vittime,\u00a0l\u201911\u00a0settembre quasi 3\u00a0mila \u2013 rafforza il paragone storico: cos\u00ec come\u00a0<strong>ogni americano allora vivente avrebbe ricordato cosa stava facendo<\/strong>\u00a0nel momento in cui la notizia\u00a0dell\u2019attacco\u00a0di Pearl Harbour si diffuse, lo stesso si pu\u00f2 dire di ogni americano (ma non solo) che assistette sugli schermi televisivi al crollo in diretta delle Torri Gemelle, gli edifici pi\u00f9 conosciuti dell\u2019iconico skyline di New York e il simbolo della potenza finanziaria dell\u2019America.\u00a0<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<p><b>La guerra globale al terrore<\/b><br \/>\nLa seconda ragione alla base del paragone riguardava invece l\u2019<strong>impatto sulla politica interna e conseguentemente internazionale degli Stati Uniti<\/strong>. Pearl\u00a0Harbor\u00a0port\u00f2 gli Usa a entrare in guerra contro il Giappone e subito dopo contro Germania\u00a0e Italia, alla vittoria contro le potenze fasciste e, soprattutto, a un\u00a0<strong>radicale cambio di approccio in politica estera<\/strong>. La Seconda guerra mondiale, al contrario della prima, segn\u00f2 l\u2019ingresso definitivo dell\u2019America sul palcoscenico centrale della politica internazionale. Da quel momento gli Usa avrebbero abbracciato il ruolo di grande potenza egemone dell\u2019Occidente e di garante di un ordine internazionale basato sui loro interessi ma anche sui loro valori, sul loro regime politico e modello di sviluppo economico.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>\u00c8 vero che l\u2019opinione pubblica Usa sostenne questo ruolo pi\u00f9 per l\u2019insorgere della competizione con l\u2019Unione\u00a0Sovietica nel dopoguerra che come risultato dell\u2019attacco giapponese. Tuttavia, senza dubbio lo shock di Pearl\u00a0Harbor, l\u2019impegno nel conflitto mondiale e la responsabilit\u00e0\/necessit\u00e0 di favorire la ricostruzione post-conflitto in modo da garantire la sicurezza e la prosperit\u00e0 degli Stati Uniti crearono<strong>\u00a0le condizioni perch\u00e9 l\u2019opinione pubblica accettasse il compito, presentato dalle\u00a0<\/strong><em><b>\u00e9lites<\/b><\/em><strong>\u00a0di entrambi i partiti, di impegnarsi nella politica mondiale<\/strong>\u00a0ben pi\u00f9 di quanto si fosse fatto prima del 1941.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>L\u201911 settembre, sostennero in molti, avrebbe risolto le incertezze dell\u2019opinione pubblica\u00a0circa il ruolo degli Usa che si erano affacciate nel decennio successivo alla Guerra fredda presentando\u00a0la necessit\u00e0 di far fronte a un nuovo nemico, non potente come l\u2019Urss ma non per questo meno insidioso:\u00a0<b>il terrorismo internazionale di matrice islamica<\/b>.\u00a0<strong>L\u2019<\/strong><strong>intervento in Afghanistan\u00a0<\/strong>nell\u2019ottobre 2001 contro i talebani, che avevano garantito appoggio e rifugio a chi aveva perpetrato gli attacchi, l\u2019al-Qaeda di Osama bin Laden,\u00a0<strong>fu accompagnato da grande favore popolare.<\/strong>\u00a0Cos\u00ec pure l\u2019<b>invasione dell\u2019Iraq<\/b>\u00a0nemmeno due anni dopo, grazie anche alla sottile manipolazione dell\u2019informazione con cui l\u2019amministrazione di George W. Bush insistette sugli (inesistenti) legami tra al-Qaeda e l\u2019allora dittatore iracheno Saddam Hussein.\u00a0<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>Afghanistan e Iraq erano solo i fronti pi\u00f9 importanti di un conflitto che gli Usa intendevano portare ovunque si presentasse la minaccia terroristica.\u00a0<strong>Non a caso Bush coni\u00f2 il termine Guerra Globale al Terrore<\/strong>\u00a0e ne fece uno dei capisaldi della sua politica estera. L\u2019opinione pubblica, si pens\u00f2, avrebbe sostenuto lo sforzo dell\u2019amministrazione cos\u00ec come aveva appoggiato l\u2019intervento nella Seconda guerra mondiale prima e poi la lunga Guerra fredda contro il blocco comunista.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p><b>Le diverse strategie<\/b><br \/>\nVent\u2019anni dopo l\u201911 settembre possiamo\u00a0dare\u00a0una valutazione obiettiva della legittimit\u00e0 del paragone con Pearl\u00a0Harbor. Certamente si tratta di due shock che resteranno per sempre impressi nella memoria collettiva. Ma\u00a0<b>l\u201911 settembre\u00a0<\/b><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/11-settembre-crisi-usa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-auth=\"NotApplicable\" data-linkindex=\"0\"><strong>non ha prodotto un contesto politico interno &#8220;permissivo&#8221;<\/strong><\/a>\u00a0per l\u2019impegno internazionale degli Usa paragonabile a Pearl\u00a0Harbor. In parte ci\u00f2 va ascritto al modo in cui le \u00e9lites di governo hanno gestito il potenziale di consenso pubblico. Negli anni \u201840 e primi \u201950 le amministrazioni di Roosevelt e del suo successore, Harry S. Truman, impegnarono gli Usa in una guerra contro le dittature fasciste e in una competizione col blocco sovietico\u00a0<strong>le cui ragioni l\u2019opinione pubblica pot\u00e9 non solo comprendere ma anche condividere,\u00a0<\/strong>almeno in buona parte. Furono anche sagge non solo nello scegliere gli obiettivi \u2013 la distruzione militare della minaccia fascista e il contenimento dell\u2019influenza sovietica \u2013 ma anche dei mezzi: gli Stati Uniti prevalsero su fascismo e comunismo grazie alla costruzione di\u00a0<strong>ampie coalizioni e alleanze internazionali<\/strong>.\u00a0<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>L\u2019amministrazione Bush propose invece obiettivi cangianti. La\u00a0caccia ad\u00a0al-Qaeda in Afghanistan e la presunta minaccia posta dalle (di nuovo, inesistenti) armi di distruzione di massa di Saddam si fusero nel tempo\u00a0con\u00a0un\u2019indefinita agenda di promozione della democrazia che metteva insieme\u00a0<strong>lotta al terrorismo, contrasto alle dittature (ma solo quelle nemiche degli Usa) e\u00a0<\/strong><em><b>nation-building<\/b><\/em>\u00a0su larga scala e in Paesi di cui gli Usa avevano poca cognizione e in cui dopotutto avevano in gioco interessi meno che vitali (al contrario dell\u2019Europa o dell\u2019Asia orientale, centrali sia durante la Seconda guerra mondiale che la Guerra fredda).\u00a0<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>All\u2019indeterminatezza e ambivalenza degli obiettivi \u2013 sotto i quali molti hanno semplicemente visto un desiderio di consolidare l\u2019egemonia mondiale degli Usa \u2013 si \u00e8 accompagnata l<strong>\u2019inadeguatezza dei mezzi: un\u2019eccessiva dipendenza dallo strumento militare<\/strong>, un\u2019incapacit\u00e0 di sviluppare strategie diplomatiche con paesi non allineati o rivali (come Russia, Cina, Iran) e l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/08\/afghanistan-il-grande-gioco-ritorna-alla-casella-di-partenza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-auth=\"NotApplicable\" data-linkindex=\"1\"><strong>inestirpabile tendenza ad agire unilateralmente.<\/strong><\/a><u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p><strong>L\u201911 settembre non ha cos\u00ec portato in nessun modo al consolidarsi di un consenso pubblico trasversale<\/strong>\u00a0alla Guerra Globale al Terrore \u2013 tra partiti e tra \u00e9lites ed opinione pubblica \u2013 paragonabile a quello che sostenne la politica Usa durante la Seconda guerra mondiale e la Guerra fredda, e che\u00a0ebbe\u00a0le sue origini nell\u2019attacco di Pearl\u00a0Harbor.<strong>\u00a0<\/strong><u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p><strong>Un fallimento di politica interna<\/strong><br \/>\n<strong>L\u2019ambivalenza soggiacente ai fini, l\u2019inadeguatezza dei mezzi e\u00a0<\/strong><strong>i risultati fallimentari<\/strong>\u00a0\u2013 l\u2019Iraq resta un paese diviso, insicuro e debole,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/08\/talebani-e-repubblicani-contro-biden-dopo-le-esplosioni-deliisis-a-kabul\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-auth=\"NotApplicable\" data-linkindex=\"2\">l\u2019Afghanistan \u00e8 tornato nelle mani dei talebani<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/terrorismo-jihadista-sconfiggerlo-possibile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-auth=\"NotApplicable\" data-linkindex=\"3\">la minaccia terroristica \u00e8 oggi molto pi\u00f9 diffusa, radicata ed estesa<\/a>\u00a0che nel 2001 \u2013 hanno reso la Guerra Globale al Terrore un\u00a0<strong>colossale fallimento di politica interna<\/strong>, prima ancora che di politica estera. \u00c8 precisamente sul rigetto della Guerra Globale al Terrore e dell\u2019interventismo, liberale o meno, ad essa intrinseco che i presidenti successivi a Bush \u2013 con eccessiva prudenza Barack Obama e con\u00a0estenuante\u00a0confusione Donald Trump \u2013 hanno provato a ricostruire un consenso trasversale interno alla politica estera Usa.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>In questo senso, Joe Biden ha fatto quello che Barack Obama e Donald Trump avevano promesso:\u00a0<strong>cambiare rotta alla fallimentare politica estera USA post-11 settembre<\/strong>. Biden potrebbe esserci giocato\u00a0<strong>le chance di conferma nel 2024<\/strong>, perch\u00e9 gli Usa mal sopportano la sconfitta. Ma allo stesso tempo,\u00a0accettando la sconfitta in Afghanistan,\u00a0potrebbe aver assicurato ai suoi successori la possibilit\u00e0 di ricreare consenso interno a una politica estera basata pi\u00f9 su interessi strategici sistemici \u2013 come la\u00a0<b>competizione con la Cina<\/b>\u00a0o la lotta al\u00a0<b>riscaldamento climatico<\/b>\u00a0\u2013<b>\u00a0<\/b><strong>e meno su<\/strong><strong>\u00a0velleit\u00e0 liberal-imperiali.<\/strong><\/p>\n<p><small> Una precedente versione di questo articolo \u00e8 stata pubblicata da Huffington Post <\/small><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiamati a dare una valutazione istantanea degli\u00a0attacchi dell\u201911 settembre 2001 a New York e Washington\u00a0\u2013 senza contare l\u2019aereo che cadde in Pennsylvania, apparentemente grazie\u00a0all\u2019intervento\u00a0dei passeggeri che si rivoltarono contro i dirottatori \u2013, la stragrande\u00a0maggioranza\u00a0dei commentatori trasse un\u00a0immediato paragone:\u00a0l\u2019attacco\u00a0a sorpresa delle forze del Giappone imperiale contro la flotta americana del Pacifico, ancorata nella baia di\u00a0Pearl\u00a0Harbor, alle [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":89232,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[537,3257,68,3259,3258,110,3261,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89207"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=89207"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89207\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":89249,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89207\/revisions\/89249"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/89232"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=89207"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=89207"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=89207"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}