{"id":89913,"date":"2021-10-21T11:58:39","date_gmt":"2021-10-21T09:58:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=89913"},"modified":"2021-10-22T16:30:31","modified_gmt":"2021-10-22T14:30:31","slug":"lunione-alle-prese-con-la-proiezione-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/10\/lunione-alle-prese-con-la-proiezione-globale\/","title":{"rendered":"L\u2019Unione alle prese con la sua proiezione globale"},"content":{"rendered":"<p>Il vertice europeo del 21 e 22 ottobre si va a inserire in un <strong>momento delicato per gli equilibri internazionali, in particolare nell\u2019area del Pacifico<\/strong>. L\u2019attenzione globale \u00e8 infatti concentrata su <strong>Taiwan<\/strong>, presa di mira ad inizio ottobre da vaste esercitazioni militari cinesi, ma anche sulla sorte dell\u2019<strong>Afghanistan<\/strong> dopo la vittoria del regime talebano.<\/p>\n<p>L\u2019incontro del Consiglio europeo, principalmente dedicato alle strategie vaccinali nazionali e al <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/10\/caro-energia-se-e-la-commissione-a-chiedere-meno-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>previsto rincaro dei prezzi dell\u2019energia<\/strong><\/a>, tratter\u00e0 anche il tema delle <strong>relazioni esterne dell\u2019Unione<\/strong> con un ordine del giorno influenzato dalle priorit\u00e0 della <strong>presidenza italiana del G20<\/strong> e un\u2019attenzione sullo sfondo dedicata alle aree geografiche al centro delle attuali crisi.<\/p>\n<p><strong>Clima in cima all\u2019agenda<\/strong><br \/>\nProprio sulla scorta di quanto discusso a Napoli dal G20 dedicato ad ambiente ed energia, il summit affronter\u00e0 i lavori preparatori per la <strong>Cop26 di Glasgow sul clima<\/strong>, rimandata nel 2020 a causa della pandemia e ora in programma per il prossimo novembre. Proprio l\u2019Italia \u00e8 stata al centro di due eventi preparatori prima dell\u2019incontro internazionale, uno organizzato a Roma dalla Santa Sede e diretto alle autorit\u00e0 religiose e uno tenutosi a Milano e che ha visto come protagonisti i giovani dei \u201cFridays for Future\u201d.<\/p>\n<p>La conferenza di Glasgow sar\u00e0 significativa per il ritorno degli Stati Uniti nei negoziati tesi ad evitare che il riscaldamento globale nei prossimi anni superi 1,5\u00b0 C, dopo che Donald Trump aveva portato a termine le procedure per uscire dagli accordi di Parigi e cos\u00ec sottrarsi dagli impegni assunti dalla presidenza Obama. Il cattolico Biden si fermer\u00e0 a Roma sulla strada di Glasgow il 29 ottobre, e l\u2019occasione sar\u00e0 certamente sfruttata per ribadire a Papa Francesco l\u2019impegno americano a cambiare corso.<\/p>\n<p>La <strong>Cop 15 di Kunming sulla biodiversit\u00e0<\/strong> organizzata dalla Cina rappresenta il naturale completamento degli sforzi delle Nazioni Unite sul clima, nonch\u00e9 una delle rare testimonianze di impegno cinese sulle tematiche ambientali. \u00a0L\u2019incontro, anch\u2019esso calendarizzato nel 2020 e posticipato a quest\u2019anno, si \u00e8 tenuto in modalit\u00e0 virtuale il 15 ottobre, in attesa di una sessione conclusiva in Yunnan il prossimo aprile. Il Consiglio europeo dovr\u00e0 dare il via libera alla strategia a cui sta lavorando la Commissione per gli \u201c<em>EU nature restoration targets<\/em>\u201d, il cui effetto rischia di andare a complicare il dibattito sui rincari energetici che gi\u00e0 si profila acceso.<\/p>\n<p>Anche in questo caso, l\u2019Unione si trover\u00e0 in una posizione delicata per la volont\u00e0 politica di voler segnare il passo sulla sensibilit\u00e0 ambientale, seguendo una tradizione ormai consolidata, da una parte, e le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/il-gas-che-manca-prospettive-e-implicazioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>tensioni interne dovute alla difficolt\u00e0 di procedere a una rapida transizione energetica<\/strong><\/a>, dall\u2019altra.<\/p>\n<p><strong>Una faticosa presenza diplomatica internazionale<\/strong><br \/>\nLe questioni ambientali sono centrali per l\u2019Ue anche in vista del <strong>vertice Asem del 25 e 26 novembre. <\/strong>Il Forum di relazioni euro-asiatiche (che pu\u00f2 contare 51 Stati membri tra cui i Paesi Asean, Cina e India) sar\u00e0 un\u2019occasione preziosa di incontro per discutere lo stato della <strong>\u201cConnectivity Agenda\u201d<\/strong>, pensata nel 2019 per promuovere le relazioni sociali e commerciali prima della pandemia tra i due continenti e ora messa alla prova dal crollo subitaneo dello scorso anno.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Unione europea si presenta all\u2019appuntamento con il Regno Unito per la prima volta come partner esterno <\/strong>e conscia che le tensioni nel Pacifico potrebbero esacerbare il dialogo politico. Durante l\u2019ultimo incontro dell\u2019Asem, tenutosi a Madrid nel dicembre 2019, si era gi\u00e0 discusso di inquinamento degli oceani e cambiamento climatico, ma anche allora era stata dedicata attenzione agli eventi in corso nel Mar cinese meridionale nel corso della tradizionale \u201cretreat sessions\u201d. Nell\u2019agenda del prossimo vertice, che si terr\u00e0 sotto la presidenza cambogiana, i temi in discussione saranno quelli del <strong>multilateralismo<\/strong> e della ripresa dei rapporti post-pandemici, con un probabile interesse dedicato ancora una volta a temi sociali, come i diritti delle donne, e ambientali. Pur essendo difficile che il dialogo tocchi questioni calde di politica internazionale (come Taiwan) il clima in cui l\u2019incontro avviene lo <strong>rende importante agli occhi dell\u2019Ue, che mira a far sentire il pi\u00f9 possibile la sua presenza diplomatica globale<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La situazione nel Partenariato orientale<\/strong><br \/>\nLo stesso obiettivo \u00e8 ben visibile per quanto riguarda il<strong> partenariato orientale<\/strong> al centro dell\u2019incontro dell\u2019Ue con Ucraina, Bielorussia, Moldavia, Georgia, Armenia e Azerbaigian del 15 dicembre prossimo. A differenza che nell\u2019area indo-pacifica<strong>, l\u2019Ue ha interessi di vicinato molto concreti con questi Paesi<\/strong>. La priorit\u00e0 politica, ribadita anche dalla Presidenza di turno slovena, \u00e8 quella di garantire una <strong>transizione pacifica e democratica in Bielorussia<\/strong>, dove l\u2019attuale presidente Aleksandr Lukashenko sta continuando a condurre politiche repressive contro l\u2019opposizione a seguito dell\u2019ondata di proteste post-elettorali dello scorso anno.<\/p>\n<p>Ad oggi la Bielorussia si trova in un parziale isolamento internazionale e <strong>solo la Russia e la Cina riconoscono l\u2019esito elettorale del 2020<\/strong>. La Commissione ha gi\u00e0 stanziato un pacchetto di aiuto di 3 miliardi per incentivare la transizione democratica, stabilendo dei programmi di punta a tappe. Le possibilit\u00e0 che gli aiuti vengano accettati e che abbia luogo un passaggio di poteri sono basse, anche considerando l\u2019attivo sostegno russo per evitare il collasso dell\u2019attuale governo in seguito alle sanzioni occidentali. E mentre Georgia e Moldavia sono state alle prese negli ultimi mesi con alcuni problemi di politica interna connessi ai rispettivi appuntamenti elettorali, l\u2019emergenza in Ucraina, Armenia e Azerbaigian sembra essere ben pi\u00f9 seria e riguarda i precari equilibri regionali messi a repentaglio da venti di conflitto. <strong>In Ucraina il fronte caldo \u00e8 ancora una volta quello con la Russia<\/strong>, dove un\u2019esercitazione ad aprile aveva generato preoccupazione per una recrudescenza del conflitto del 2014, mentre nell\u2019area caucasica \u00e8 l\u2019Azerbaigian a trovarsi negli ultimi giorni nel mirino di un\u2019esercitazione militare iraniana, a pochi mesi dalla fine del conflitto con la vicina Armenia.<\/p>\n<p><strong>Ambizione e promesse<\/strong><br \/>\nLe relazioni esterne dell\u2019Unione europea stanno sperimentando oggi <strong>una nuova fase di rodaggio<\/strong>, certamente <strong>indebolite dall\u2019assenza britannica<\/strong> (evidente anche nel caso degli accordi <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/aukus-il-fronte-anglosassone-nel-pacifico-che-esclude-la-francia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Aukus<\/strong><\/a>, il fronte anglosassone nel Pacifico tra Australia, Usa e Regno Unito) e <strong>dalle incomprensioni con il partner americano nate dopo la ritirata dall\u2019Afghanista<\/strong>n. Le dichiarazioni di principio dei capi di Stato europei per un maggiore coordinamento comune hanno recentemente incontrato <strong>l\u2019attivismo del presidente del Consiglio italiano Mario Draghi<\/strong> per sanare la frattura atlantica sull\u2019Afghanistan e metterla in congiunzione e non in opposizione con i progressi europei fatti nel settore della politica estera e di sicurezza comune (Pesc).<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 di questo, il dato concreto che emerge \u00e8 quello di un\u2019ambizione di dialogo Ue che viaggia su binari paralleli a quelli degli Stati membri ma i cui risultati sono sempre incerti. Gli obiettivi di sicurezza e difesa esterna, veicolati ad oggi dallo <em>Strategic Compass<\/em> a complemento della <em>Global Strategy<\/em> del 2016, tentano faticosamente di <strong>unire l\u2019anelito di autonomia strategica con un ordine del mondo sempre pi\u00f9 multilaterale<\/strong>. In questo quadro, i due canali di ingresso e proiezione tentati, ossia l\u2019ambiente e la promozione della democrazia e dei diritti umani, vanno a inserirsi in una realt\u00e0 post-pandemica internazionale caratterizzata da molte incognite.<\/p>\n<p><em><small>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato nell\u2019ambito\u00a0dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/osservatorio-iai-ispi-politica-estera-italiana\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Osservatorio IAI-ISPI sulla politica estera italiana<\/a>, realizzato anche grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.\u00a0Le opinioni espresse dall\u2019autore sono strettamente personali e non riflettono necessariamente quelle dello IAI, dell\u2019ISPI o del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.<\/small><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vertice europeo del 21 e 22 ottobre si va a inserire in un momento delicato per gli equilibri internazionali, in particolare nell\u2019area del Pacifico. 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