{"id":89410,"date":"2021-09-24T06:10:43","date_gmt":"2021-09-24T04:10:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=89410"},"modified":"2021-10-01T08:34:05","modified_gmt":"2021-10-01T06:34:05","slug":"angela-merkel-unandreotti-a-berlino-pragmatica-ma-senza-strategia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/angela-merkel-unandreotti-a-berlino-pragmatica-ma-senza-strategia\/","title":{"rendered":"Angela Merkel: un&#8217;Andreotti a Berlino, pragmatica ma senza strategia"},"content":{"rendered":"<p>Alla vigilia di quella che potrebbe risultare una dura sconfitta elettorale per il suo partito, <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2021\/aug\/26\/angela-merkel-scores-higher-in-approval-ratings-than-any-current-world-leader\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Angela Merkel resta il leader politico pi\u00f9 popolare in Germania<\/strong><\/a>. \u00c8 una delle tante sorprendenti ambiguit\u00e0 di <strong>una personalit\u00e0 cos\u00ec apparentemente lineare ed invece molto complessa, se non contraddittoria<\/strong>. Spesso \u00e8 stato sollevato il dubbio che la Merkel <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/merkel-leadership-germania-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">non sia poi stata quella grande europeista di cui a volte si parla<\/a>. \u00c8 vero, se si guarda alle esitazioni e alle rigidit\u00e0 mostrate in occasione della <strong>crisi greca<\/strong>, ad esempio. Ma \u00e8 anche vero che <strong>ha salvato il salvabile dopo il fallimento del Trattato Costituzionale<\/strong>, prima con la Dichiarazione di Berlino e poi con il Trattato di Lisbona. Ha gestito forse male il caso greco, ma <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/con-luscita-di-scena-di-angela-merkel-litalia-perde-unalleata-in-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha anche appoggiato le scelte della Banca centrale europea di Mario Draghi ed infine il Recovery Plan<\/a>.<\/p>\n<p><strong>A volte agnello dunque, altre volte leone?<\/strong> Certamente la sua prudenza e la sua propensione ad aderire empiricamente alla scelta possibile pi\u00f9 che a quella auspicabile possono suggerire questa immagine. Tuttavia bisognerebbe forse valutare anche le <strong>specificit\u00e0 della collocazione della Germania oggi<\/strong>: riunificata, centro geografico oltre che politico della nuova Europa del dopo Guerra Fredda, di gran lunga il Paese europeo pi\u00f9 popoloso, industrializzato e ricco. Un Paese che guarda con grande preoccupazione alle involuzioni politiche negli Stati europei alle sue frontiere orientali, che gestisce un <strong>delicato rapporto di importazioni energetiche e sanzioni economiche nei confronti di una Russia sempre pi\u00f9 totalitaria<\/strong> e nazionalista, e che si accinge a fare altrettanto nei confronti dell\u2019altra grande potenza emergente, la Cina. Un Paese infine, nei cui confronti. i principali alleati e garanti di sicurezza, gli Stati Uniti, non sembrano propensi a concedere molta fiducia o libert\u00e0 d\u2019azione, anche se il presidente Joe Biden ha in ultima analisi lasciato in sospeso la sua condanna del nuovo gasdotto con la Russia, Nord Stream 2.<\/p>\n<p>La Germania di Angela Merkel soffre della contraddizione ricorrente, sia pure in modi diversi, anche in altri Paesi europei, primo la Francia. <strong>\u00c8 troppo grande tra gli europei, ma \u00e8 troppo piccola nel pi\u00f9 vasto mondo<\/strong>. Le sue sole forze non bastano per realizzare le sue ambizioni, ma sono determinanti per concretizzare un consenso europeo, che tuttavia non sempre coincide con le preferenze tedesche.<\/p>\n<p>Angela Merkel ha saputo giostrarsi con eleganza, e spesso anche con successo, in questa difficile posizione, come quando si \u00e8 trovata ad incarnare <strong>l\u2019opposizione europea all\u2019avventurismo mediorientale di George W. Bush<\/strong>, o successivamente alle offensive bordate di Donald Trump, ma anche quando ha dovuto assumere la <strong>leadership europea nei confronti di Mosca<\/strong>, cercando di gestire sia la crisi dell\u2019Ucraina sia quella della Bielorussia, e di mantenere unito il fronte delle sanzioni europee.<\/p>\n<p>In compenso le \u00e8 mancato il segno che viene lasciato nella storia da una decisione strategica difficile, fortemente voluta ed infine attuata, come invece ebbero altri cancellieri quali Konrad Adenauer, Willy Brandt, Helmut Schmidt ed Helmut Kohl. <strong>Non che non abbia preso decisioni significative, ma esse sembravano sempre il frutto di una decisione empirica<\/strong>, presa al termine di un lungo processo di valutazione dei pro e dei contro, <strong>e non il portato di una chiara strategia, voluta e perseguita con coerenza<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 un giudizio forse eccessivo, poich\u00e9 bisognerebbe anche valutare quanto il pragmatismo della Merkel abbia contribuito a sconfiggere i rigurgiti sovranisti ed a mantenere <strong>fissa la barra della integrazione e della solidariet\u00e0 europea<\/strong>. Ma il suo approccio moderato e prudente non ha contribuito alla sua visibilit\u00e0.<\/p>\n<p>La Germania di Angela Merkel \u00e8 un&#8217;importante protagonista della globalizzazione economica ed \u00e8 fortemente impegnata nelle politiche di transizione ambientale, ma rimane <strong>relativamente silenziosa sulle grandi scelte politico-strategiche<\/strong>. Cos\u00ec, il pragmatismo della Merkel, che vorrebbe mantenere aperti i ponti di un dialogo non solo economico, ma anche politico, con la Russia e la Cina, pu\u00f2 apparire ad alcuni come velleitario terzaforzismo e ad altri come pura e semplice defezione.<\/p>\n<p>Si tratta di un passaggio delicato, perch\u00e9 non riguarda solo la Germania, ma gran parte dell\u2019Europa, e potrebbe definire il <strong>futuro dei rapporti transatlantici<\/strong>. Il fatto \u00e8 che un tale atteggiamento, per quanto giustificabile ed in qualche misura anche auspicabile, richiederebbe quanto meno l\u2019avvio di altre due politiche prima di essere tentato.<\/p>\n<p>La prima, <strong>un chiaro accordo con l\u2019alleato americano<\/strong> circa gli obiettivi e i limiti di una simile iniziativa e la seconda<strong> un deciso investimento nel settore della difesa<\/strong>, a dimostrazione che gli europei non puntano a sfuggire alle loro responsabilit\u00e0 o ad acquistare sicurezza grazie alla benevolenza dei loro avversari, ma cercano seriamente di coniugare il classico binomio della politica atlantica, di difesa e distensione.<\/p>\n<p>Purtroppo solo negli ultimissimi tempi, ed ancora in modo confuso ed impreciso, abbiamo sentito discorsi di questo tenore, senza alcuna seria partecipazione personale della Cancelliera. Che <strong>finisce cos\u00ec per molti versi ad assomigliare pi\u00f9 a Giulio Andreotti che ai suoi predecessori<\/strong>.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/FILIP SINGER \/ POOL <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla vigilia di quella che potrebbe risultare una dura sconfitta elettorale per il suo partito, Angela Merkel resta il leader politico pi\u00f9 popolare in Germania. \u00c8 una delle tante sorprendenti ambiguit\u00e0 di una personalit\u00e0 cos\u00ec apparentemente lineare ed invece molto complessa, se non contraddittoria. 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