{"id":90227,"date":"2021-11-05T05:44:15","date_gmt":"2021-11-05T04:44:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=90227"},"modified":"2021-11-15T07:03:07","modified_gmt":"2021-11-15T06:03:07","slug":"cop26-i-primi-giorni-di-summit-tra-luci-e-ombre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/cop26-i-primi-giorni-di-summit-tra-luci-e-ombre\/","title":{"rendered":"Cop26: i primi giorni di summit tra luci e ombre"},"content":{"rendered":"<p><strong>I primi giorni della Cop26 di Glasgow\u00a0<\/strong>sono stati consacrati al tentativo di<strong> portare la traiettoria delle emissioni climalteranti su un percorso compatibile con l\u2019obiettivo di Parigi,<\/strong> di mantenere l\u2019incremento della temperatura entro i 2 gradi e quanto pi\u00f9 possibile vicino a 1.5 gradi rispetto all\u2019era pre-industriale.<\/p>\n<p>A tale scopo, la presidenza britannica ha voluto <strong>focalizzare l\u2019attenzione sull\u2019accelerazione dell\u2019uscita dal carbone<\/strong>, la <strong>limitazione della deforestazione<\/strong>, l\u2019accelerazione del passaggio verso la mobilit\u00e0 elettrica, e <strong>l\u2019aumento degli investimenti in energia rinnovabile<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Gli obiettivi indicati dalla presidenza sono tutt\u2019altro che simbolici.<\/strong> Gli impegni precedenti alla Cop26 implicano un aumento delle temperature vicino ai 3 gradi. Il <strong>carbone<\/strong> \u2013 e soprattutto il suo utilizzo nella generazione di elettricit\u00e0, <strong>in forte espansione soprattutto in Asia<\/strong> \u2013 \u00e8 il maggiore responsabile singolo delle emissioni climalteranti. Le foreste rimuovono il 20% delle emissioni globali, ma la deforestazione e gli incendi hanno trasformato parte di esse <strong>da neutralizzatori a contributori di emissioni<\/strong>.<\/p>\n<p>Infine, i <strong>trasporti<\/strong> sono l\u2019unico settore nei Paesi avanzati dove le emissioni hanno continuato a crescere nonostante riduzioni anche sensibili in altri comparti, mentre gli investimenti annuali in energia pulita dovrebbero triplicare rispetto ai livelli attuali per collocarsi sulla <a href=\"https:\/\/www.iea.org\/reports\/world-energy-outlook-2021\/energy-security-and-the-risk-of-disorderly-change\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">traiettoria <em>&#8220;net zero&#8221;<\/em><\/a> elaborata dall\u2019Agenzia internazionale dell\u2019energia.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista, <strong>il bilancio dei primi giorni sembra relativamente positivo <\/strong>alla luce di alcune iniziative particolarmente significative, soprattutto per il settore energetico.<\/p>\n<p><strong>Lo stop al carbone<\/strong><br \/>\nPi\u00f9 di 20 Paesi hanno sottoscritto un <strong><a href=\"https:\/\/ukcop26.org\/statement-on-international-public-support-for-the-clean-energy-transition\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">impegno a interrompere il sostegno finanziario pubblico a progetti relativi a combustibili fossili<\/a><\/strong> (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/cattura-e-stoccaggio-del-carbonio-la-partita-globale-e-le-mosse-dellitalia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">senza cattura e stoccaggio del carbonio<\/a>) entro la fine del 2022. L\u2019accordo, che vede la partecipazione di Stati Uniti, Regno Unito, Canada, <strong>Italia<\/strong> e diversi Paesi in via di sviluppo, dovrebbe spostare <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/con-biden-e-kerry-il-ritorno-di-una-superpotenza-climatica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>15-18 miliardi di dollari verso l\u2019energia pulita<\/strong><\/a>&#8211; L\u2019accordo non vede ancora la partecipazione di grandi investitori all\u2019estero nel settore energetico come Germania, Giappone, Corea del Sud e Cina, ma include il maggiore erogatore di sostegno pubblico ai combustibili fossili all\u2019estero (il Canada) e <strong>per la prima volta estende questo tipo di impegno dal carbone al gas e al petrolio<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Notizie importanti giungono anche dal fronte del carbone<\/strong>. Pi\u00f9 di 40 Paesi si sono impegnati ad <strong><a href=\"https:\/\/ukcop26.org\/global-coal-to-clean-power-transition-statement\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un\u2019uscita dal carbone negli anni 2030-2040<\/a><\/strong>. L\u2019accordo non include grandi consumatori come Cina, India, Australia e Sud Africa, ma<strong> include novit<\/strong><strong>\u00e0<\/strong><strong> di peso <\/strong>come Vietnam, Indonesia, Filippine e Corea del Sud \u2013 che ricorrono al carbone per il 40-60% della generazione di elettricit\u00e0.<\/p>\n<p>In Europa, mentre molti Paesi sono gi\u00e0 usciti dal carbone o hanno sottoscritto impegni, la notizia maggiore riguarda <strong>l\u2019impegno della Polonia e dell\u2019Ucraina<\/strong>. L\u2019impegno garantisce alcune vie d\u2019uscita e diversi firmatari si sono solo \u201cparzialmente\u201d impegnati. Tuttavia, <strong>la presenza di molti Paesi in via di sviluppo <\/strong>ha un ruolo importante nel<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/10\/il-vertice-dei-grandi-e-il-nuovo-modello-di-cooperazione-allo-sviluppo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> rovesciare la narrazione secondo cui il carbone sarebbe un ingrediente imprescindibile per l\u2019uscita dalla povert<\/strong><strong>\u00e0<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Occorre inoltre notare che <strong>i grandi assenti<\/strong> (<strong>India e Cina<\/strong>) hanno presentato tabelle di marcia volte a creare lo spazio sufficiente per <strong>acquisire impegni pubblici sul carbone in un momento successivo<\/strong>. Ad esempio, <strong><a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2021-11-01\/india-will-reach-net-zero-emissions-by-2070-modi-tells-cop26\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019obiettivo di energia rinnovabile dell\u2019India nel 2030<\/a><\/strong> implica una riduzione della generazione a carbone per quella data rispetto al 2020, anche considerando la crescita attesa dei consumi di elettricit\u00e0. Il <strong>Sudafrica<\/strong> ha invece ottenuto da Usa, Regno Unito e Ue la <strong><a href=\"https:\/\/ukcop26.org\/political-declaration-on-the-just-energy-transition-in-south-africa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">mobilitazione di 8,5 miliardi di dollari per un\u2019uscita accelerata dal carbone<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Ridurre le emissioni metano e salvare le foreste<\/strong><br \/>\nInoltre, <strong>80 paesi hanno sottoscritto l\u2019impegno a ridurre le emissioni fuggitive di metano<\/strong> del 30% <strong><a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/world-59137828\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">entro il 2030<\/a><\/strong>. L\u2019impegno, fortemente sostenuto da Usa e Ue, copre il 46% delle emissioni di metano e non \u00e8 in linea con l\u2019obiettivo di 1,5 gradi, per il quale si renderebbe necessario un 10-15% di tagli aggiuntivi. L\u2019impegno riguarda soprattutto monitoraggio e regolamentazione, visto che \u2013 soprattutto con gli attuali prezzi del gas \u2013 il recupero del metano dovrebbe finanziarsi da s\u00e9. Occorre tuttavia precisare che mentre in molti vedono il taglio alle emissioni fuggitive di metano come una soluzione rapida, si tratta di <strong>un\u2019azione relativamente semplice che non sostituisce la necessit<\/strong><strong>\u00e0<\/strong><strong> di attaccare le emissioni di CO<sub>2<\/sub><\/strong> \u2013 meno climalteranti, ma pi\u00f9 durature nel tempo -.<\/p>\n<p>Infine, un accordo \u00e8 stato raggiunto sul tema della <strong>deforestazione<\/strong>. <strong><a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/environment\/2021\/nov\/01\/biden-bolsonaro-and-xi-among-leaders-agreeing-to-end-deforestation-aoe\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Le parti si impegnano a fermare e invertire le attivit\u00e0 di deforestazione entro il 2030<\/a> <\/strong>e a dedicare 19,2 miliardi di dollari a questo sforzo. Da notare la partecipazione di <strong>partner \u201cdifficili\u201d<\/strong> come Brasile, Cina, Russia e Indonesia. Tuttavia, nonostante la maggiore inclusivit\u00e0, l\u2019accordo soffre gli stessi difetti dei predecessori in termini di mancanza di trasparenza nella comunicazione dei risultati, assenza di <em>timeline<\/em> e natura non vincolante<\/p>\n<p>Alla luce dei nuovi impegni sottoscritti \u2013 in particolare <strong>l\u2019annuncio dell\u2019obiettivo di neutralit\u00e0 climatica da parte dell\u2019India nel 2070<\/strong> e relativi obiettivi intermedi, e l\u2019impegno sul metano, si stima che <strong><a href=\"https:\/\/www.climate-resource.com\/tools\/ndcs\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">per ora la Cop26 abbia spostato la traiettoria dell\u2019aumento delle temperature<\/a><\/strong> da 2,7 gradi a 1,8-1,9 gradi. Insomma, sebbene la finestra per puntare ai 1,5 gradi si stia restringendo, <strong>gli impegni si collocano per la prima volta in un intervallo compatibile con l\u2019accordo di Parigi<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Moderato ottimismo<\/strong><br \/>\nDa questo punto di vista, si pu\u00f2 guardare al negoziato con moderato ottimismo. <strong>Sebbene gli accordi presentino lacune, <\/strong>l\u2019implementazione rimanga un\u2019incognita, e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/ue-e-cina-i-campioni-della-diplomazia-climatica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>lo scarso protagonismo della Cina<\/strong><\/a> in questa prima fase della conferenza non sia un buon segno<strong>, il quadro di Parigi viene confermato <\/strong>e costituisce ormai un <strong>imprescindibile riferimento per le decisioni degli Stati<\/strong>. Tale esito rappresenta di per s\u00e9 un successo rispetto agli obiettivi iniziali.<\/p>\n<p>Molto probabilmente <strong>il risultato finale sar<\/strong><strong>\u00e0<\/strong><strong> soddisfacente e deludente allo stesso tempo<\/strong>, con difficili negoziati in vista su capitoli problematici come il <strong>commercio delle emissioni<\/strong> &#8211; su cui la precedente edizione non ha trovato un accordo. Occorre tuttavia sottolineare che al di l\u00e0 di interpretazioni ultra-ottimistiche (tipiche fra i padroni di casa) e ultra-pessimistiche (per motivi opposti comuni a attivisti pi\u00f9 radicali e \u201cprocrastinatori\u201d clima-scettici), <strong>sarebbe un errore vedere la Cop26 come la conferenza dell\u2019ultima <em>chance<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 ritenuto grave da tutti, la soluzione implica una dimensione allocativa che rende necessario un processo politico multilaterale fatto di continue correzioni di rotta, ma soprattutto <strong>ogni decimo di grado conta<\/strong>.<\/p>\n<p><small>Foto di copertina EPA\/Jonne Roriz \/ POOL<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I primi giorni della Cop26 di Glasgow\u00a0sono stati consacrati al tentativo di portare la traiettoria delle emissioni climalteranti su un percorso compatibile con l\u2019obiettivo di Parigi, di mantenere l\u2019incremento della temperatura entro i 2 gradi e quanto pi\u00f9 possibile vicino a 1.5 gradi rispetto all\u2019era pre-industriale. 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