{"id":89560,"date":"2021-10-06T07:35:53","date_gmt":"2021-10-06T05:35:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=89560"},"modified":"2021-10-08T10:24:18","modified_gmt":"2021-10-08T08:24:18","slug":"lunione-europea-alla-prova-della-transizione-sostenibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/10\/lunione-europea-alla-prova-della-transizione-sostenibile\/","title":{"rendered":"L\u2019Unione europea alla prova della transizione sostenibile"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/strategy\/priorities-2019-2024\/european-green-deal_it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cPuntare a essere il primo continente a impatto climatico zero\u201d<\/a>: \u00e8 questo <strong>l\u2019ambizioso obiettivo che la Commissione europea si \u00e8 posta nel 2019<\/strong> lanciando lo <strong>European Green Deal<\/strong>. Per andare oltre le dichiarazioni d\u2019intenti, \u00e8 per\u00f2 indispensabile mettere in atto un <strong>insieme di politiche coerenti<\/strong>, che consentano di affrontare la sfida della sostenibilit\u00e0 su un orizzonte di lungo termine e nelle sue varie articolazioni: non solo ambientali, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/politiche-climatiche-un-cambiamento-di-sistema-e-inevitabile-e-irreversibile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ma anche economiche e sociali<\/strong><\/a>. Come sottolineato dalla stessa Commissione, la transizione verso un\u2019economia a impatto zero deve essere anche una <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/strategy\/priorities-2019-2024\/european-green-deal\/finance-and-green-deal\/just-transition-mechanism_it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201ctransizione giusta\u201d<\/a>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_89629\" aria-describedby=\"caption-attachment-89629\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/toc\/rspe20\/56\/3?nav=tocList\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-89629 size-medium\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Schermata-2021-10-06-alle-07.21.29-300x212.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Schermata-2021-10-06-alle-07.21.29-300x212.png 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Schermata-2021-10-06-alle-07.21.29-125x88.png 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Schermata-2021-10-06-alle-07.21.29.png 765w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-89629\" class=\"wp-caption-text\">Il nuovo fascicolo di &#8220;The International Spectator&#8221; raccoglie una serie di analisi e contributi sulla transizione sostenibile e il ruolo del Green Deal Ue<\/figcaption><\/figure>\n<p>Gestire una trasformazione di questo genere non pu\u00f2 prescindere da analisi attente e dettagliate, per valutare <strong>l\u2019impatto di quello che \u00e8 stato fatto e individuare possibili direttrici di intervento future<\/strong>. La complessit\u00e0 delle dimensioni di intervento interessate impone l\u2019utilizzo di una variet\u00e0 di strumenti: non solo quelli delle scienze pure, ma anche quelli propri delle scienze sociali. \u00c8 in questa direzione che si muove l\u2019ultimo fascicolo (3\/2021) di <em>The International Spectator<\/em>, dedicato a <a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/toc\/rspe20\/56\/3?nav=tocList\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Europe\u2019s Transition to Sustainability: Actors, Approaches and Policies<\/em><\/a>, curato da Rosa Fernandez, Jonas J. Schoenefeld, Thomas Hoerber e Sebastian Oberth\u00fcr.<\/p>\n<p><strong>Coinvolgere tutti<\/strong><br \/>\nUn primo aspetto che emerge con forza <strong>\u00e8 l\u2019importanza di coinvolgere proattivamente tutte le parti interessate<\/strong> (gli \u201cstakeholder\u201d), per evitare di innescare meccanismi di esclusione ed evitare ogni forma di deficit democratico. Da questo punto di vista, un caso interessante \u00e8 quello delle <a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/full\/10.1080\/03932729.2021.1959755\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cosiddette \u201ccomunit\u00e0 energetiche\u201d:<\/a> <strong>gruppi di cittadini che si associano per dar vita a iniziative nell\u2019ambito delle energie rinnovabili<\/strong>.<\/p>\n<p>Si tratta di <strong>un esempio importante di partecipazione dal basso alla transizione energetica<\/strong> ma che, come sottolinea Rosa Fernandez, non \u00e8 ancora stato adeguatamente integrato nei quadri regolamentari e di governance energetica dei vari Paesi europei. Su un altro fronte, l\u2019importanza di meccanismi di partecipazione adeguata \u00e8 evidenziata anche dal caso della <a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/full\/10.1080\/03932729.2021.1962665\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">decarbonizzazione dei trasporti<\/a>: se il dibattito \u00e8 stato a lungo indirizzato dal settore automotive verso una prospettiva incentrata sulla riduzione delle emissioni, <strong>negli ultimi anni nuovi attori hanno spinto verso un cambio di paradigma, <\/strong>incardinato sullo sviluppo di nuove infrastrutture per carburanti alternativi.<\/p>\n<p>Di fronte alla transizione incipiente, non sono mancate tuttavia forme di opposizione e resistenza, <strong>specie da parte dei movimenti populisti<\/strong>: un caso emblematico \u00e8 quello dei <em>gilets jaunes<\/em>, studiato da Thomas Hoerber, Christina Kurze e Joel Kuenzer. Le prese di posizione dei populisti europei verso la questione climatica sono <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/covid-19-accelerazione-o-frenata-per-la-green-economy\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>per\u00f2 pi\u00f9 complesse rispetto a un puro negazionismo<\/strong><\/a>: sembra emergere invece un intreccio tra nazionalismo e ambientalismo conservatore che pu\u00f2 essere riassunto nella formula dell\u2019 <strong>\u201c<a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/full\/10.1080\/03932729.2021.1956718\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ego-ecologia<\/a>\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Riforme green, ma zoppe<\/strong><br \/>\nQuanto queste resistenze politiche possano impattare sulle scelte istituzionali, <strong>specie a livello di singoli Stati membri<\/strong>, \u00e8 ben messo in luce dallo <a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/full\/10.1080\/03932729.2021.1932137\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">studio di Matus Misik<\/a> sul modo in cui i paesi dell\u2019Europa centro-orientale si sono rapportati agli obiettivi dell\u2019Unione in materia di energie rinnovabili. Il quadro risulta tutt\u2019altro che univoco, con alcuni Paesi pronti a porsi obiettivi particolarmente ambiziosi e altri che <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/07\/il-piano-di-bruxelles-per-il-clima-e-i-suoi-picconatori\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>si mantengono ben al di sotto delle raccomandazioni della Commissione<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Quali siano gli strumenti di policy pi\u00f9 indicati per conseguire l\u2019<a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/full\/10.1080\/03932729.2021.1956827\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">obiettivo delle emissioni zero entro il 2050<\/a> resta in ogni caso una questione aperta, alla luce dell\u2019analisi proposta da Jonas Schoenefeld, Kai Schulze, Mikael Hild\u00e9n e Andrew Jordan dei mix di politiche introdotte a livello nazionale dagli stati membri nell\u2019ultimo decennio. Ne emerge che <strong>il numero di politiche adottate \u00e8 cresciuto nel tempo<\/strong>, ma contemporaneamente <strong>\u00e8 diminuito l\u2019ammontare di riduzione delle emissioni<\/strong> previsto in media per ogni singola policy. Per raggiungere l\u2019obiettivo delle emissioni zero, \u00e8 quindi indispensabile individuare con urgenza politiche pi\u00f9 efficaci.<\/p>\n<p><strong>Salvare le foreste<\/strong><br \/>\nLa capacit\u00e0 dell\u2019Unione di raccogliere questa sfida sar\u00e0 cruciale per mantenere quella <a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/full\/10.1080\/03932729.2021.1939971\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">leadership in materia di politiche ambientali<\/a> che <strong>le \u00e8 attualmente riconosciuta a livello globale<\/strong>, come ben evidenzia la ricerca di Frauke Ohler e Tom Delreux sulla percezione di stati e organizzazioni regionali nei processi di negoziazione in questo ambito.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista, il ruolo dell\u2019Unione <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/le-opportunita-per-lazione-climatica-e-i-risvolti-di-politica-estera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>dovr\u00e0 necessariamente estendersi al di fuori dei confini degli stati membri<\/strong><\/a>. Un esempio importante \u00e8 quello delle <strong>importazioni di legname<\/strong>, regolate <a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/full\/10.1080\/03932729.2021.1935680\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dalla European Union Timber Regulation<\/a>, volta a <strong>prevenire l\u2019importazione e l\u2019utilizzo<\/strong> da parte di aziende europee di legname tagliato illegalmente: come evidenziano Simona Davidescu e Aron Buzogany, l\u2019applicazione di queste norme in Romania e Ucraina si \u00e8 scontrata con forti resistenze da parte dell\u2019industria del legname, ma <strong>ha anche beneficiato della crescente mobilitazione di attivisti e Ong<\/strong> capaci di <strong>mettere a nudo corruzione e illegalit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>In una prospettiva globale, resta aperto il tema di come garantire una \u201ctransizione giusta\u201d anche al di fuori dei confini europei, tenendo conto anche delle <strong>iniquit\u00e0 in materia di scambi ambientali<\/strong> che si sono sedimentate nel corso dei decenni tra l\u2019Europa e paesi terzi: secondo Gabriel Weber e Ignazio Cabras, <a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/full\/10.1080\/03932729.2021.1946262\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un caso emblematico \u00e8 quello della Colombia<\/a>, da cui a lungo sono stati esportati quantitativi ingenti di carbone verso paesi dell\u2019Unione Europea, <strong>senza compensare adeguatamente i danni sociali e ambientali<\/strong> che la produzione in loco ha generato nel tempo.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/OLIVIER HOSLET <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cPuntare a essere il primo continente a impatto climatico zero\u201d: \u00e8 questo l\u2019ambizioso obiettivo che la Commissione europea si \u00e8 posta nel 2019 lanciando lo European Green Deal. 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