{"id":89229,"date":"2021-09-10T07:32:01","date_gmt":"2021-09-10T05:32:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=89229"},"modified":"2021-09-10T07:58:03","modified_gmt":"2021-09-10T05:58:03","slug":"un-attacco-contro-loccidente-una-risposta-su-cui-riflettere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/un-attacco-contro-loccidente-una-risposta-su-cui-riflettere\/","title":{"rendered":"Un attacco contro l\u2019Occidente, una risposta su cui riflettere"},"content":{"rendered":"<p><strong>Gli attentati dell&#8217;11 settembre<\/strong> furono <strong>attacchi contro gli Stati Uniti e contro tutto l\u2019Occidente<\/strong> in quanto comunit\u00e0 politica di valori quali diritti umani, libert\u00e0 civili, stato di diritto, democrazia liberale. Attacchi in nome di una visione alternativa del mondo, quella del terrorismo internazionale di matrice islamica, come testimoniato da Oriana Fallaci.<\/p>\n<p>Per questo la <strong>Nato<\/strong> ha invocato l\u2019<strong>articolo 5 del trattato di Washington sulla difesa collettiva<\/strong>, per la prima e unica volta nei suoi <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/nato-70-anni-successi-sfide\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">72 anni di storia<\/a>: gli attacchi di New York e Washington erano attacchi contro tutti noi occidentali. Per questa ragione\u00a0<strong>una delle pi\u00f9 grandi coalizioni internazionali della storia moderna <\/strong>ha appoggiato l\u2019intervento militare in Afghanistan, con la partecipazione attiva di Onu, Nato, Ue, di tutto il G8 compresi Giappone e Russia. Intervento cui l\u2019<strong>Italia<\/strong> ha contribuito sin dall\u2019inizio e con un ruolo importante, senza mai mollare per due decenni.<\/p>\n<p>Questo dato storico rimane a 20 anni di distanza, <strong>al di l\u00e0 delle modalit\u00e0 e degli errori<\/strong> con cui \u00e8 stata condotta la guerra al terrorismo nel ventennio successivo.<\/p>\n<p><strong>La caccia costante ai sospetti terroristi<\/strong><br \/>\nLa prima e pi\u00f9 duratura risposta degli Stati Uniti \u00e8 stata diretta e immediata per spazzare via Al Qaeda dall\u2019Afghanistan, quando ancora si cercavano i resti dei 2.996 morti tra New York e Washington. L\u2019obiettivo era <strong>eliminare chiunque fosse coinvolto<\/strong> negli attacchi, e per quanto possibile i fautori di altri eventuali attentati. Questa risposta \u00e8 culminata con <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/05\/al-qaida-dopo-bin-laden\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>l\u2019uccisione di Osama Bin Laden nel 2011<\/strong><\/a>, e del suo sodale talebano, il <strong>mullah Omar, nel 2013<\/strong>.<\/p>\n<p>In Afghanistan, Pakistan e altrove gli Usa hanno adottato <strong>una strategia di contrasto al terrorismo condivisa<\/strong> da Bush, Obama, Trump e Biden: l\u2019intelligence, le forze armate e i droni americani colpiscono senza sosta, e ovunque nel mondo, i sospetti terroristi <strong>senza puntare ad un arresto e un processo<\/strong>. \u00c8 un cambiamento profondo, duro, introiettato dalla classe dirigente e dall\u2019opinione pubblica americana, che pone <strong>pesanti implicazioni per l\u2019Europa<\/strong> in quanto tocca direttamente proprio quei valori \u2013 in primis <strong>lo stato di diritto<\/strong> \u2013 per difendere i quali si combatte il terrorismo islamico.<\/p>\n<p>Gli americani sono venuti a patti con questa realt\u00e0 post 11 settembre, e in nome della propria sicurezza <strong>hanno sacrificato una parte della loro anima<\/strong>, e della loro immagine agli occhi del mondo. Venti anni senza gravi attentati sul suolo americano sono per gli Usa un successo per cui vale pagare questo prezzo.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Costruire, cambiare, andarsene, crollare<\/strong><br \/>\nIn parallelo alla costante caccia ai terroristi, negli ultimi 20 anni \u00e8 oscillato molto l\u2019approccio americano agli Stati in cui il terrorismo trovava appoggio, in primis l\u2019<strong>Afghanistan<\/strong>. Con Bush, avendo cacciato i talebani, si \u00e8 tentato di costruire istituzioni locali in grado di controllare il territorio, assicurare un minimo di servizi essenziali alla popolazione e una qualche forma di rappresentanza politica, pacifica e democratica. Vista le <strong>enormi difficolt\u00e0 e costi<\/strong> di questo approccio, Obama ha puntato a chiudere l\u2019impegno militare sul suolo iracheno e a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/12\/lincerta-scelta-strategica-di-obama-sullafghanistan\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">limitare quello afgano<\/a>. Trump ha cercato di lasciare Afghanistan e Iraq costi quel che costi, e Biden ha completato l\u2019opera a Kabul con i risultati disastrosi sotto gli occhi di tutti. Per dirla con le categorie dello storico statunitense Walter Russel Mead, <strong>la componente jacksoniana della politica estera americana ha prevalso su quella wilsoniana. <\/strong><\/p>\n<p>Tali cambiamenti di approccio hanno risposto ad una logica di <strong>politica interna cinica quanto comprensibile<\/strong>: negli anni immediatamente successivi all&#8217;11 settembre c\u2019era il consenso per una vendetta ed una guerra preventiva che poi nel tempo \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 insostenibile per l\u2019elettorato, a fronte di costi elevati, risultati modesti, e svolte simboliche come l\u2019uccisione del nemico Bin Laden. Tutto ci\u00f2 ha avuto implicazioni pesanti per gli alleati europei. L\u2019Europa \u00e8 stata la prima a chiedere di costruire le istituzioni afghane, gi\u00e0 con gli accordi di Bonn a dicembre 2001, in base al <strong><em>comprehensive approach<\/em> europeo<\/strong> che mette insieme sicurezza e sviluppo \u2013 <strong>un mantra dell\u2019Ue<\/strong> per oltre un decennio. E l\u2019Europa ha investito molto in Afghanistan tramite la Nato, <strong>con 30mila militari europei sul terreno nel 2011<\/strong>;\u00a0tramite l\u2019Ue che vi ha dispiegato per 10 anni una missione per formare la polizia afgana, e con l\u2019impegno bilaterale di tanti Paesi \u2013 Italia in primis.<\/p>\n<p>Quando gli Usa di Trump e Biden hanno rinunciato completamente all\u2019idea di sostenere le istituzioni in Afghanistan, <strong>gli europei hanno assistito passivamente<\/strong>, chiudendo gli occhi di fronte al bivio che si poneva loro con i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/negoziati-qatar-afghanistan-riconquista-talebani-paese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">negoziati di Doha con i Talebani<\/a>: <strong>abbandonare<\/strong> il loro <em>comprehensive approach<\/em>, <strong>e gli afghani<\/strong>, o <strong>investirci di pi\u00f9<\/strong> per colmare il vuoto lasciato dagli USA. Solo quando a giugno 2021 sono arrivati i primi segnali di un possibile e rapido <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/08\/loffensiva-dei-talebani-non-si-ferma-afghanistan-vicino-al-collasso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">crollo dell\u2019Afghanistan<\/a>, Gran Bretagna e Italia hanno proposto in ambito Nato di <strong>mantenere una limitata presenza militare a Kabul per non bruciare quanto costruito<\/strong>. Francia, Germania e gli altri hanno voltato le spalle, ed \u00e8 andata come \u00e8 andata. Una scelta legittima in base alla percezione attuale degli interessi europei, ma che rende <strong>l\u2019Europa <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/08\/afghanistan-la-responsabilita-degli-europei-e-limperativo-accoglienza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">corresponsabile del dramma afghano<\/a>. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Stati Uniti, Europa e Nato 20 anni dopo<\/strong><br \/>\nVent&#8217;anni dopo l\u201911 settembre, gli Stati Uniti possono dire a s\u00e9 stessi: abbiamo vendicato i nostri morti, ucciso i nostri nemici, protetto il nostro Paese; e continueremo a farlo senza pi\u00f9 erodere le <strong>risorse militari, economiche e diplomatiche che oggi e in futuro servono per competere con l\u2019avversario cinese<\/strong> e mantenere la leadership mondiale. Gli Stati Uniti <strong>dovrebbero dire anche che hanno commesso gravi e tragici errori<\/strong> nel chiudere l\u2019intervento afghano e nell\u2019intervenire <em>tout court<\/em> in Iraq.<\/p>\n<p><strong>Cosa pu\u00f2 dire l\u2019Europa a s\u00e9 stessa 20 anni dopo l\u201911 settembre?<\/strong> Per capirlo, anche alla luce del dramma afghano, c\u2019\u00e8 bisogno di una nuova riflessione ed autocritica. Una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/08\/afghanistan-lezioni-da-non-dimenticare\/\">riflessione critica<\/a> che gli alleati occidentali dovrebbero fare insieme. All\u2019ingresso del quartier generale Nato a Bruxelles ci sono un pezzo del Muro di Berlino ed uno delle Torri Gemelle, a ricordare le minacce affrontate insieme. Se il primo rappresenta <strong>una storica vittoria<\/strong> dell\u2019Occidente, il secondo simboleggia oggi <strong>una sconfitta che<\/strong> <strong>rester\u00e0 impressa nell\u2019immaginario collettivo<\/strong>. Superarla non sar\u00e0 facile.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/JUSTIN LANE <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli attentati dell&#8217;11 settembre furono attacchi contro gli Stati Uniti e contro tutto l\u2019Occidente in quanto comunit\u00e0 politica di valori quali diritti umani, libert\u00e0 civili, stato di diritto, democrazia liberale. Attacchi in nome di una visione alternativa del mondo, quella del terrorismo internazionale di matrice islamica, come testimoniato da Oriana Fallaci. 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