{"id":89739,"date":"2021-10-13T06:29:47","date_gmt":"2021-10-13T04:29:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=89739"},"modified":"2021-10-13T06:29:47","modified_gmt":"2021-10-13T04:29:47","slug":"uneuropa-protagonista-sul-palcoscenico-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/10\/uneuropa-protagonista-sul-palcoscenico-del-mondo\/","title":{"rendered":"Un&#8217;Europa protagonista sul palcoscenico del mondo"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-89729 alignleft\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pp-premio-iai-2021-300x160.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pp-premio-iai-2021-300x160.jpeg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pp-premio-iai-2021-768x409.jpeg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pp-premio-iai-2021-125x67.jpeg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pp-premio-iai-2021.jpeg 923w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Il ruolo internazionale dell\u2019Unione europea \u00e8 in crisi. <strong>Solo un\u2019azione decisa su obiettivi chiari e d\u2019intesa con gli Stati Uniti<\/strong> pu\u00f2 affrontare le tendenze che stanno cambiando il contesto internazionale. Prima tra tutti, la competizione strategica fra Stati Uniti e Cina che ormai ha raggiunto ogni settore. Poi <strong>l\u2019indebolimento del sistema multilaterale<\/strong>, basato sulla cooperazione, favorito dal disimpegno americano, sta lasciando sempre pi\u00f9 spazio alla competizione tra stati. Infine, <strong>la crisi economica causata dalla pandemia ha provocato un ulteriore aumento del divario sociale<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo scenario, sempre pi\u00f9 conflittuale, mette in crisi <strong>il ruolo internazionale dell\u2019Ue<\/strong>, che non pu\u00f2 pi\u00f9 affidarsi alle istituzioni multilaterali e non riesce ad esprimere un\u2019azione decisa e compatta, perch\u00e9 vincolata alla coesione dei suoi Stati membri. Pertanto, sarebbe utile all\u2019Ue <strong>allontanarsi da progetti con una forte caratterizzazione politica<\/strong> per rimettere al centro del dibattito i risultati che un\u2019azione comune porterebbe. In tal modo si supererebbero le divisioni ideologiche e si garantirebbero benefici superiori all\u2019azione dei singoli Stati.<\/p>\n<p><strong>Dai Balcani al Medio Oriente<\/strong><br \/>\nNel campo della politica estera sarebbe molto positivo se gli Stati membri si impegnassero a delineare una <strong>cornice condivisa<\/strong>, all\u2019interno della quale <strong>impostare un\u2019azione incisiva<\/strong> che realizzi gli obiettivi comuni, a partire dalla gestione delle periferie esterne del continente. Iniziando dai <strong>Balcani<\/strong>, un\u2019area interamente circondata da Paesi membri, \u00e8 necessario impegnarsi con uno sforzo importante. Infatti, la regione \u00e8 un <a href=\"https:\/\/www.cesi-italia.org\/articoli\/1204\/lombra-dei-balcani-nellattentato-di-vienna\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>potenziale focolaio di instabilit\u00e0<\/strong><\/a>, fonte di minacce alla sicurezza e <a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/esteri\/2020\/03\/30\/news\/cina-russia-e-turchia-stanno-sfruttando-l-instabilita-dei-balcani-solo-l-ue-puo-risolvere-i-conflitti-1.38655892\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>terreno fertile di influenze<\/strong><\/a> da paesi come Russia, Cina e Turchia. Per risolvere queste sfide l\u2019Ue deve garantire sviluppo, stabilit\u00e0 e sicurezza nella regione, assicurando una concreta prospettiva d\u2019integrazione, non necessariamente come Paesi membri, senza escluderli dall\u2019architettura europea.<\/p>\n<p><strong>Anche il<\/strong> <strong>Nord Africa e il Medio Oriente<\/strong> sono regioni dove \u00e8 inevitabile un coinvolgimento attivo dell\u2019Ue. Senza di esso, infatti, si rischia di subire passivamente gli effetti delle turbolente dinamiche regionali, caratterizzate da forte instabilit\u00e0 e serrata competizione geopolitica, come dimostra la <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/esteri\/2021\/01\/22\/news\/libia_i_russi_costruiscono_un_muro_di_berlino_nel_deserto-283811137\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>spartizione militare della Libia tra turchi e russi<\/strong><\/a>. Di qui la comune necessit\u00e0 di perseguire la stabilit\u00e0 dei Paesi pi\u00f9 fragili e dunque<strong> marginalizzare l\u2019influenza di Russia, Turchia e Iran<\/strong>. Obiettivo, questo, unicamente raggiungibile se sia l\u2019Ue che i singoli Stati membri si assumono maggiori responsabilit\u00e0 nel campo della sicurezza dove \u00e8 <strong>necessario essere disposti ad un concreto uso della forza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il rapporto transatlantico<\/strong><br \/>\nLe sinergie tra Ue e Stati Uniti possono essere rilanciate solo dopo aver preso <strong>coscienza dei cambiamenti strutturali in corso<\/strong>. Infatti, gli Usa stanno cambiando il loro assetto a livello internazionale per soddisfare due obiettivi: concentrarsi sulla rivalit\u00e0 strategica con la Cina e <strong>alleviare la crisi sociale interna<\/strong>. Ci\u00f2 implica spostare le risorse, militari e non, dalle varie aree del mondo, Medio Oriente <em>in primis<\/em>, all\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/04\/la-non-strategia-dellunione-europea-sullindo-pacifico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Indo-Pacifico<\/a>. Tale trasferimento ha portato al <strong>proliferare di dinamiche competitive e atteggiamenti assertivi<\/strong> che gli Stati europei hanno sub\u00ecto passivamente nelle loro aree d\u2019interesse.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti, nonostante tutto, sono ancora il <strong>pilastro principale del sistema multilaterale<\/strong>, grazie alla loro ineguagliabile potenza. Dunque, se l\u2019Ue vuole rilanciare questo sistema e le relative istituzioni internazionali, non pu\u00f2 pi\u00f9 esserne <strong>un semplice beneficiario<\/strong> ma deve diventare <strong>un attore attivo la cui azione<\/strong>, per non risultare nulla, non pu\u00f2 che essere allineata a quella americana. Per assumere un ruolo incisivo<strong>, <\/strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/autonomia-strategica-cosa-serve-per-unue-protagonista-nel-mondo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>il concetto di autonomia strategica \u00e8 sicuramente positivo<\/strong><\/a>, soprattutto <strong>se non lo si pensa come uno strumento rivolto contro gli Usa<\/strong>. Al contrario dovrebbe puntare ad ampliare le possibilit\u00e0 di azione dell\u2019Ue e a liberarla dai vincoli verso Paesi quali Russia e Cina, <a href=\"https:\/\/sicurezzainternazionale.luiss.it\/2019\/04\/04\/ue-la-cina-un-rivale-sistemico-un-competitor-economico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>un rivale sistemico<\/strong><\/a>, che mettono in questione l\u2019ordine multilaterale.<\/p>\n<p><strong>Protagonisti, non servi di scena<\/strong><br \/>\nQuesto \u00e8 fondamentale nei teatri come Africa e Medio Oriente, dove i Paesi europei <strong>necessitano di svolgere un ruolo primario<\/strong>. Simile ruolo \u00e8 unicamente realizzabile attraverso <strong>una partnership transatlantica<\/strong>, basata sul trasferimento di buona parte dell\u2019impegno, anche militare, statunitense agli Stati europei, trasformandoli in attori affidabili.<\/p>\n<p>In conclusione, il coordinamento transatlantico ha la possibilit\u00e0 di creare <strong>la spinta necessaria a ristabilire il funzionamento delle istituzioni internazionali<\/strong> e dunque un ordine favorevole agli interessi e ai valori occidentali. In ultima analisi, l\u2019unica possibilit\u00e0 europea difronte a crescenti periodi d\u2019incertezza \u00e8 quella di assumere <strong>una caratura internazionale di primo piano, in grado di plasmare gli eventi con cui si deve confrontare. <\/strong><\/p>\n<p><small> Per tutto il mese di ottobre AffarInternazionali pubblica gli estratti dei saggi finalisti della quarta edizione del premio IAI. <\/small><\/p>\n<p>___<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-79605 alignright\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale-300x212.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"106\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale-300x212.png 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale-125x88.png 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale.png 676w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><small><em>Il PremioIAI \u00e8 stato realizzato con il contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ai sensi dell\u2019art. 23- bis del DPR 18\/1967<\/em><br \/>\n<\/small><\/p>\n<p><small><em>Le posizioni contenute nel presente report sono espressione esclusivamente degli autori e non rappresentano necessariamente le posizioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale<\/em><\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ruolo internazionale dell\u2019Unione europea \u00e8 in crisi. Solo un\u2019azione decisa su obiettivi chiari e d\u2019intesa con gli Stati Uniti pu\u00f2 affrontare le tendenze che stanno cambiando il contesto internazionale. Prima tra tutti, la competizione strategica fra Stati Uniti e Cina che ormai ha raggiunto ogni settore. Poi l\u2019indebolimento del sistema multilaterale, basato sulla cooperazione, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":87849,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2235],"tags":[2147,77,2160,2127,1365,1348,108,140,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89739"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=89739"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89739\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":89766,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89739\/revisions\/89766"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/87849"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=89739"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=89739"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=89739"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}