{"id":89871,"date":"2021-10-19T17:41:27","date_gmt":"2021-10-19T15:41:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=89871"},"modified":"2021-10-22T22:34:31","modified_gmt":"2021-10-22T20:34:31","slug":"powell-il-guerriero-riluttante-che-perse-una-battaglia-sbagliata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/10\/powell-il-guerriero-riluttante-che-perse-una-battaglia-sbagliata\/","title":{"rendered":"Colin Powell: il &#8220;guerriero riluttante&#8221; che perse una battaglia sbagliata"},"content":{"rendered":"<p><strong>Da ufficiale di prima nomina nella guerra del Vietnam a segretario di Stato degli Usa<\/strong>: quasi 40 anni di rispettata carriera militare e politica, <strong>bruciati in una sola mattina<\/strong>. \u00c8 la sintesi della parabola umana e pubblica di <strong>Colin Powell<\/strong>, scomparso luned\u00ec all&#8217;et\u00e0 di 84 anni.<\/p>\n<p>Se aveste chiesto, negli Anni Novanta, e ancora fino al 2003, a un qualsiasi afro-americano, chi sar\u00e0 il primo presidente nero degli Stati Uniti, vi avrebbe probabilmente risposto Colin Powell. Il suo era stato un percorso senza passi falsi: il primo nero<strong> capo di Stato Maggiore delle forze armate Usa<\/strong> all\u2019epoca della Guerra del Golfo e dell&#8217;operazione da lui coordinata &#8216;Desert Storm&#8217; \u2013 presidente era <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/usa-morte-bush-guerra-golfo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>George Bush sr<\/strong> <\/a>\u2013 dopo essere stato il primo <strong>consigliere per la sicurezza nazionale<\/strong> nero \u2013 presidente era Ronald Reagan, di cui fu al fianco nei negoziati con Mikhail Gorbaciov; nel 2001, era divenuto il <strong>primo segretario di Stato<\/strong> nero \u2013 con presidente Bush jr -.<\/p>\n<p><strong>Repubblicano moderato<\/strong>, Powell, che <strong>godeva della stima e del rispetto di molti democratici<\/strong>, \u00e8 morto di Covid, divenendo, cos\u00ec, <strong>il cittadino statunitense pi\u00f9 illustre vittima del contagio<\/strong>. Pienamente vaccinato, <strong>ma affetto da un tumore e con difese immunitarie molto basse<\/strong>, prima di spirare ha tenuto a ringraziare per le cure il personale del Walter Reed National Medical Center. Il Walter Reed \u00e8 l&#8217;ospedale militare di Bethesda dove vengono spesso curati i presidenti Usa: Donald Trump vi fu ricoverato quando prese il virus e ne usc\u00ec guarito \u2013 anzi, non aspett\u00f2 neppure d&#8217;essere guarito per tornare a fare campagna<strong>. <\/strong><\/p>\n<p><strong>La storia delle armi di distruzione irachene<\/strong><br \/>\n<strong>Powell era da tempo in pensione ed era fuori da giochi <\/strong>da quando apparve chiaro che si era lasciato coinvolgere \u2013 non \u00e8 mai emerso in che misura consapevolmente \u2013 nei giochi di George W. Bush e dei suoi <strong>&#8220;neo-con&#8221;<\/strong>, dopo l&#8217;11 settembre 2001, l&#8217;attacco all&#8217;Afghanistan, l&#8217;ondata di patriottismo che obnubil\u00f2 gli Stati Uniti. Il segretario di Stato rispettato ovunque divenne <strong>il volto della campagna per convincere il mondo che l&#8217;Iraq aveva armi di distruzione di massa<\/strong>, che invece non c&#8217;erano, e per giustificare l&#8217;invasione del Paese e il rovesciamento del regime di Saddam Hussein,<strong>\u00a0due obiettivi che, in realt\u00e0, erano sull&#8217;agenda dei sostenitori di Bush a prescindere<\/strong> dall&#8217;attacco di al Qaida all&#8217;America, con cui l&#8217;Iraq non aveva nulla a che fare.<\/p>\n<p>La mattina del 5 febbraio 2003, <strong>Powell present\u00f2 all&#8217;Onu le prove \u2013 false \u2013 della minaccia irachena<\/strong>: dir\u00e0 poi d&#8217;avere creduto, in buona fede, ai rapporti dell&#8217;intelligence, <strong>cui avrebbe per\u00f2 chiesto qualcosa di pi\u00f9 convincente<\/strong> di una fialetta contenente polvere bianca e di foto di camion militari. La misura del fallimento della missione fu <strong>immediata e fragorosa<\/strong>: le sue parole furono ascoltate, ma non furono credute, e <strong>caddero nel gelo di una riunione allargata del Consiglio di sicurezza<\/strong>. Invece, il veemente discorso anti-invasione del ministro degli Esteri francese Dominique de Villepin suscit\u00f2 un applauso travolgente.<\/p>\n<p><strong>Addio all&#8217;amministrazione (e ai ranghi repubblicani)<\/strong><br \/>\nDa quel giorno, la credibilit\u00e0 di Powell non si risollev\u00f2 pi\u00f9: lasci\u00f2 l&#8217;Amministrazione ancora prima della fine del primo mandato di Bush jr, logorato dalla crescente consapevolezza dell&#8217;errore fatto e pure <strong>dal difficile rapporto con due falchi come Dick Cheney e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/07\/rumsfeld-dalla-stretta-di-mano-con-saddam-allinvasione-delliraq\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Donald Rumsfeld<\/a><\/strong> \u2013 venne sostituito al Dipartimento di Stato da <strong>Condoleezza Rice, prima donna nera in quel ruolo<\/strong>; nel 2008, sostenne alle presidenziali Barack Obama, che in fondo realizz\u00f2 il sogno da lui reso possibile; e, nel 2016, contrast\u00f2 l&#8217;ascesa di Trump. Ma non recuper\u00f2 pi\u00f9, nonostante l&#8217;impegno sociale sempre mantenuto, il rispetto e la stima di cui prima godeva nell&#8217;opinione pubblica degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima sua sortita politica risale all&#8217;inizio dell&#8217;anno, quando dopo l&#8217;assalto al Congresso condotto da facinorosi sostenitori del presidente Trump il 6 gennaio<strong>, disse di non riconoscersi pi\u00f9 nel partito che fu di Abraham Lincoln, ripudiandone definitivamente i vertici<\/strong> considerati ostaggio del magnate contro cui aveva votato nel 2016 e nel 2020. Ma la sua insofferenza verso i repubblicani era gi\u00e0 emersa nel 2008 con <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/11\/obama-e-il-mondo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>l&#8217;endorsement a Obama<\/strong><\/a>, in cui vide la persona in grado di realizzare un&#8217;evoluzione del Paese di cui lui stesso era stato a lungo un testimonial.<\/p>\n<p><strong>Una dottrina disastrosa<\/strong><br \/>\nAnche Powell, con la sua vicenda umana e professionale, ha dato un forte impulso al <strong>cambiamento dell&#8217;atteggiamento della maggioranza degli statunitensi verso gli afroamericani<\/strong>: \u00e8 stato un simbolo della vitalit\u00e0 del sogno americano e dell&#8217;emancipazione della comunit\u00e0 afro-americana. Nato ad Harlem, quando era ancora il ghetto nero di Manhattan, da genitori emigrati dalla Giamaica, cresciuto nelle strade del Bronx, laureatosi all&#8217;universit\u00e0 pubblica di New York, Powell, grazie alle sue <strong>doti di leadership e all&#8217;autorevolezza<\/strong> che percepivi quando gli stavi accanto, ha scalato la piramide sociale, militare e politica, arrivando ai massimi vertici delle forze armate Usa e della diplomazia mondiale.<\/p>\n<p>Una sua eredit\u00e0 militare e politica \u00e8 la <strong>\u201cdottrina Powell\u201d<\/strong>, elaborata alla fine della Guerra Fredda e &#8220;testata&#8221; all&#8217;inizio degli Anni 90 dalla Guerra del Golfo: l&#8217;enfasi messa <strong>sull&#8217;uso delle forze di terra nella difesa degli interessi di sicurezza nazionale<\/strong>. La guerra in Afghanistan e l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq ne sono state <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/07\/i-dilemmi-delliraq-dopo-il-ritiro-americano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>applicazioni cos\u00ec disastrose nei risultati <\/strong><\/a>che la dottrina viene oggi messa in discussione.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;omaggio del mondo politico Usa<\/strong><br \/>\n&#8220;Abbiamo perso uno straordinario marito, padre, nonno e un grande americano&#8221;, scrive la famiglia su Facebook. Dal suo eremo texano, Bush nota: &#8220;L&#8217;America perde un grande servitore dello Stato&#8221;. Il presidente Joe Biden, <strong>che nel 2003 non si oppose all&#8217;invasione dell&#8217;Iraq<\/strong>, gli rende omaggio: rappresentava \u201cgli ideali pi\u00f9 alti della diplomazia e delle forze armate statunitensi\u201d. E l&#8217;attuale capo del Pentagono, un generale nero, Lloyd Austin, dice: &#8220;Il mondo ha perso uno dei leader pi\u00f9 grandi&#8221;.<\/p>\n<p>Nonostante fosse figura controversa, <strong>non c&#8217;\u00e8 traccia di polemica<\/strong>, nei saluti postumi a colui che fu chiamato il \u201cguerriero riluttante\u201d, che combatt\u00e9 e perse una sola, ma cruciale, <strong>battaglia sbagliata.<\/strong><\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/DNCC <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da ufficiale di prima nomina nella guerra del Vietnam a segretario di Stato degli Usa: quasi 40 anni di rispettata carriera militare e politica, bruciati in una sola mattina. \u00c8 la sintesi della parabola umana e pubblica di Colin Powell, scomparso luned\u00ec all&#8217;et\u00e0 di 84 anni. 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