{"id":89982,"date":"2021-10-23T08:27:53","date_gmt":"2021-10-23T06:27:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=89982"},"modified":"2021-11-03T11:37:40","modified_gmt":"2021-11-03T10:37:40","slug":"se-putin-chiude-il-dialogo-con-la-nato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/10\/se-putin-chiude-il-dialogo-con-la-nato\/","title":{"rendered":"Il dialogo tra sordi di Washington con Mosca e Pechino"},"content":{"rendered":"<p>Joseph Nye <a href=\"https:\/\/www.project-syndicate.org\/commentary\/sleepwalking-to-war-with-china-by-joseph-s-nye-2021-10\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sostiene<\/a>\u00a0che <strong>gli Stati Uniti corrono il rischio di andare come sonnambuli verso il precipizio di una guerra con la Cina<\/strong>. Le ragioni risiedono nel <strong>montante nazionalismo cinese<\/strong>, che si accompagna ad una politica estera sempre pi\u00f9 aggressiva, ma anche nel <strong>sovranismo populista che dilaga negli Usa<\/strong>, e soprattutto nella sempre pi\u00f9 <strong>incontenibile ambiguit\u00e0 che caratterizza lo status e la sicurezza di Taiwan<\/strong>. Il recente sorvolo dell\u2019isola da parte di circa 150 aerei militari cinesi era un chiaro messaggio intimidatorio, che faceva seguito alle ripetute esternazioni di Xi Jinping circa la sua volont\u00e0 di <strong>mettere fine allo status indipendente<\/strong> di Taiwan \u201centro il termine del suo governo\u201d.<\/p>\n<p>E l\u2019altra sera, parlando in pubblico, il presidente Joe Biden, alla domanda se gli Usa difenderanno militarmente Taiwan in caso di attacco cinese, ha risposto per ben due volte di s\u00ec. Apparentemente Biden non intendeva modificare la posizione ufficiale americana (confermata durante la sua audizione al Senato anche dal neo-nominato ambasciatore a Pechino, <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/china\/us-nominee-ambassador-china-burns-says-xinjiang-genocide-must-stop-2021-10-20\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Nicholas Burns<\/a>) che riconosce allo stesso tempo l\u2019esistenza di una sola Cina e il diritto di Taiwan a difendersi se venisse attaccata. Tuttavia <strong>una conferma cos\u00ec netta dell\u2019impegno militare americano in difesa di Taiwan non c\u2019era mai stata<\/strong>.<\/p>\n<p>Pochi giorni prima, <a href=\"https:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2021\/10\/18\/russia-shuts-mission-to-nato-after-staff-expelled-lavrov\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Putin aveva deciso di chiudere il dialogo con la Nato<\/strong><\/a>, ritirando da Bruxelles sia i diplomatici sia i militari accreditati presso l\u2019Alleanza Atlantica. In pratica ci\u00f2 <strong>pone termine all\u2019era di quel Consiglio Nato-Russia<\/strong>, creato dopo la fine della Guerra Fredda, che avrebbe dovuto favorire un nuovo clima di cooperazione tra europei. Ma questo \u00e8 solo l\u2019ultimo passo di un lungo processo di errori ed incomprensioni che ha favorito il ritorno dello scontro ideologico, politico e militare.<\/p>\n<p>Durante la Guerra Fredda la Nato aderiva alla politica codificato nel cosiddetto <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/lanno-zero-delle-politiche-nato-di-controllo-e-riduzione-degli-armamenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rapporto Harmel<\/a><\/strong>, del 1967, che <strong>coniugava insieme la sicurezza (la dissuasione) e la distensione<\/strong>. Ad assicurare l\u2019equilibrio era da un lato la minaccia (che doveva essere credibile, e quindi intrinsecamente pericolosa per tutti) e dall\u2019altro lato il dialogo che assicurava il cosiddetto <strong>\u201ccontrollo degli armamenti\u201d<\/strong>, e cio\u00e8 le regole che consentivano di evitare che la minaccia diventasse incontrollabile e venisse messa in atto.<\/p>\n<p>Purtroppo, finita la Guerra Fredda, <strong>l\u2019Occidente vincitore non ha saputo amministrare con saggezza il suo successo<\/strong>. Il rapidissimo allargamento della Nato verso Est, assorbendo tutti i Paesi gi\u00e0 membri del gruppo un tempo nemico (il Patto di Varsavia), salvo la Russia (ma incluse le tre repubbliche baltiche) spavent\u00f2 Mosca, che si preoccup\u00f2 ancora di pi\u00f9 quando si cominci\u00f2 a parlare di <strong>ingresso nella Nato di Ucraina e Georgia<\/strong>. Anche l\u2019intervento occidentale contro la Serbia, bench\u00e9 giustificato da tutte altre ragioni, venne letto in Russia come un segnale molto negativo.<\/p>\n<p>Il quadro \u00e8 peggiorato quando <strong>gli americani hanno avviato un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/lanno-zero-delle-politiche-nato-di-controllo-e-riduzione-degli-armamenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">processo di abbandono<\/a> di alcuni grandi accordi di controllo degli armamenti<\/strong>, iniziando da quello cruciale sui sistemi antimissile. Nel frattempo si affermava a Mosca il nuovo regime autoritario di Putin e la Russia sceglieva di tentare la riconquista del suo status di grande potenza puntando sul riarmo nucleare e sulla alleanza con la Cina. Tra le conseguenze di tutto questo arriv\u00f2 la decisione del Cremlino di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/disarmo-inf-usa-russia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">violare <strong>l\u2019accordo Inf sugli euromissili<\/strong><\/a>, per cercare di riconquistare, almeno in Europa, la forza di un tempo, nonch\u00e9 le pressioni e gli attacchi militari contro l\u2019Ucraina e la Georgia, fino all\u2019<strong>annessione della Crimea<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L\u2019attuale fase \u00e8 quella di un dialogo tra sordi<\/strong>, che si sta avvicinando pericolosamente all\u2019abisso del <strong>non-dialogo<\/strong>, quando a parlare sono solo le affermazioni e le mosse unilaterali. <strong>Nessuno dei tre maggiori interlocutori sembra capace o interessato a mettersi nei panni dell\u2019altro<\/strong>.<\/p>\n<p>Tutto questo per\u00f2 \u00e8 estremamente pericoloso. La dissuasione da sola non basta a garantire gli equilibri e quindi la pace (per fredda che sia). La minaccia ha una grande forza dissuasiva proprio perch\u00e9 \u00e8 molto minacciosa. Ma essa non controlla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/biden-e-putin-invertono-la-rotta-sul-disarmo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019evolvere delle crisi e le decisioni dei governi<\/a>, che possono sempre sbagliare i loro calcoli o male interpretare le scelte dell\u2019avversario. Il dialogo (o, se si vuole chiamarlo altrimenti, <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/lanno-zero-delle-politiche-nato-di-controllo-e-riduzione-degli-armamenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il controllo degli armamenti<\/a>) \u00e8 una componente essenziale degli equilibri perch\u00e9 accresce la loro stabilit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Apparentemente ora, tra Nato e Russia, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 dialogo. <strong>Continua il dialogo\/confronto tra Washington e Mosca e tra Washington e Pechino<\/strong>, ma c\u2019\u00e8 il rischio concreto che possa improvvisamente irrigidirsi. <strong>Gli europei dovrebbero preoccuparsi di questa situazione, e non semplicemente farsi spingere da parte come spettatori<\/strong>. Non potremmo certo restar fuori da nuove crisi globali. \u00c8 giunto il momento di assumersi maggiori responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/SERGEI ILNITSKY <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Joseph Nye sostiene\u00a0che gli Stati Uniti corrono il rischio di andare come sonnambuli verso il precipizio di una guerra con la Cina. 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