{"id":89668,"date":"2021-10-08T07:33:20","date_gmt":"2021-10-08T05:33:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=89668"},"modified":"2021-10-15T04:57:46","modified_gmt":"2021-10-15T02:57:46","slug":"nato-e-difesa-ue-tra-vecchie-e-nuove-sfide","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/10\/nato-e-difesa-ue-tra-vecchie-e-nuove-sfide\/","title":{"rendered":"Nato e difesa Ue tra vecchie e nuove sfide"},"content":{"rendered":"<p>Nel <strong>dibattito su difesa europea e Nato<\/strong> le parole hanno a volte un peso, ed effetti non voluti, anche considerati i negoziati in vista, la delicatezza dei temi, le implicazioni per gli interessi nazionali e le sfide per la <strong>sicurezza euro-atlantica<\/strong>.<\/p>\n<p>I problemi dell\u2019Europa della difesa riguardano la <strong>frammentazione su base nazionale degli investimenti europei nel settore<\/strong>, specie tra i <strong>21 Paesi membri di entrambi Nato e Ue<\/strong>. Altro problema non nuovo riguarda le <strong>capacit\u00e0 militari europee <\/strong>per un conflitto ad alta intensit\u00e0, ed in particolare la loro qualit\u00e0 e prontezza operativa.<\/p>\n<p><strong>Dall&#8217;invasione russa della Crimea<\/strong>, complice la dura spinta dell&#8217;amministrazione Trump e lo slancio Ue con la\u00a0<strong>Pesco<\/strong>, la\u00a0<em>Permanent Structured Cooperation ed European Defence Fund<\/em>, i Paesi europei hanno ripreso ad investire di pi\u00f9 <strong>sulle rispettive Forze armate<\/strong>, ed in alcuni casi a farlo cooperando tra loro. La situazione oggi \u00e8 leggermente migliore di sette anni fa, ma <strong>ancora insoddisfacente<\/strong> quanto ai vecchi problemi e <strong>preoccupante<\/strong> rispetto alle nuove sfide.<\/p>\n<p><strong>I nuovi scenari per Usa ed Europa<\/strong><br \/>\nLa prima nuova sfida, resa drammaticamente evidente dalla pessima <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/08\/afghanistan-un-test-per-la-credibilita-delleuropa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>fine dell&#8217;impegno militare occidentale a Kabul<\/strong><\/a>, \u00e8 la determinazione americana a disimpegnarsi militarmente dall&#8217;ampia area che va dal Marocco all&#8217;Afghanistan, costi quel che costi. Per quanto Washington manterr\u00e0 una certa influenza in Medio Oriente tramite l&#8217;azione diplomatica, l&#8217;intelligence e le forniture di sistemi d&#8217;arma ai <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/europa-evanescente-di-fronte-alla-tragedia-israelo-palestinese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Paesi partner<\/a>, se <strong>gli europei<\/strong> vorranno agire militarmente nel loro vicinato meridionale \u2013 tramite azioni a scopo di deterrenza e de-escalation, costruzione di capacit\u00e0 dei partner locali, interventi di gestione delle crisi, contrasto al terrorismo o stabilizzazione \u2013 <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/le-macerie-della-potenza-imperiale-americana\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>dovranno farlo sostanzialmente da soli<\/strong><\/a>. Per questo devono quindi dotarsi sia degli equipaggiamenti necessari sia della volont\u00e0 politica di usarli insieme in ambito Ue, Nato o di coalizioni ad hoc.<\/p>\n<p>La seconda nuova sfida, alzando lo sguardo al medio periodo, \u00e8 che <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/04\/la-non-strategia-dellunione-europea-sullindo-pacifico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>nell&#8217;Indo-Pacifico<\/strong><\/a> diventa sempre meno remoto un <strong>confronto militare che potrebbe sfociare in conflitto tra Cina e Stati Uniti<\/strong>. Questa ipotesi \u00e8 entrata negli scenari contemplati dal Pentagono per la strutturazione futura delle proprie Forze armate, specie quelle navali e aeree, e nel <strong>dibattito interno all&#8217;establishment statunitense. <\/strong>Il <strong>rafforzamento politico-militare degli Usa nel Pacifico<\/strong>, anche tramite accordi bilaterali o mini-laterali <strong>come <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/aukus-il-fronte-anglosassone-nel-pacifico-che-esclude-la-francia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Aukus o il Quad,<\/a><\/strong> serve a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/07\/le-nuove-sfide-per-la-sicurezza-regionale-asiatica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>contenere l&#8217;influenza cinese<\/strong><\/a> serrando i ranghi degli alleati nella regione, nella speranza che questo nuovo \u201ccontainment\u201d sia sufficiente a salvaguardare interessi e posizioni occidentali nel confronto a tutto campo con Pechino.<\/p>\n<p>Tale impegno strategico di Washington, e ancor di pi\u00f9 un\u2019eventuale escalation militare nell&#8217;Indo-Pacifico, <strong>a partire da Taiwan<\/strong>, \u00e8 probabile distolga forze statunitensi dal teatro europeo, aprendo una <strong>finestra di opportunit\u00e0<\/strong> che un tattico bravo e propenso al rischio come Putin potrebbe cogliere. Ci\u00f2 impone agli europei di <strong>fare sin da ora di pi\u00f9 e di meglio per la propria difesa collettiva in ambito Nato<\/strong>, con un importante ruolo Ue a supporto, ad esempio, delle infrastrutture critiche per la mobilit\u00e0 militare in Europa.<\/p>\n<p>\u00c8 in tale quadro che bisogna realisticamente calare <strong>la riflessione (e comunicazione) strategica<\/strong> sul futuro di Nato e Ue, in particolare in vista del <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/nato-2030-la-partita-comincia-adesso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nuovo Concetto Strategico dell&#8217;Alleanza<\/a><\/strong> e dello Strategic Compass dell&#8217;Unione. La bozza del primo verr\u00e0 discussa dagli alleati a primavera 2022, per approvare il documento nel vertice Nato previsto a Madrid a giugno. Il secondo dovrebbe essere adottato dall&#8217;Ue prima delle elezioni presidenziali in Francia il prossimo aprile. In mezzo, entro il 2021 dovrebbe concretizzarsi una <strong>dichiarazione congiunta Nato-Ue<\/strong> che rilanci la convergenza e il partenariato strategico tra i due attori.<\/p>\n<p><strong>Dosare le parole che pesano<\/strong><br \/>\nNei prossimi mesi sar\u00e0 dunque importante <strong>alimentare il dibattito europeo e transatlantico<\/strong> con un approccio propositivo, costruttivo, coerente e tempestivo, specialmente da parte di Paesi come <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/litalia-giochi-a-tutto-campo-nella-partita-sul-futuro-della-nato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Italia<\/a> <\/strong>e Germania che hanno mantenuto negli anni la linea pi\u00f9 bilanciata e utile per gli interessi nazionali e dell&#8217;Europa: una prospettiva pragmaticamente ambiziosa in cui Nato e Ue <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/se-gli-stati-uniti-aderiscono-alla-difesa-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>sono partner essenziali e si sostengono a vicenda<\/strong><\/a>, e l&#8217;integrazione delle capacit\u00e0 militari nell&#8217;Unione rafforza il pilastro europeo dell&#8217;Alleanza. In questa visione, un pi\u00f9 elevato livello di\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/lautonomia-strategica-dellue-e-ancora-lontana\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">autonomia strategica europea<\/a><\/strong> \u00e8 necessario per un rapporto transatlantico pi\u00f9 solido e duraturo di fronte ai <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/la-nato-e-la-rivalita-sistemica-con-russia-e-cina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>\u201crivali sistemici\u201d<\/strong><\/a> &#8211; termine usato nei documenti sia Ue sia Nato \u2013 russo e cinese.<\/p>\n<p><strong>I vecchi problemi e le nuove sfide<\/strong> da affrontare sono di portata tale che non ci si pu\u00f2 permettere affermazioni infondate e corrosive, dalle inesistenti<strong> \u201c<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/aukus-il-fronte-anglosassone-nel-pacifico-che-esclude-la-francia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pugnalate alle spalle\u201d per una commessa industriale persa<\/a><\/strong> agli allarmi che la difesa europea indebolisca l&#8217;Alleanza Atlantica. <strong>Dosare le parole, specialmente dai vertici Nato e Ue<\/strong>, \u00e8 particolarmente importante viste le diverse sensibilit\u00e0 nazionali che devono trovare una sintesi, la bravura con cui i rivali sistemici strumentalizzano le divisioni pi\u00f9 o meno reali in campo occidentale, e <strong>la frustrazione che segue aspettative eccessive del tipo \u201cesercito europeo\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La partita del nuovo Segretario Generale Nato<\/strong><br \/>\nIl nuovo Concetto Strategico <strong>non \u00e8 la sola partita importante che si gioca adesso in ambito Nato<\/strong>. Il norvegese <strong>Jens Stoltenberg<\/strong> \u00e8 quasi alla fine del suo secondo mandato come segretario generale, seguendo quello del danese Anders Fogh Rasmussen, dell&#8217;olandese Jaap de Hoop Sheffer, e del britannico George Robertson. Sono 22 anni che il vertice politico della Nato non viene dall&#8217;Europa mediterranea &#8211; dai tempi dello spagnolo Xavier Solana. E <strong>l&#8217;ultimo segretario generale italiano risale agli anni &#8217;60 del secolo scorso.<\/strong><\/p>\n<p>Come diceva Pietro Nenni, le idee camminano sulle gambe degli uomini. Un successore di Stoltenberg che provenga da un Paese membro di entrambi Nato e Ue, <strong>e a favore di una partnership strategica tra le due<\/strong>, darebbe certamente pi\u00f9 sostanza e attuazione all&#8217;unica prospettiva davvero <em>win-win<\/em> per Europa e Nord America.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/Virginia Mayo \/ POOL <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel dibattito su difesa europea e Nato le parole hanno a volte un peso, ed effetti non voluti, anche considerati i negoziati in vista, la delicatezza dei temi, le implicazioni per gli interessi nazionali e le sfide per la sicurezza euro-atlantica. 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