{"id":90008,"date":"2021-10-25T07:04:00","date_gmt":"2021-10-25T05:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=90008"},"modified":"2021-10-25T07:04:00","modified_gmt":"2021-10-25T05:04:00","slug":"per-leuropa-una-crisi-da-non-sprecare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/10\/per-leuropa-una-crisi-da-non-sprecare\/","title":{"rendered":"Per l\u2019Europa una crisi da non sprecare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/il-mondo-post-covid-leuropa-e-io-premio-iai-2021\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-89729 size-medium\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pp-premio-iai-2021-300x160.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pp-premio-iai-2021-300x160.jpeg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pp-premio-iai-2021-768x409.jpeg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pp-premio-iai-2021-125x67.jpeg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pp-premio-iai-2021.jpeg 923w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u201cLa democrazia si regge sulla promessa di mobilit\u00e0 sociale e di crescita del benessere. <strong>Se i redditi vanno precipitando, se si acuiscono le diseguaglianze, le democrazie crollano<\/strong>\u201d. Massimo Cacciari descrive cos\u00ec i pericoli della crisi che attanaglia gli stati liberali occidentali. Da tempo ormai assistiamo alla<strong> crescente sfiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche<\/strong>, una tendenza oggi aggravata dalle difficolt\u00e0 economiche dovute alla pandemia e <strong>che ci espone al rischio di derive autoritarie.<\/strong><\/p>\n<p>Motivo per cui l\u2019Unione Europea deve <strong>agire per allontanare le proprie democrazie dallo spettro della politica dell\u2019uomo forte<\/strong> e trovare la <strong>coesione interna<\/strong> necessaria sia per mantenere il proprio ordine liberale che per competere con le potenze commerciali globali. Promuovere perci\u00f2 una <strong>nuova e autorevole immagine europea<\/strong> attraverso un processo di integrazione interna che rinnovi il sistema democratico occidentale verso una prospettiva federale.<\/p>\n<p><strong>Coesione interna<\/strong><br \/>\nNext Generation EU, il piano della Commissione per la ripresa economica post-pandemia, potrebbe essersi mosso<strong> verso un\u2019Europa pi\u00f9 unitaria<\/strong>. Si tratta di un fondo di 750 miliardi che mira a garantire la stabilit\u00e0 dell\u2019euro e delle interconnesse economie europee, sospendendo la severa politica del patto di stabilit\u00e0 e, grazie agli eurobond, <strong>abbattendo il tab\u00f9 dell\u2019indebitamento comune<\/strong>. \u201cSe una cosa cos\u00ec importante funziona \u00e8 difficile che rimanga un episodio\u201d ha dichiarato il commissario all\u2019Economia Paolo Gentiloni, mentre il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz ha parlato di <strong>momento hamiltoniano dell&#8217;Ue<\/strong>. Questa misura eccezionale pu\u00f2 davvero diventare definitiva?<\/p>\n<p>La creazione di una capacit\u00e0 fiscale comune sarebbe il primo passo verso <strong>una democrazia meta-statale<\/strong> capace di prevenire le derive autoritarie e rilanciare il ruolo internazionale del Vecchio Continente. Una mossa che <strong>ammorbidirebbe le conseguenze di shock economici<\/strong>, ma permetterebbe anche di <strong>stanziare fondi per la politica estera<\/strong> di un\u2019Unione europea che agisca come attore geopolitico unitario.<\/p>\n<p>Ad oggi, <strong>i 27 membri non condividono una strategia diplomatica<\/strong> e le loro contraddizioni impediscono a Bruxelles di presentarsi come interlocutore influente. Nel panorama mondiale, la poco autorevole Europa attuale rischierebbe di essere schiacciata dalla <strong>competizione tra Cina e Stati Uniti<\/strong> o, in alternativa, di sopravvivere nell\u2019ombra statunitense.<br \/>\nE se invece, completata l\u2019unione economica, <strong>si potesse finanziare un\u2019Ue pi\u00f9 incisiva sulla scena globale<\/strong>? Partendo dal superamento del voto all\u2019unanimit\u00e0 in politica estera e di sicurezza comunitarie, si potrebbe raggiungere <strong>un\u2019intesa sulle relazioni internazionali e rivitalizzare il Fondo europeo per la difesa<\/strong>. Se, una volta superate le lentezze interne, l\u2019Unione raggiungesse l\u2019autonomia strategica, potrebbe finalmente <strong>uscire dal suo provincialismo<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Proiezione internazionale<\/strong><br \/>\nUna partita importante per la ricerca di autorevolezza europea si giocherebbe di sicuro nel <strong>vicino Mediterraneo<\/strong>, regione che, dato il ritiro Usa, \u00e8 diventata terra contesa tra potenze. Sono di esempio le <strong>ambizioni imperialiste turche e russe<\/strong>, gli interessi legati alla Bri cinese e <strong>le operazioni militari delle locali petromonarchie<\/strong>.<\/p>\n<p>Un\u2019Unione pi\u00f9 influente potrebbe inserirsi in questa contesa e <strong>proporsi come partner capace di portare soluzioni istituzionali<\/strong> alle tensioni tra gli Stati della regione Medio Oriente\/Nord Africa. Dare quindi il via a una <strong>cooperazione tra le sponde del Mediterraneo sotto l\u2019egida europea<\/strong> e garantire una connettivit\u00e0 commerciale con l\u2019Occidente pi\u00f9 competitivo nei mercati mondiali. Una rotta che colleghi Atlantico e Indo-Pacifico utile a Bruxelles e Washington per promuovere un sistema di scambio e investimento basato sulla cooperazione, in alternativa al capitalismo politico cinese.<br \/>\nInfatti, Pechino, che finanzia da anni le infrastrutture, la tecnologia e le imprese cinesi in Africa, lega a s\u00e9 i diversi paesi che gli sono debitori, <strong>tenendoli sotto scacco al solo fine di accrescere il proprio <em>soft power<\/em><\/strong> e ampliare il proprio mercato.<\/p>\n<p>La sfida dei 27 \u00e8 rispondere al modello cinese <strong>garantendo uno sviluppo sostenibile<\/strong> lontano da ingerenze politiche, progetto che potrebbe nascere con la <strong>Nuova strategia globale con l\u2019Africa<\/strong>, una proposta che vuole facilitare la condivisione di obiettivi tra i due continenti. In modo da finanziare infrastrutture e digitale, accesso all\u2019energia e transizione verde, ma garantire anche diritti umani e opportunit\u00e0 occupazionali.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 poi fondamentale intervenire in ambito sanitario<\/strong>: l\u2019Africa necessita di assicurare la salute della popolazione, soprattutto di fronte alle probabili future pandemie. <strong>Riassumendo, il piano europeo per Medio Oriente e Africa deve basarsi sui valori democratici e liberali condivisi dagli Stati membri<\/strong>, in un\u2019ottica di cooperazione fra nazioni che ne garantisca la sovranit\u00e0 interna e che non prescinda dallo stato di diritto.<\/p>\n<p><strong>Saper guardare lontano<\/strong><br \/>\nIl futuro dell\u2019Unione europea \u00e8 segnato da due opzioni: la prima, <strong>continuare a galleggiare, tamponando le crisi con misure temporanee<\/strong>, chiudendo gli occhi davanti alle derive autoritarie e rassegnandosi a un ruolo marginale nel panorama mondiale. La seconda, <strong>reagire alle debolezze rinnovandosi<\/strong> e attuando politiche utili sia alla coesione interna che a un nuovo ruolo internazionale.<\/p>\n<p><em>\u201cL&#8217;Europe se fera dans les crises\u201d<\/em> affermava Jean Monnet. In questo anno l\u2019Unione ha gi\u00e0 dato prova di <strong>saper uscire dal suo status quo<\/strong>, ora tutto star\u00e0 alla scelta tra una politica che torni al 2019 o una capace di lungimiranza.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/JOHANNA GERON \/ POOL <\/small><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-79605 alignright\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale-300x212.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"106\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale-300x212.png 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale-125x88.png 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale.png 676w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><small><em>Il PremioIAI \u00e8 stato realizzato con il contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ai sensi dell\u2019art. 23- bis del DPR 18\/1967<\/em><br \/>\n<\/small><\/p>\n<p><small><em>Le posizioni contenute nel presente report sono espressione esclusivamente degli autori e non rappresentano necessariamente le posizioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale<\/em><\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa democrazia si regge sulla promessa di mobilit\u00e0 sociale e di crescita del benessere. 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