{"id":89258,"date":"2021-09-13T06:54:33","date_gmt":"2021-09-13T04:54:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=89258"},"modified":"2021-09-20T07:11:11","modified_gmt":"2021-09-20T05:11:11","slug":"riconoscere-il-governo-dei-talebani-e-un-atto-non-necessario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/riconoscere-il-governo-dei-talebani-e-un-atto-non-necessario\/","title":{"rendered":"Riconoscere il governo dei talebani \u00e8 un atto non necessario"},"content":{"rendered":"<p>Nei giorni scorsi sono state prospettate <strong>opposte opinioni tra le forze politiche<\/strong> tra chi avrebbe voluto il <strong>riconoscimento dei talebani<\/strong> e chi invece si \u00e8 dichiarato contrario o, quanto meno, ha affermato che non poteva essere presa una decisione unilaterale, ma si sarebbe dovuto aspettare un pronunciamento collettivo.<\/p>\n<p>Ormai i tempi stringono. I talebani <strong>hanno insediato il loro governo a Kabul<\/strong>, sia pure in via di completamento, e le imminenti riunioni governative a livello multilaterale sulla questione afghana rendono <strong>non pi\u00f9 procrastinabile una decisione italiana<\/strong>. Tanto pi\u00f9 che <strong>il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/la-presidenza-italiana-del-g20\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">G20<\/a> straordinario sull\u2019Afghanistan sar\u00e0 sotto la nostra egida<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Cosa significa riconoscimento del nuovo governo afghano? <\/strong>Nella pratica diplomatica si distingue tra <strong>riconoscimento di Stati e riconoscimento di govern<\/strong>i. Il primo ha luogo quando un nuovo Stato si affaccia nella comunit\u00e0 internazionale, mentre il secondo viene impiegato nel caso di un mutamento rivoluzionario di regime allo scopo di intrattenere rapporti diplomatici con il nuovo governo. Nel caso concreto nessuno dubita che l\u2019Afghanistan sotto l\u2019egida dei talebani sia la <strong>continuazione<\/strong> dello Stato amministrato dal governo al potere precedentemente, mentre un problema di riconoscimento si porrebbe solo per il nuovo governo.<\/p>\n<p>Ma il riconoscimento formale del nuovo governo \u00e8 necessario per poter entrare in relazione con le nuove autorit\u00e0? Secondo il Regno Unito ed altri Paesi, no. Londra ha cambiato politica dagli anni \u201980 e riconosce solo i nuovi Stati, non i nuovi governi. La motivazione? Non essere costretto, mediante un atto ufficiale di riconoscimento, a legittimare governi improntati ad un regime dittatoriale, responsabile di gravi violazioni dei diritti umani. Esigenze politiche possono essere d\u2019impulso ad entrare in relazione con il nuovo governo. Ma a tal fine non \u00e8 necessario un atto formale di riconoscimento: \u00e8 sufficiente la semplice constatazione che il nuovo governo esercita la sua autorit\u00e0 sul territorio e la popolazione dello Stato in cui \u00e8 insediato. In altri termini <strong>quello che conta \u00e8 il principio di effettivit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Quanto osservato non \u00e8 smentito dagli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/laccordo-di-trump-e-una-vittoria-per-i-talebani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>accordi di Doha<\/strong><\/a> stipulati da Donald Trump e dai talebani, il 29 febbraio 2020, cio\u00e8 tra gli Stati Uniti e l\u2019Emirato dell\u2019Afghanistan, non riconosciuto, come detto pi\u00f9 volte negli Accordi, dagli Stati Uniti. Infatti in quel periodo l\u2019Afghanistan era ancora sotto l\u2019egida del governo di Kabul ed i talebani erano solo un\u2019entit\u00e0 rivoluzionaria. Tra l\u2019altro, il <strong>Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu<\/strong> fa riferimento agli accordi di Doha (ris. 2513-2020), ma successivamente ha preso atto del fatto che <strong>i talebani costituiscono l\u2019autorit\u00e0 effettiva dell\u2019Afganistan<\/strong> e si aspetta che essi tengano fede all\u2019impegno di consentire a chi lo desidera di lasciare il territorio (ris. 2593-2021).<\/p>\n<p>Poich\u00e9 si \u00e8 di fronte ad una fattispecie di continuit\u00e0 dello Stato, <strong>i trattati stipulati dal precedente governo permangono in vigore, <\/strong>tranne quelli che possono considerarsi estinti per un mutamento fondamentale delle circostanze. Per quanto riguarda l\u2019Italia, stando alla lista pubblicata dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale sul <a href=\"http:\/\/itra.esteri.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sito Atrio<\/a> e salvo un pi\u00f9 attento esame, <strong>non sembra che per il momento possa dirsi che esistano trattati bilaterali Italia-Afghanistan<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019Afghanistan \u00e8 invece parte di importanti trattati multilaterali, tra cui il <strong>Patto delle Nazioni Unite sui diritti civili e politici <\/strong>e<strong> lo Statuto della Corte Penale Internazionale. <\/strong>Non consta che il nuovo regime li abbia denunciati e quindi essi continuano a vincolare l\u2019Afghanistan.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Afghanistan \u00e8<\/strong> membro delle Nazioni Unite e di altri organismi facenti parte del sistema onusiano. Fino al 2020 \u00e8 stato membro del Consiglio dei diritti umani ed \u00e8 stato eletto (udite, udite!) membro della<strong> Commissione sullo status delle donne,<\/strong> che \u00e8 un organismo del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, composta da 45 membri. La Commissione si occupa dell\u2019eguaglianza di genere e dovrebbe promuovere i poteri delle donne nella vita sociale. Il mandato dell\u2019Afghanistan scade nel 2025.<\/p>\n<p>La questione di chi debba rappresentare lo stato in un organismo internazionale non \u00e8 tanto una questione di riconoscimento di governi, quanto di credenziali. L\u2019ente che esercita i suoi poteri di governo effettivi nello Stato membro dell\u2019organizzazione internazionale ha diritto di indicare il funzionario che deve rappresentarlo. Pu\u00f2 lasciare che il compito venga svolto dal rappresentante del precedente governo, oppure indicare una nuova persona. In caso di contestazione si apre una procedura nella commissione delle credenziali, e la procedura termina con un voto degli Stati che fanno parte della commissione e, se del caso, viene sentito il plenum dell\u2019organismo.<\/p>\n<p><strong>Il governo italiano<\/strong> <strong>dovrebbe astenersi dal prendere posizione sulla vicenda mediante un formale atto di riconoscimento del nuovo governo afghano<\/strong>. Avendo constatato che il governo dei talebani costituisce l\u2019ente che esercita effettivamente i poteri in Afghanistan, <strong>pu\u00f2 benissimo interloquire con il nuovo governo<\/strong> affinch\u00e9 questi prenda i provvedimenti necessari per rispettare gli impegni presi. Essenziali sono i trattati multilaterali che vincolano l\u2019Afghanistan e che contengono strumenti, quantunque imperfetti, per assicurare la loro attuazione.<\/p>\n<p>Imprescindibile \u00e8 che l\u2019Afghanistan non denunci i trattati multilaterali di cui \u00e8 parte, a cominciare dal Patto delle Nazioni Unite sui diritti civili e politici e dallo Statuto della Corte Penale internazionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei giorni scorsi sono state prospettate opposte opinioni tra le forze politiche tra chi avrebbe voluto il riconoscimento dei talebani e chi invece si \u00e8 dichiarato contrario o, quanto meno, ha affermato che non poteva essere presa una decisione unilaterale, ma si sarebbe dovuto aspettare un pronunciamento collettivo. Ormai i tempi stringono. 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