{"id":89428,"date":"2021-10-01T08:33:18","date_gmt":"2021-10-01T06:33:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=89428"},"modified":"2021-10-01T09:09:00","modified_gmt":"2021-10-01T07:09:00","slug":"la-cina-e-ancora-una-potenza-nucleare-moderata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/10\/la-cina-e-ancora-una-potenza-nucleare-moderata\/","title":{"rendered":"La Cina \u00e8 ancora una potenza nucleare moderata?"},"content":{"rendered":"<p>La crescita della <strong>Cina<\/strong> come <strong>potenza economica e politica globale e la moltiplicazione dei suoi interessi<\/strong> rendono inevitabile un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/russia-e-cina-intensificano-la-cooperazione-militare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rafforzamento della sua potenza militare<\/a> che si va estrinsecando in terra, aria, mare ed ora anche nello <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/la-corsa-allo-spazio-tra-geopolitica-e-big-tech\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">spazio extra atmosferico<\/a> ed in quello cibernetico. <strong>\u00c8 da evitare che ci\u00f2 avvenga anche nel settore delle armi nucleari.<\/strong><\/p>\n<p>Per quanto il termine \u201cpotenza nucleare moderata\u201d sia un <strong>ossimoro, poich\u00e9 non vi \u00e8 nulla di \u201cmoderato\u201d nel dotarsi dell\u2019arma nucleare,<\/strong> l\u2019espressione appariva sinora appropriata nel caso della Cina se si mette a confronto la sua politica nucleare <strong>con quella delle altre maggiori potenze<\/strong>.<\/p>\n<p>Sin dal primo test atomico nel 1964, Pechino dichiar\u00f2 che <strong>non avrebbe impiegato per prima l\u2019arma atomica (No First Use) n\u00e9 a minacciarne l\u2019uso<\/strong>. Successivamente Pechino si impegn\u00f2, senza porre condizioni, a non impiegarla <strong>contro gli Stati che non la<\/strong> posseggono<strong>.<\/strong> Anche altri Stati nucleari lo hanno fatto sottoponendo per\u00f2 tale impegno a condizioni che ne indeboliscono la credibilit\u00e0. Delle rimanenti potenze nucleari, solo l\u2019<strong>India<\/strong> ha adottato sinora la dottrina del non primo uso nonostante il fatto che il suo rivale, il <strong>Pakistan<\/strong>, non escluda affatto il primo impiego.<\/p>\n<p><strong>Un arsenale &#8220;pacifico&#8221;&#8230;<\/strong><br \/>\nLa relativa moderazione cinese viene corroborata sul piano quantitativo dal<strong> numero di testate, presumibilmente circa 300<\/strong>, che \u00e8 pi\u00f9 di <strong>dieci volte inferiore a quelle possedute dalle \u201csuperpotenze\u201d nucleari<\/strong> Usa e Russia e si colloca, almeno per ora, al livello degli arsenali delle potenze nucleari minori come la Francia il Regno Unito, l\u2019India e il Pakistan. Essa ha resistito alle maldestre insistenze di Trump di associarla al <strong>negoziato Usa-Russia sulle riduzioni strategiche<\/strong> che pure avrebbe potuto permettere ai cinesi di pareggiare il proprio arsenale strategico con quello molto superiore dei russi e americani. Pechino sostiene inoltre di mantenere proprie testate nucleari<strong> separate dai loro vettori<\/strong> il che rende pi\u00f9 credibile la sua posizione sul non primo uso e detiene ancora lanciatori con carburante liquido poco adatti ad un lancio immediato.<\/p>\n<p>Questo approccio \u201cmoderato\u201d al nucleare <strong>perde parte della sua credibilit\u00e0 se si considera la sua natura prevalentemente unilaterale<\/strong>, il fatto che non \u00e8 legalmente vincolante e che <strong>\u00e8 reversibile e non sottoposto a verifiche<\/strong>. Non vi \u00e8 impegno che impedisca a Pechino di ammodernare il proprio arsenale e di incrementarlo. Assieme agli Stati Uniti, la Cina \u00e8 uno dei pochi paesi a non aver ancora aderito al<strong> Trattato Ctbt che proibisce gli esperimenti nucleare<\/strong>, uno dei pilastri della pace e della sicurezza internazionale.<\/p>\n<p><strong>&#8230; (ma non troppo)<\/strong><br \/>\nLa Cina<strong> non \u00e8 mai stata vincolata da accordi come il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/inf-equilibrio-nucleare-europeo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">defunto Trattato Inf<\/a><\/strong> affondato da Trump, che proibiva i missili nucleari a raggio intermedio agli Usa e alla Russia. Risale a poche settimane fa la notizia, rilevata attraverso immagini satellitari commerciali, che <strong>Pechino starebbe costruendo 120 silos missilistici nella provincia di Gansu<\/strong>. Immagini successive rivelano un secondo campo di silos simili nello Xinjiang orientale che potrebbe includere circa altri 110 silos.<\/p>\n<p>La costruzione di centinaia di queste costose installazioni nucleari potrebbe essere l\u2019indicazione dell\u2019<strong>intenzione di incrementare il proprio arsenale missilistico<\/strong> e possibilmente di dispiegare un numero ancora superiore di testate poich\u00e9 i moderni missili cinesi sono a testata multipla. Nulla esclude per\u00f2 che si tratti invece di un <strong>modo per sfuggire ad un eventuale attacco<\/strong> disperdendo tra i numerosi nuovi silos il relativamente ridotto numero di missili e testate che Pechino attualmente possiede.<\/p>\n<p>Questa scoperta <strong>non risulta esser stata confermata o smentita<\/strong> da parte di un Paese che mantiene sulle questioni militari una tradizionale opacit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Patti chiari, amicizia lunga<\/strong><br \/>\nL\u2019Unione europea <strong>non pu\u00f2 ignorare la nuova realt\u00e0 militare cinese<\/strong>. Indipendente dal se la Cina venga definita\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/summit-lipsia-cina-ue-commercio-sostenibilita-diritti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cpartner strategico\u201d<\/a> o un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/la-nato-e-la-rivalita-sistemica-con-russia-e-cina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201crivale sistemico\u201d<\/a> \u00e8 necessario che le questioni nucleari <strong>vengano poste sull\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/04\/la-non-strategia-dellunione-europea-sullindo-pacifico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">agenda del dialogo strategico<\/a><\/strong> che da decenni \u00e8 stato stabilito tra la Cina e l\u2019Ue, ma che sinora si \u00e8 principalmente occupato di questioni economiche e industriali.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 a tali vertici \u00e8 stato associato l\u2019Alto Rappresentante dell&#8217;Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, attualmente lo spagnolo Josep Borrell, \u00e8 necessario che vi si affrontino anche i temi della sicurezza militare. Bench\u00e9 non vi sia un consenso totale in seno all\u2019Ue sui temi nucleari, sussistono questioni su cui vi \u00e8 in Europa <strong>ampia convergenza<\/strong>. Tutti i Paesi europei, come anche la Cina, sostengono pienamente il Trattato sulla Non proliferazione nucleare che celebrer\u00e0 il prossimo gennaio la sua decima Conferenza di riesame.<\/p>\n<p>La Cina e l\u2019Ue partecipano ai negoziati per <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/riattivare-il-jcpoa-e-nellinteresse-di-washington-e-teheran\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>salvare l\u2019intesa Jcpoa sul nucleare iraniano<\/strong><\/a> che sono presieduti da Borrell e sulla quale le posizioni tra Bruxelles e Pechino sono convergenti. Tutti gli Stati membri hanno ratificato la proibizione dei test nucleari ed hanno titolo per chiedere che Pechino faccia altrettanto senza aspettare che lo faccia prima Washington. <strong>Tutti i Paesi europei sostengono l\u2019interruzione della produzione di materiale fossile a scopi bellici<\/strong> e possono legittimamente chiedere a Pechino di aderire alla moratoria sulla produzione gi\u00e0 mantenuta da Stati Uniti, Regno Unito Francia e Russia. Non \u00e8 necessario appartenere all\u2019area Asia-Pacifico per incoraggiare Pechino ad una maggiore trasparenza nel campo degli armamenti.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;impegno Ue<\/strong><br \/>\nLa Strategia europea contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa fu lanciata, sotto presidenza italiana, nel 2003 e cio\u00e8 quasi 20 anni fa,\u00a0<strong>quando la Cina non veniva ancora vista come un pericolo<\/strong>, e quando alcune minacce, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/la-rivalita-fra-usa-e-cina-nello-spazio-e-la-lotta-per-la-supremazia-digitale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>come quella cibernetica, ancora non esistevano<\/strong><\/a>. \u00c8 tempo che essa venga aggiornata.<\/p>\n<p>Ma soprattutto \u00e8 indispensabile che l\u2019Europa si adoperi affinch\u00e9 <strong>Pechino non faccia passi indietro<\/strong>, come purtroppo hanno fatto altri Paesi nucleari, rispetto a posizioni pi\u00f9 avanzate gi\u00e0 assunte nel campo del controllo degli armamenti ed in particolare quella sul Non Primo Uso dell\u2019arma atomica. La stabilit\u00e0 strategica va mantenuta attraverso una riduzione degli armamenti, non attraverso una <strong>nuova e costosa corsa al riarmo.<\/strong><\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/WU HONG <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crescita della Cina come potenza economica e politica globale e la moltiplicazione dei suoi interessi rendono inevitabile un rafforzamento della sua potenza militare che si va estrinsecando in terra, aria, mare ed ora anche nello spazio extra atmosferico ed in quello cibernetico. \u00c8 da evitare che ci\u00f2 avvenga anche nel settore delle armi nucleari. 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