{"id":89536,"date":"2021-09-28T16:19:14","date_gmt":"2021-09-28T14:19:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=89536"},"modified":"2021-10-01T08:17:56","modified_gmt":"2021-10-01T06:17:56","slug":"il-cielo-sopra-berlino-tra-accordi-ed-equilibrismi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/il-cielo-sopra-berlino-tra-accordi-ed-equilibrismi\/","title":{"rendered":"Il cielo sopra Berlino tra accordi ed equilibrismi"},"content":{"rendered":"<p>Partiamo da <strong>esclusi<\/strong> <strong>e<\/strong> <strong>sconfitti<\/strong>, che in <strong>Germania<\/strong> sono le <strong>ali estreme <\/strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/rebus-germania-spd-avanti-ma-adesso-serve-formare-una-coalizione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dopo le elezioni federali del 26 settembre<\/a>. Sul versante sinistro,<strong> Die Linke<\/strong> paga le <strong>molte incertezze<\/strong> che hanno caratterizzato la sua linea ondivaga che l\u2019ha portata, in dirittura d\u2019arrivo, a <strong>adattare la sua linea a quella dei socialdemocratici<\/strong>. All\u2019opposto vi \u00e8 <strong>AfD<\/strong>, il cui risultato certamente non trascurabile viene per\u00f2 <strong>reso inoperativo dall\u2019indisponibilit\u00e0 di tutte le forze<\/strong> a considerare possibilit\u00e0 di coalizione.<\/p>\n<p>La questione AfD \u00e8 tutt\u2019altro che archiviata, anche perch\u00e9 il partito ha ottenuto una <strong>vittoria schiacciante in Sassonia e Turingia<\/strong>, il che proietta sul futuro di questi L\u00e4nder un interrogativo circa <strong>le future dinamiche politiche locali<\/strong>. Si tratta per\u00f2 di un\u2019ipoteca che non incide, immediatamente, sulle dinamiche e gli assetti della potenziale coalizione.<\/p>\n<p><strong>Due giganti alla pari<\/strong><br \/>\nSe la <strong>momentanea uscita di scena delle forze pi\u00f9 radicali<\/strong> semplifica il quadro, \u00e8 anche vero che i risultati finali tendono a complicarlo. A renderlo pi\u00f9 problematico \u00e8 infatti il piazzamento dei due partiti maggiori: una fotografia dinamica immortala la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/la-germania-post-merkel-una-galassia-con-un-astro-nascente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>forte ripresa dell\u2019Spd<\/strong><\/a> come anche il <strong>cattivo risultato della Cdu<\/strong> targata <strong>Armin Laschet<\/strong>. Ma questa sequenza di fotogrammi non deve <strong>far dimenticare il dato di arrivo<\/strong>, che vede Spd e Cdu staccate di poco e le rende <strong>dunque entrambe potenzialmente idonee<\/strong> a guidare una coalizione. Dopo il primo momento, in cui lo scarto tra i due partiti era sembrato maggiore e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/lspd-corre-da-favorita-alle-federali-tedesche-davanti-a-cdu-csu-e-verdi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scholz aveva rivendicato il diritto a guidare la coalizione<\/a>, anche Laschet ha manifestato quest\u2019intenzione.<\/p>\n<p>La <strong>polarizzazione della campagna elettorale<\/strong> e la <strong>stanchezza per la formula della grande coalizione<\/strong> rosso-nera fa s\u00ec che la GroKo, pur rappresentando sulla carta la soluzione pi\u00f9 immediata, sia quella meno gradita ai due partiti maggiori. Si tratterebbe, infatti, di una <strong>soluzione che riproporrebbe formule oramai consunte <\/strong>e <strong>non darebbe voce all\u2019elettorato pi\u00f9 giovane<\/strong>, che invece si \u00e8 indirizzato maggiormente verso <strong>Verdi<\/strong> e <strong>Liberali<\/strong>. Sono questi ora l\u2019ago della bilancia e sia Laschet che Scholz guardano alle due formazioni con l\u2019obiettivo di riunirle all\u2019interno di una coalizione a guida rispettivamente Cdu ed Spd.<\/p>\n<p><strong>Sfumature politiche<\/strong><br \/>\nLe trattative per la formazione della coalizione saranno <strong>complesse anche se non necessariamente lunghe<\/strong>, viste le molte sfide e i molti impegni soprattutto in Europa. Bisogna per\u00f2 tenere presente che ci sono due fattori di complicazione rilevanti: il primo riguarda <strong>le dimensioni del Parlamento<\/strong>, che, seguendo le complesse regole che definiscono la rappresentanza, avr\u00e0 730 deputati; il secondo riguarda invece <strong>i partiti<\/strong> facenti parte della coalizione. Stando infatti alle prime dichiarazioni, l\u2019intento \u00e8 quello di creare una coalizione a tre, a guida Spd o Cdu con Verdi e Liberali.<\/p>\n<p>Le sfumature che possono prendere le singole coalizioni sono molto diverse. I cristiano-democratici presentano infatti una <strong>serie di assonanze pi\u00f9 esplicite con i Liberali<\/strong> e potrebbe svolgere <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/la-carta-conservatrice-sorride-alla-cdu-e-alla-corsa-di-laschet\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un ruolo di bilanciamento<\/a> delle istanze ambientaliste dei Verdi. Non \u00e8 per\u00f2 da escludere che lo stesso risultato possa essere raggiunto all\u2019interno di una coalizione guidata dai socialdemocratici, dove peraltro i liberali dell\u2019Fdp manterrebbero un\u2019identit\u00e0 pi\u00f9 autonoma e distinta, magari con qualche ministero di peso.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;agenda internazionale<\/strong><br \/>\nUn tema che durante la campagna elettorale \u00e8 stato decisamente assente \u00e8 stato quello della <strong>politica estera<\/strong>, che per\u00f2, gi\u00e0 in fase di negoziato potrebbe riguadagnare tutto lo spazio che merita. Si tratta di un dossier particolarmente complesso anche perch\u00e9 su questo si possono individuare <strong>delle differenze rilevanti <\/strong>(gi\u00e0 visibili nei programmi elettorali).<\/p>\n<p>Ad esempio, i Verdi hanno manifestato la volont\u00e0 di mettere una serie di paletti <strong>non solo ambientali ma anche relativi ai diritti umani<\/strong> agli altri player globali, Cina\u00a0<em>in primis,<\/em>\u00a0o di avere un atteggiamento pi\u00f9 incisivo nei confronti della Russia. Questo pu\u00f2 rappresentare certamente un <strong>ostacolo nella definizione di una piattaforma comune<\/strong> con i partiti maggiori, che fino ad ora hanno gestito questi dossier con un certo pragmatismo.<\/p>\n<p>Dalla futura coalizione dipender\u00e0 anche <strong>la posizione del prossimo governo tedesco in Europa<\/strong>. Tutti i partiti che potranno formare un&#8217;alleanza si presentano come fortemente europeisti, ma vi sono differenze rilevanti soprattutto per quello che riguarda la loro posizione rispetto al <strong>debito e alle regole di finanza pubblica<\/strong>. Questo tema potrebbe emergere gi\u00e0 in fase di negoziazione per la coalizione o vincolare la prima attivit\u00e0 di governo.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/CLEMENS BILAN \/ POOL <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Partiamo da esclusi e sconfitti, che in Germania sono le ali estreme dopo le elezioni federali del 26 settembre. Sul versante sinistro, Die Linke paga le molte incertezze che hanno caratterizzato la sua linea ondivaga che l\u2019ha portata, in dirittura d\u2019arrivo, a adattare la sua linea a quella dei socialdemocratici. 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