{"id":90142,"date":"2021-11-03T10:34:21","date_gmt":"2021-11-03T09:34:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=90142"},"modified":"2021-11-03T12:16:27","modified_gmt":"2021-11-03T11:16:27","slug":"il-sahel-tra-terrorismo-islamico-e-mosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/il-sahel-tra-terrorismo-islamico-e-mosca\/","title":{"rendered":"Il Sahel tra terrorismo islamico e Mosca"},"content":{"rendered":"<p>Il 16 settembre 2021 il presidente francese Macron ha annunciato <strong>ufficialmente <a href=\"https:\/\/twitter.com\/emmanuelmacron\/status\/1438272942786351116\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;un grande successo nella lotta che conduciamo contro i gruppi terroristici nel Sahel&#8221;<\/a><\/strong>: dopo settimane di voci non confermate, la presidenza francese ha affermato che <strong>Adnan Abu Walid al-Saharawi, leader dello Stato Islamico nel Grande Sahara (Isgs)<\/strong> e considerato il &#8220;nemico pubblico numero uno&#8221; nel Sahel dal 2020, <strong>\u00e8 stato ucciso da un drone armato<\/strong> nel quadro dell&#8217;Op\u00e9ration Barkhane a guida francese nella foresta di Dangalous in Mali il 22 agosto 2021.<\/p>\n<p>La morte di al-Saharawi rappresenta un <strong>potenziale punto di svolta<\/strong> per i futuri sviluppi delle insurrezioni jihadiste nel Sahel. <strong><a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/full\/10.1080\/03932729.2020.1833566\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dopo la fine dell'&#8221;eccezione saheliana&#8221; all&#8217;inizio del 2020<\/a><\/strong>, quando si erano registrati violenti scontri tra i sostenitori di Al-Qaeda e quelli affiliati allo Stato Islamico nel Mali centrale, Abu Walid era riuscito a riorganizzare le sue truppe e a rafforzare la presenza dell&#8217;Isgs nella zona di confine tra Mali, Niger e Burkina Faso. Sotto la sua guida, <strong>l&#8217;Isgs \u00e8 diventato il gruppo pi\u00f9 letale del Sahel<\/strong>, moltiplicando i suoi attacchi sia contro le forze di sicurezza locali e i civili, sia contro le numerose forze internazionali impegnate nella zona.<\/p>\n<p>Inoltre, e <strong>nonostante i diversi successi tattici dell&#8217;antiterrorismo<\/strong>, che hanno permesso alle forze di Barkhane di eliminare la maggior parte della leadership dell&#8217;Isgs negli ultimi due anni, <strong>al-Saharawi ha portato avanti con successo il processo di &#8220;sahelizzazione&#8221; del suo gruppo<\/strong>. Seguendo quella strategia di insediamento locale e di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/nigeria-terrore-desertificazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>&#8220;ancoraggio sociale&#8221; che caratterizza quasi tutti i gruppi jihadisti della regione<\/strong><\/a>, l&#8217;Isgs ha intercettato e incoraggiato le proteste locali e le tensioni intercomunitarie preesistenti \u2013 il pi\u00f9 delle volte legate a <strong>modelli disfunzionali di governance e di gestione del territorio favoriti dai comportamenti predatori delle istituzioni statali<\/strong> \u2013 creando infine forti legami con specifici segmenti di popolazione. Di conseguenza, diversi esperti ritengono che il prossimo leader dell&#8217;Isgs potrebbe essere scelto tra la nuova generazione di capi <strong>reclutati tra la comunit\u00e0 Fulani della regione nigeriana di Tillab\u00e9ry<\/strong>. Gli effetti a lungo termine della morte di al-Saharawi dipenderanno da questa decisione. La scelta del successore di Abu Walid determiner\u00e0 probabilmente la capacit\u00e0 dell&#8217;Isgs di mantenere e rafforzare il suo dominio sulle popolazioni rimaste nell&#8217;area sotto il controllo del gruppo.<\/p>\n<p><strong>Dopo la morte del leader<\/strong><br \/>\nAllo stesso tempo, l&#8217;impatto dell&#8217;eliminazione di al-Saharawi potrebbe essere <strong>pi\u00f9 simbolico che effettivo<\/strong>. Le insurrezioni nell&#8217;area, infatti, hanno gi\u00e0 dimostrato la loro <strong>capacit\u00e0 di sopravvivere alla morte dei loro leader<\/strong> formando nuove generazioni di capi, meno esperti nella conduzione di un&#8217;insurrezione, ma con legami pi\u00f9 forti con le comunit\u00e0 circostanti.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 uno dei maggiori <strong>limiti delle iniziative antiterrorismo condotte nella zona<\/strong>, che finora non sono riuscite ad affrontare le cause profonde delle insurrezioni, permettendo a questi gruppi di resistere e rafforzare la loro presenza nella regione. In questo senso, i toni trionfali impiegati dai decisori francesi per annunciare la morte del leader jihadista devono essere compresi soprattutto in relazione a <strong>un altro importante evento avvenuto pochi giorni prima<\/strong>. Il 13 settembre l&#8217;agenzia di stampa <em>Reuters<\/em> ha reso pubblico il negoziato in corso tra il governo del Mali e la compagnia militare privata russa Wagner Group, riguardante <strong>il possibile dispiegamento di circa 1000 contractor Wagner nel paese. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Il caso del Mali<\/strong><br \/>\nLungi dall&#8217;essere solo una societ\u00e0 di sicurezza privata, <strong>negli ultimi anni <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/il-ruolo-di-usa-e-russia-in-libia-parte-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Wagner Group \u00e8 diventato uno dei principali strumenti utilizzati dalla Russia per espandere la sua influenza in Africa<\/a><\/strong>. La scelta del governo del Mali di cercare il sostegno della Russia sembra essere dovuta a due fattori principali. Da un lato, dopo che nel maggio 2021 <strong>il Mali ha conosciuto il suo secondo colpo di stato militare in meno di un anno<\/strong>, la Francia e gli altri partner internazionali hanno annunciato la loro volont\u00e0 di riorganizzare la loro presenza nella regione, ritirandosi parzialmente dal Mali e reindirizzando i loro sforzi verso il Niger. Incapace di gestire le insurrezioni jihadiste nel centro e nel nord del paese, temendo il parziale &#8220;<strong>abbandono<\/strong>&#8221; da parte dei suoi alleati occidentali, e ancora indebolito da tensioni e divisioni interne, il regime militare maliano sta cercando di puntare sulla Russia per salvare la sua presa sul potere a Bamako.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/lombra-lunga-dei-militari-sulla-transizione-in-mali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>il regime ha fallito nell&#8217;attuazione delle riforme politiche e costituzionali<\/strong><\/a> concordate con la comunit\u00e0 internazionale dopo il primo colpo di stato dell&#8217;agosto 2020. Secondo il compromesso negoziato con l&#8217;Ecowas, i militari avrebbero dovuto garantire un periodo di transizione di 18 mesi, dopo il quale si sarebbero dovute organizzare nuove elezioni presidenziali e legislative nel marzo 2022. In questi giorni, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/golpe-in-mali-il-rischio-delle-scorciatoie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>quasi tutti gli osservatori escludono che il periodo di transizione finisca effettivamente all&#8217;inizio del prossimo anno<\/strong><\/a>, e che il regime accetti di tenere nuove elezioni.<\/p>\n<p>Considerando sia la posizione debole e divisa del regime, sia il parziale ritiro annunciato dalla Francia in giugno, <strong>l&#8217;accordo con il gruppo Wagner<\/strong> appare innanzitutto come un tentativo attuato dal governo di transizione per rafforzare il suo potere ed essere preparato se le proteste e la violenza iniziassero a diffondersi a Bamako. Confermando una tradizione consolidata, quindi, gli appaltatori russi dovrebbero svolgere il ruolo di <strong>garanti del regime al potere<\/strong>, piuttosto che quello di nuove truppe d&#8217;\u00e9lite da schierare contro i gruppi jihadisti.<\/p>\n<p><strong>Il nesso tra i due eventi<\/strong><br \/>\nConsiderati insieme, la morte di al-Saharawi e l&#8217;affare Mali-Wagner lasciano pensare che <strong>ci si pu\u00f2 aspettare un&#8217;ulteriore destabilizzazione del Sahel<\/strong>.<\/p>\n<p>Da un lato, il fatto che dopo anni di operazioni limitate e sotto copertura, gli interessi russi nel Sahel stiano ora diventando espliciti potrebbe aprire una nuova fase di <strong>competizione internazionale e nuove potenziali linee di conflitto<\/strong>. Dall&#8217;altro, la riorganizzazione forzata che l&#8217;Isgs sta affrontando potrebbe implicare la necessit\u00e0 per il gruppo di riaffermare il suo potere e la sua coesione interna attraverso una <strong>recrudescenza della violenza e degli attacchi<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 16 settembre 2021 il presidente francese Macron ha annunciato ufficialmente &#8220;un grande successo nella lotta che conduciamo contro i gruppi terroristici nel Sahel&#8221;: dopo settimane di voci non confermate, la presidenza francese ha affermato che Adnan Abu Walid al-Saharawi, leader dello Stato Islamico nel Grande Sahara (Isgs) e considerato il &#8220;nemico pubblico numero uno&#8221; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":90144,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[69,87,2130,741,891,3258,864,108,863,110,2432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90142"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=90142"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90142\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":90151,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90142\/revisions\/90151"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/90144"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=90142"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=90142"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=90142"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}