{"id":89458,"date":"2021-10-08T06:32:32","date_gmt":"2021-10-08T04:32:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=89458"},"modified":"2021-10-15T04:59:02","modified_gmt":"2021-10-15T02:59:02","slug":"colpe-e-rimpianti-europei-in-afghanistan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/10\/colpe-e-rimpianti-europei-in-afghanistan\/","title":{"rendered":"Colpe e rimpianti europei in Afghanistan"},"content":{"rendered":"<p>Probabilmente la migliore analisi\u00a0sul disastro afghano \u00e8 <strong>riassunta nel passo evangelico<\/strong> dell\u2019adultera condannata alla lapidazione, che evita la sua triste fine grazie al riconoscimento di colpa dei suoi giustizieri (Vangelo secondo Giovanni 8,1-11). <em>Mutatis mutandi<\/em>, quale Stato o organismo internazionale che si sia occupato delle vicende di questo martoriato Paese <strong>pu\u00f2 ritenersi esente da responsabilit\u00e0<\/strong>?<\/p>\n<p>Tra questi <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/08\/afghanistan-un-test-per-la-credibilita-delleuropa\/\">anche l&#8217;Unione europea<\/a>,<\/strong> la cui principale colpa sta nella c<strong>ronica marginalit\u00e0, figlia della mancanza di effettivi poteri<\/strong>, che ha contraddistinto il suo <strong>coinvolgimento in Afghanistan<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Conta il pensiero (forse)<\/strong><br \/>\nIn realt\u00e0, per\u00f2, se si approfondisce anche sommariamente il ruolo svolto dall\u2019Unione, emerge un quadro<strong> se non lusinghiero, perlomeno denso di buoni propostiti<\/strong> in parte anche realizzati.<\/p>\n<p>L\u2019impegno dell\u2019Unione in Afghanistan non \u00e8 dell\u2019ultima ora. Tralasciando il periodo antecedente alla caduta del regime degli \u201cstudenti coranici\u201d dopo l\u2019attacco dell&#8217;11 settembre, gi\u00e0 nella Conferenza di Bonn del 2001 le istituzioni europee avevano dato vita al <em>Rapid Reaction Mechanism<\/em> per sostenere i primi sforzi del neonato governo post-talebano. Poi nelle conferenze di Tokyo 2002 e di Berlino 2004 la Ue ed i suoi Stati membri stanziarono 3,1 miliardi dollari, ossia <strong>oltre il 30% dell\u2019interno ammontare\u00a0<\/strong><a href=\"http:\/\/ssp.amu.edu.pl\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/ssp-2019-3-09.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">in aiuti finanziari ricevuti dal Paese asiatico<\/a>.<\/p>\n<p>Per tentare di garantire il corretto utilizzo di tali fondi, Bruxelles var\u00f2 una serie di atti programmatici, tra cui: il <em>Country Strategy Paper: Afghanistan 2007\u20132013<\/em>, l\u2019Accordo del febbraio 2017 Ue-Afghanistan di cooperazione per la partnership e lo sviluppo, ed il <em>Multiannual Program for Afghanistan (2014\u20132020)<\/em> firmato dalla Commissione europea, che ha portato l\u2019impegno della Ue in termini finanziari <strong>a circa 5 miliardi di dollari nel periodo 2002-2020.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Curare la pace<\/strong><br \/>\nQuesti sforzi hanno condotto al perseguimento di <strong>alcuni esiti indubbiamente positivi<\/strong>. Tra questi possiamo ricordare: le 1.378 strutture sanitarie attivate in 34 province afghane;<strong> la creazione di due reti<\/strong>, una di 6 centri di sviluppo dell&#8217;orticoltura perenne e l\u2019altra formata da 1.100 unit\u00e0 veterinarie in tutto il paese; il <strong>sostegno nella gestione di paghe e stipendi<\/strong> di circa 124.000 dipendenti del ministero dell&#8217;Interno dedicati al mantenimento dello stato di diritto; la duplicazione della capacit\u00e0 di riscossione delle entrate governative, che sono passate da 1,3 miliardi di dollari nel 2015 a 2,7 miliardi di dollari nel 2019; <strong>il sostegno a mezzo milione di persone che hanno fatto rientro in Afghanistan <\/strong>e <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/international-partnerships\/where-we-work\/afghanistan_en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">altri atti di cooperazione e sostegno<\/a>.<\/p>\n<p>Anche se quelli citati <strong>non sono elementi che segnano una normalizzazione democratica<\/strong>, rappresentano tuttavia un<strong> parziale e difficoltoso cammino<\/strong> verso un\u2019auspicabile direzione. Percorso che si \u00e8 bruscamente e tragicamente interrotto nell\u2019agosto di quest\u2019anno, quando i frutti avvelenati della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/laccordo-di-trump-e-una-vittoria-per-i-talebani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Conferenza di Doha del febbraio 2020<\/strong><\/a> sono stati raccolti dai successori del regime talebano del 2001.<\/p>\n<p>Summit dal quale, \u00e8 bene ricordarlo, non solo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/08\/afghanistan-la-responsabilita-degli-europei-e-limperativo-accoglienza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>l\u2019Unione europea era assente<\/strong><\/a>, ma lo era anche e in particolare il governo afghano in carica, che ne \u00e8 uscito <strong>gravemente delegittimato soprattutto agli occhi del suo popolo<\/strong>. L\u2019intesa che ne \u00e8 scaturita (infaustamente denominata Accordo per riportare la pace in Afghanistan) prevedeva il ritiro di tutte le forze Nato entro poco pi\u00f9 di un anno e l\u2019avvio di un confronto pacifico tra il governo afghano ed i talebani.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Guai a voi, farisei!&#8221;<\/strong><br \/>\nCome noto <strong>l\u2019Accordo non \u00e8 stato rispettato<\/strong> e vent\u2019anni di sforzi, soprattutto europei, per edificare un regime civile e democratico sono stati vanificati.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio guardando all\u2019Accordo di Doha che si delinea con chiarezza la principale colpa dell\u2019Europa. Quella di <strong>non essere mai stata in grado di avere voce in capitolo sul piano politico<\/strong>, limitandosi a svolgere il ruolo che pi\u00f9 le \u00e8 congeniale: quello di potenza civile. Nel caso dell\u2019Afghanistan per\u00f2 \u2013 come in molti altri contesti &#8211; <strong>questo non \u00e8 sufficiente<\/strong>. Anzi rischia di mandare in fumo gli impegni finanziari ed organizzativi realizzati in decenni ed i relativi risultati. In un paese come l\u2019Afghanistan, nel quale <strong>il 40%\u00a0 della forza lavoro \u00e8 disoccupata<\/strong>, il 90% delle attivit\u00e0 economiche <strong>sono informali<\/strong>, l\u2019analfabetismo affligge oltre il 60% della popolazione e la principale fonte di reddito \u00e8 costituita dalla produzione di droga ( come cita il lavoro di B. Thibaut Denis <em>Afghan Opium and the EU: Fighting the War Economy through Development Cooperation<\/em>), puntare sulla contrapposizione militare per ottenere sicurezza e democrazia <strong>non appare la soluzione vincente<\/strong>. Questa tuttavia \u00e8 stata <strong>la linea prevalente (e costosissima) perseguita dagli Usa<\/strong>\u00a0negli ultimi venti anni.<\/p>\n<p>A questo riguardo sono illuminati <a href=\"https:\/\/www.whitehouse.gov\/briefing-room\/speeches-remarks\/2021\/07\/08\/remarks-by-president-biden-on-the-drawdown-of-u-s-forces-in-afghanistan\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>le parole del presidente Biden<\/strong><\/a> secondo il quale la presenza americana in Afghanistan era legata al perseguimento di due obiettivi \u201c<em>one, to bring Osama bin Laden to the gates of hell [..] The second reason was to eliminate al Qaeda\u2019s capacity to deal with more attacks on the United States from that territory.\u00a0 We accomplished both of those objectives<\/em>&#8220;: &#8220;il primo, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/un-attacco-contro-loccidente-una-risposta-su-cui-riflettere\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>trascinare Osama bin Laden alle porte dell&#8217;Inferno<\/strong><\/a>. In secondo luogo, eliminare la capacit\u00e0 di al Quaeda di <strong>organizzare pi\u00f9 attentati contro gli Stati Uniti da quei territori<\/strong>. Abbiamo soddisfatto entrambi questi obiettivi&#8221;. Da qui <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/afghanistan-gli-errori-e-i-silenzi-delloccidente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>la decisione del totale disimpegno.<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>Del tutto differente la visione europea<\/strong>, riassunta da ultimo dalla dichiarazione della Presidente Ursula von der Leyen in occasione di un vertice del G7: \u201c<em>It is our moral duty to help the Afghan people and to provide as much support as possible as conditions allow. The situation is indeed a tragedy for the Afghan people and it is a major setback for the international community<\/em>\u201d. Ovvero, &#8220;Si tratta di un dovere morale per noi, aiutare il popolo afghano e fornire pi\u00f9 supporto possibile secondo quanto permettono le condizioni. La situazione \u00e8 veramente tragica per questo popolo ed \u00e8 una pecca enorme per la comunit\u00e0 internazionale&#8221;.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;insostenibile debolezza dell&#8217;essere (europei)<\/strong><br \/>\nCome noto, purtroppo,<strong> gli intenti europei non hanno prevalso sull\u2019opposta visione americana<\/strong>. E ci\u00f2 \u00e8 dipeso essenzialmente da quel vizio di origine al quale si alludeva al principio: <strong>l\u2019insostenibile debolezza che caratterizza la politica estera della Ue<\/strong>.<\/p>\n<p>Limite imputabile alla persistente volont\u00e0 degli Stati membri di <strong>conservare ciascuno la propria quota parte<\/strong> nel decidere strategie nazionali di piccolo cabotaggio, che inesorabilmente condanna loro e le istituzioni di Bruxelles ad interpretare un ruolo del tutto marginale. Nonostante i nostri interessi e quelli del mondo intero spingano verso una ben altre direzioni.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina ANSA\/ Photo by Petty Officer 2nd Class Kaila Peters\/ U.S. Naval Forces Europe-Africa\/U.S. Sixth Fleet<br \/>\n<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Probabilmente la migliore analisi\u00a0sul disastro afghano \u00e8 riassunta nel passo evangelico dell\u2019adultera condannata alla lapidazione, che evita la sua triste fine grazie al riconoscimento di colpa dei suoi giustizieri (Vangelo secondo Giovanni 8,1-11). Mutatis mutandi, quale Stato o organismo internazionale che si sia occupato delle vicende di questo martoriato Paese pu\u00f2 ritenersi esente da responsabilit\u00e0? 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