{"id":90043,"date":"2021-10-27T00:03:39","date_gmt":"2021-10-26T22:03:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=90043"},"modified":"2021-10-27T11:25:07","modified_gmt":"2021-10-27T09:25:07","slug":"lucraina-cerca-una-nuova-strategia-oltre-il-donbass-e-la-crimea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/10\/lucraina-cerca-una-nuova-strategia-oltre-il-donbass-e-la-crimea\/","title":{"rendered":"L\u2019Ucraina cerca una nuova strategia, oltre il Donbass e la Crimea"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/news\/la-guerra-russo-ucraina-e-la-piattaforma-crimea-una-strategia-porre-fine-alloccupazione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-90062 size-medium\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/La-guerra-Russo-Ucraina-e-la-piattaforma-Crimea_1200x640-300x160.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/La-guerra-Russo-Ucraina-e-la-piattaforma-Crimea_1200x640-300x160.jpeg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/La-guerra-Russo-Ucraina-e-la-piattaforma-Crimea_1200x640-768x410.jpeg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/La-guerra-Russo-Ucraina-e-la-piattaforma-Crimea_1200x640-1024x546.jpeg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/La-guerra-Russo-Ucraina-e-la-piattaforma-Crimea_1200x640-125x67.jpeg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/La-guerra-Russo-Ucraina-e-la-piattaforma-Crimea_1200x640.jpeg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La conferenza <strong>\u201cLa guerra russo-ucraina e la Piattaforma Crimea: una strategia per porre fine all\u2019occupazione?\u201d<\/strong>, organizzata a Torino dall\u2019Istituto Affari Internazionali in collaborazione con il <strong>Centro Interateneo di Studi per la Pace (Cisp)<\/strong> e <strong>il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo<\/strong>, ha riportato l\u2019attenzione sulla <strong>situazione in Ucraina<\/strong>.<\/p>\n<p>Tra i temi discussi dal panel di esperti la necessit\u00e0 di una <strong>nuova strategia occidentale per l\u2019Ucraina<\/strong>, il rischio di un <strong>conflitto a \u201cbassa intensit\u00e0\u201d<\/strong>, lo stallo in Crimea, le iniziative diplomatiche dell\u2019Unione Europea. &#8220;\u00c8 un\u2019occasione di grande importanza perch\u00e9 migliora la conoscenza dell\u2019opinione pubblica sui dossier pi\u00f9 importanti in seno alla comunit\u00e0 internazionale, i quali nascono in contesti distanti da noi ma vengono percepiti dai cittadini anche a livello locale&#8221;, ha commentato <strong>Nicol\u00f2 Russo Perez<\/strong>, responsabile delle attivit\u00e0 internazionali della Fondazione Compagnia di San Paolo.<\/p>\n<p><strong>I temi sul tavolo<\/strong><br \/>\nLa <strong>Piattaforma Crimea <\/strong>\u00e8 un\u2019iniziativa del governo ucraino intrapresa per <strong>consolidare gli sforzi dell\u2019Ucraina e dei partner internazionali a vari livelli<\/strong> con lo scopo di tutelare i diritti umani in Crimea, bilanciare la sicurezza nella regione e <strong>porre fine all\u2019occupazione della penisola.<\/strong> L\u2019occupazione della penisola, il suo status giuridico e <strong>il conflitto latente nella regione del Donbass<\/strong> sono le sfide aperte per la diplomazia internazionale e per l\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Il Donbass continua a essere teatro di combattimenti e la Crimea a essere occupata illegalmente dalla Russia<\/strong> anche alla luce della sua annessione alla Federazione attraverso un referendum di dubbia legittimit\u00e0&#8221;, ha ricordato <strong>Dario Arrigotti<\/strong>, console onorario dell\u2019Ucraina per il Piemonte. La questione posta dal console onorario riguarda la strategia occidentale per <strong>emancipare l\u2019Ucraina dalla prova di forza in corso tra la Federazione Russa e la comunit\u00e0 internazionale liberale<\/strong> che vuole affermare la legge del diritto internazionale. L\u2019augurio \u00e8 che il tema assuma una maggiore rilevanza nella politica estera dell&#8217;Europa e dell&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Secondo <strong>Valter Maria Coralluzzo<\/strong>, presidente del Cisp e docente di relazioni internazionali, analisi della politica estera e studi strategici all\u2019Universit\u00e0 di Torino, &#8220;accanto all&#8217;andamento della guerra nel Donbass<strong>, il conflitto russo-ucraino riguarda la capacit\u00e0 dell\u2019Unione europea di parlare con una voce sola<\/strong> e di relazionarsi in maniera non servile ma neanche troppo autonoma in quanto non ne avrebbe le capacit\u00e0 di fronte ai grandi della Terra&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo diplomatico dell&#8217;Ue<\/strong><br \/>\nL\u2019impegno dell\u2019Unione europea per la risoluzione del conflitto russo-ucraino prosegue anche nella forma del <strong>confronto istituzionale<\/strong>, come \u00e8 avvenuto lo scorso 12 ottobre a Kiev dove si \u00e8 tenuto il <strong>23\u00b0 vertice Ue-Ucraina<\/strong>. Secondo <strong>Marco Ferraro<\/strong>, Human Rights Sector Manager alla Delegazione dell\u2019Ue a Kiev, il confronto ha realizzato <strong>progressi nella cooperazione, quali l&#8217;accesso dei vettori ucraini allo spazio comune europeo<\/strong> per quanto riguarda i voli e l\u2019accesso dell\u2019Ucraina ai programmi Horizon 2020 e Creative Europe. \u00abSi tratta quindi di un segno della <strong>volont\u00e0 politica dell\u2019Ue di allargare la cooperazione con l\u2019Ucraina<\/strong> a tutti i settori, di instaurare una cooperazione il pi\u00f9 estesa possibile e di rendere il Paese parte di tutti i programmi comuni che l\u2019Ue ha per i suoi Paesi membri.<\/p>\n<p><strong>Il Vertice ha confermato la politica di non riconoscimento e ribadito la determinazione a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/04\/la-russia-non-e-interessata-ad-avere-un-dialogo-costruttivo-con-leuropa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">non accettare l\u2019occupazione russa della Crimea<\/a><\/strong>. Ha inoltre sottolineato l&#8217;importanza delle riforme interne nel campo della giustizia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le soluzioni al conflitto<\/strong><br \/>\nIl giornalista ucraino <strong>Taras Semanyuk<\/strong> ha posto l\u2019attenzione sulla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/ancora-una-tregua-tra-ucraina-e-russia-nel-donbass-ma-quanto-durera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>precariet\u00e0 della situazione nella regione del Donbass<\/strong>.<\/a> Questa situazione complessa richiama differenti posizioni sulla risoluzione del conflitto all\u2019interno del Paese: &#8220;<strong>Attualmente in Ucraina non vi \u00e8 un chiaro consenso sul futuro del Donbass<\/strong>. Secondo la maggioranza occorrerebbe intraprendere una<strong> linea diplomatica per riunirlo al resto del Paese<\/strong>. Lo stesso presidente Volodymyr Zelensky sarebbe favorevole a un piano diplomatico. Al contrario, secondo una minoranza situata soprattutto nella parte occidentale dell\u2019Ucraina, sarebbe meglio <strong>dimenticare il territorio alla luce dell\u2019occupazione russa.<\/strong> Secondo altri, invece, occorrerebbe dialogare con i separatisti sulle modalit\u00e0 di concludere la guerra&#8221;.<\/p>\n<p>Una possibile risposta alla crisi del Donbass \u2013 secondo Semanyuk \u2013 sarebbe <strong>la strategia dei \u201cpiccoli passi\u201d <\/strong>(<em>Small steps mechanism<\/em>)<strong> elaborata da Arsen Avakov<\/strong>, ex ministro degli affari interni dimissionario nel luglio 2021. Come spiega il giornalista: &#8220;Si basa su diversi pilastri: il primo prevede di <strong>ridare lo status legale ai territori occupati<\/strong>, di ristabilire la giurisdizione della Costituzione e delle leggi ucraine e di insediare sul territorio le istituzioni ufficiali di Kiev. Il secondo riguarda <strong>la comunicazione e la propaganda.<\/strong> Il terzo pilastro prevede il <strong>conferimento dello status legale, di passaporti e pensioni agli ucraini dei territori occupati<\/strong>. Il quarto riguarda la missione di pace che deve essere discussa in una sede Onu a New York&#8221;.<\/p>\n<p><strong>La Russia non ha mai dato una risposta chiara<\/strong> sulla possibilit\u00e0 di dare seguito a questa strategia &#8220;verso la progressiva fine della guerra, la cancellazione delle sanzioni e il ritorno della possibilit\u00e0 di allacciare relazioni di business&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Le responsabilit\u00e0 russe<\/strong><br \/>\nAnche <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/autori\/anna-zafesova\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Anna Zafesova<\/strong><\/a>, giornalista per Il Foglio, La Stampa e Linkiesta, ha posto il problema delle intenzioni del Cremlino sulla questione ucraina. &#8220;In un recente articolo Dmitrij Medvedev, vice segretario del Consiglio di sicurezza russo, <strong>ha proposto di ignorare l&#8217;esistenza dell\u2019Ucraina&#8221;<\/strong>, ha spiegato la giornalista. &#8220;<strong>Si tratta di un articolo ai limiti dell&#8217;insulto nei confronti dell\u2019Ucraina<\/strong> che si pone sulla scia delle dichiarazioni di Putin. Il capo del Cremlino, infatti, continua a mettere in discussione il fatto stesso che il Paese abbia diritto a esistere come entit\u00e0 sia statale che etnico-culturale-linguistica separata&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Nella regione del Donbass sta avvenendo quello che l&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite chiama un &#8220;conflitto a bassa intensit\u00e0&#8221;<\/strong>, con le parole della giornalista: &#8220;La regione si trova al centro del <strong>processo di Minsk<\/strong>, un negoziato bloccato a causa di vulnus originari e dell&#8217;intransigenza delle posizioni delle parti, il quale non mette in discussione l&#8217;appartenenza di tali territori ma negozia il loro ritorno all&#8217;Ucraina.<\/p>\n<p><strong>A livello ufficiale la Russia riconosce i territori come ucraini, ma di fatto <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/ucraina-volontari-italiani-donbass\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sostiene i separatisti a livello militare, politico ed economico<\/a><\/strong>&#8220;. Il Protocollo di Minsk &#8211; firmato da Ucraina e Russia nel 2014 per garantire il cessate il fuoco nella regione \u2013 non \u00e8 mai stato pienamente implementato dai due Stati.<\/p>\n<p><small> <em>Ha collaborato Alice Palombarani<\/em><\/small><\/p>\n<p><small>Foto di copertina EPA\/RUSSIAN DEFENCE MINISTRY <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La conferenza \u201cLa guerra russo-ucraina e la Piattaforma Crimea: una strategia per porre fine all\u2019occupazione?\u201d, organizzata a Torino dall\u2019Istituto Affari Internazionali in collaborazione con il Centro Interateneo di Studi per la Pace (Cisp) e il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, ha riportato l\u2019attenzione sulla situazione in Ucraina. 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