{"id":89636,"date":"2021-10-06T05:12:04","date_gmt":"2021-10-06T03:12:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=89636"},"modified":"2021-10-06T08:56:55","modified_gmt":"2021-10-06T06:56:55","slug":"in-romania-la-quarta-ondata-da-il-colpo-di-grazia-al-governo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/10\/in-romania-la-quarta-ondata-da-il-colpo-di-grazia-al-governo\/","title":{"rendered":"In Romania la quarta ondata d\u00e0 il colpo di grazia al governo"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">Il governo di <strong>Florin C\u00ee\u021bu<\/strong>, esecutivo di minoranza in <strong>Romania<\/strong> ormai da mesi dopo l\u2019uscita dalla coalizione dei liberali di Usr-Plus in seguito al licenziamento di uno dei ministri del gruppo,\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/europe\/romanias-parliament-topples-pm-citus-centrist-government-2021-10-05\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.reuters.com\/world\/europe\/romanias-parliament-topples-pm-citus-centrist-government-2021-10-05\/&amp;source=gmail&amp;ust=1633581479474000&amp;usg=AFQjCNFJdB6mYE2NyHo_LHKZZL0JapC5hA\">ha perso la sua ultima battaglia<\/a><\/strong>, colpito e affondato da una mozione di sfiducia votata da ben 281 parlamentari (la soglia minima era 234).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Tre gli ingredienti della pozione politica mortale per il partito di C\u00ee\u021bu, il Partito Nazionale Liberale (Pnl): gli avversari a destra (soprattutto Aur), gli amici di una volta (cio\u00e8 Usr-Plus) e la pandemia di Covid-19. Tra le maggiori accuse al governo di minoranza, in effetti, quella pi\u00f9 difficile da controbattere \u00e8 stata quella di aver\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/euobserver.com\/coronavirus\/153086\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/euobserver.com\/coronavirus\/153086&amp;source=gmail&amp;ust=1633581479474000&amp;usg=AFQjCNF_9uY5tYEd-uGq9pzlRSBllztn2A\">gestito in senso fallimentare l&#8217;emergenza sanitaria<\/a><\/strong>. Il Paese, infatti, ha una delle situazioni a tinte pi\u00f9 fosche di tutta l\u2019Unione europea,\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/apnews.com\/article\/coronavirus-pandemic-health-pandemics-bulgaria-bucharest-a7541bb8eb92fdc7756983cbf2371a6c\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/apnews.com\/article\/coronavirus-pandemic-health-pandemics-bulgaria-bucharest-a7541bb8eb92fdc7756983cbf2371a6c&amp;source=gmail&amp;ust=1633581479474000&amp;usg=AFQjCNHv27rAP42PvLmIcycgdCU1xXGO9A\">con solo il 27% dei cittadini vaccinati<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non vale nemmeno la scusa delle difficili condizioni economiche dello Stato, perch\u00e9 il piccolo <strong>Portogallo<\/strong>, che pure \u00e8 molto spesso tra i sorvegliati speciali nelle rendicontazioni europee, \u00e8 riuscito invece ad appiattire completamente la curva dei contagi vaccinando con seconda dose praticamente tutti i lusitani. Oggi, mentre i contagi toccavano un nuovo (tragico) record di 15 mila nuovi pazienti, il Parlamento rumeno ha accusato l\u2019esecutivo di C\u00ee\u021bu di aver condotto il Paese al baratro attuale: all\u2019ignominioso sesto posto nel mondo per contagi e a<strong> una quarta ondata <\/strong>che ha reso la Romania il secondo paese del blocco euroasiatico per nuovi casi dopo la Russia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Un divorzio incauto\u00a0<\/strong><br \/>\nVa detto che la situazione pandemica delle ultime settimane ha dato semmai il <strong>colpo di grazia a un governo zoppicante gi\u00e0 da diverso tempo<\/strong>. I primi acciacchi seri il mese scorso, quando il ministro della Giustizia Stelian Ion era stato \u201cdefenestrato\u201d dal governo per una questione di conti:\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.romania-insider.com\/citu-dismisses-stelian-ion-sept-2021\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.romania-insider.com\/citu-dismisses-stelian-ion-sept-2021&amp;source=gmail&amp;ust=1633581479474000&amp;usg=AFQjCNHHyT6i_HnvNQ39rPzXoNbOKkK4aw\">un grosso finanziamento europeo da 10 miliardi di euro<\/a><\/strong>\u00a0per lo sviluppo delle zone rurali, bloccato per il parere ostile proprio del titolare del dicastero. Ion \u00e8 stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e causato il divorzio tra Pnl e Usr-Plus, dopo un\u2019altra dimissione assai discussa, quella del ministro della Salute Vlad Voiculescu.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Due bastonate ad alleati tanto disprezzati (oggi C\u00ee\u021bu da detto di aver dovuto sopportare <strong>\u201cun\u2019accozzaglia di incompetenti\u201d<\/strong> riferendosi ai ministri del \u201cbipolare\u201d partito Usr)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.euronews.com\/2021\/09\/10\/romania-lurches-into-another-political-crisis-as-florin-citu-clings-to-power\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.euronews.com\/2021\/09\/10\/romania-lurches-into-another-political-crisis-as-florin-citu-clings-to-power&amp;source=gmail&amp;ust=1633581479474000&amp;usg=AFQjCNFc1RMoKEkwbu1jRinhaNsD_NzGcw\">quanto vitali<\/a>. Non tanto per il Pnl, visto che Usr da subito si \u00e8 detto disponibile a creare una nuova coalizione di maggioranza con i liberali; piuttosto per C\u00ee\u021bu stesso, visto che gli stessi ex alleati hanno sottolineato che l\u2019accordo sar\u00e0 s\u00ec possibile, ma solo con un altro primo ministro.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Cos\u00ec il premier di destra ma europeista potrebbe essersi scavato la fossa da solo, litigando con quei 25 parlamentari che uniti ai suoi 41 gli avevano permesso, nel dicembre 2020, di sbarrare la strada a un ritorno dei socialdemocratici al potere a Bucarest.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Oro alla riscossa\u00a0<\/strong><br \/>\nL\u2019altra spinta che ha fatto cadere C\u00ee\u021bu \u00e8 l\u2019insolito fronte tra gli ex alleati e gli <strong>avversari di estrema destra di Aur<\/strong> (letteralmente \u201cOro\u201d in rumeno). Un partito che \u00e8 piuttosto un amalgama di istanze populiste, xenofobe, misogine, omo-transfobiche e anche un pizzico di antisemitismo, tra ammiccamenti al neofascismo e neonazismo e una nostalgica fascinazione per l\u2019ex dittatore comunista della Romania, Nicolae Ceau\u0219escu.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questo intruglio di intolleranza ha per\u00f2 un ingrediente segreto che manca alle altre forze politiche: parla chiaro alla pancia di un Paese sfiduciato.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.franceinter.fr\/emissions\/geopolitique\/geopolitique-08-decembre-2020\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.franceinter.fr\/emissions\/geopolitique\/geopolitique-08-decembre-2020&amp;source=gmail&amp;ust=1633581479474000&amp;usg=AFQjCNET8q-8FlR_G9l2kVDYx1XtZg91zw\">Alle scorse elezioni di dicembre ha saputo guadagnarsi il suo 9 %<\/a><\/strong>\u00a0e i suoi posti in Parlamento andando a braccetto con il partito pi\u00f9 grande della Romania,\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.euronews.com\/2020\/12\/04\/will-apathy-be-the-winner-in-romania-s-parliamentary-election\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.euronews.com\/2020\/12\/04\/will-apathy-be-the-winner-in-romania-s-parliamentary-election&amp;source=gmail&amp;ust=1633581479474000&amp;usg=AFQjCNHWLhgcnCk8kbhC9XYT9mgzBaYkSQ\">quello dell\u2019astensione<\/a><\/strong>: oltre il 70 % dei romeni non si \u00e8 recato alle urne, in larga parte a causa della sfiducia nei confronti del\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/fr.euronews.com\/2021\/10\/02\/le-president-roumain-recompense-pour-son-incarnation-des-valeurs-de-l-ue\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/fr.euronews.com\/2021\/10\/02\/le-president-roumain-recompense-pour-son-incarnation-des-valeurs-de-l-ue&amp;source=gmail&amp;ust=1633581479474000&amp;usg=AFQjCNF7ucGdqi_RP-dOKcKGpmo1P6uUxg\">presidente filoeuropeo Klaus Iohannis<\/a>\u00a0<\/strong>(fresco, nei giorni scorsi, di Premio Carlo Magno per l&#8217;integrazione Ue)\u00a0ma pi\u00f9 in generale di <strong>un sistema politico considerato tra i pi\u00f9 corrotti in Europa<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La stessa crisi tra Usr e Pnl si gioca tra la spaccatura profonda tra due anime di un Paese: le citt\u00e0 (e in generale le giovani generazioni) che aspirano a uno status pienamente europeo, e le zone rurali (dove si concentra la popolazione anziana). C\u2019\u00e8 da chiedersi se Aur, vicino alla Chiesa ortodossa, riuscir\u00e0 passato il \u201cvoto emozionale\u201d a rimanere unito e coeso con cos\u00ec tante anime diverse al suo interno.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>E ora che si fa?\u00a0<\/strong><br \/>\nAlmeno per ora, tuttavia, appare <strong>improbabile lo scenario delle elezioni anticipate<\/strong>. Lo stesso Usr ha subito specificato di essere pronto a un nuovo governo con il Pnl (ma senza C\u00ee\u021bu). Inoltre, prima di giocare la carta delle elezioni dovranno vagliare (ed eventualmente bocciare) due proposte per formare un nuovo governo da parte di Klaus Iohannis.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Una soluzione potrebbe essere appunto quella ventilata da Usr, con un accordo tripartito tra questi, il partito Udmr (rappresentante il gruppo etnico ungherese) e Pnl; un piano che permetterebbe di ricostruire una coalizione di maggioranza robusta (almeno del 57%). Per ora almeno nessuno sembra voler portare i cittadini alle urne. Non con una guerra contro la pandemia ancora da vincere.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/Robert Ghement <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il governo di Florin C\u00ee\u021bu, esecutivo di minoranza in Romania ormai da mesi dopo l\u2019uscita dalla coalizione dei liberali di Usr-Plus in seguito al licenziamento di uno dei ministri del gruppo,\u00a0ha perso la sua ultima battaglia, colpito e affondato da una mozione di sfiducia votata da ben 281 parlamentari (la soglia minima era 234). 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