{"id":90259,"date":"2021-11-10T05:58:02","date_gmt":"2021-11-10T04:58:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=90259"},"modified":"2021-11-24T09:02:40","modified_gmt":"2021-11-24T08:02:40","slug":"come-ti-racconto-la-cina-linfluenza-di-pechino-sui-media-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/come-ti-racconto-la-cina-linfluenza-di-pechino-sui-media-italiani\/","title":{"rendered":"Come ti racconto la Cina: l&#8217;influenza di Pechino sui media italiani"},"content":{"rendered":"<p>Da quando <strong>Xi Jinping<\/strong> ha assunto l\u2019incarico di <strong>segretario generale del partito nel 2012<\/strong> &#8211; e poi di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/cina-xi-jinping-sogno\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>presidente del Paese nel 2013<\/strong><\/a> -, il <strong>Partito comunista cinese<\/strong> (Pcc) ha intensificato significativamente gli sforzi per favorire la <strong>diffusione di una percezione positiva della Cina nel mondo<\/strong>. Nel tentativo di aggiornare la propria strategia di diplomazia pubblica, il governo cinese ha intrapreso <strong>una grande variet\u00e0 strategie differenti<\/strong>.<\/p>\n<p>Una parte di queste iniziative pu\u00f2 essere considerata del tutto legittima: <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/soft-power-e-diplomazia-del-covid-19-nel-v4\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">forme di soft power<\/a><\/strong> ampiamente utilizzate da altri Paesi nel promuovere all\u2019estero le proprie attivit\u00e0 economiche, politiche e culturali. Altre azioni, in particolar modo quelle operate nel panorama mediatico globale, restano invece <strong>pi\u00f9 controverse<\/strong>. Osservatori indipendenti come <strong>Reporter senza frontiere\u00a0<\/strong> e la <strong>Federazione internazionale dei giornalisti<\/strong>\u00a0hanno accusato Pechino di aver lanciato <strong>una vera e propria campagna per la creazione di un \u201cnuovo ordine mondiale dei media\u201d<\/strong> pi\u00f9 adatto a diffondere la propria propaganda politica all\u2019estero e contrastare in maniera pi\u00f9 efficace le critiche rivolte al Paese.<\/p>\n<p>Per rimodellare l\u2019ambiente dell\u2019informazione internazionale e renderlo pi\u00f9 amichevole nei propri confronti, il Pcc ha potuto fare affidamento su una <strong>vasta gamma di attori<\/strong> che vanno dalle agenzie di propaganda ufficiali, alle imprese private e agli uomini d\u2019affari fedeli al partito e residenti all\u2019estero. Un ruolo centrale \u00e8 stato svolto tuttavia dai <strong>media di Stato<\/strong>, che dal 2013 hanno ampliato le loro reti all\u2019estero e si sono radicati nel panorama mediatico globale. Report pubblicati da organizzazioni indipendenti hanno fatto luce sulle tattiche ricorrenti usate da enti affiliati o riconducibili al governo cinese per <strong>influenzare i media stranieri, organizzazioni di giornalisti e reporter freelance<\/strong>.\u00a0Queste tattiche comprendono: programmi di formazione per giornalisti stranieri; programmi di scambio o viaggi in Cina interamente spesati; <strong>organizzazione di eventi internazionali<\/strong> che promuovono la concezione cinese del giornalismo; <strong>acquisizione di organi di informazione esteri<\/strong>; programmi di cooperazione con <em>media outlet<\/em> o organizzazioni di giornalisti.<\/p>\n<p><strong>La voce del Dragone nella stampa italiana<\/strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-90277 alignleft\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Immagine-2021-11-05-213300-300x226.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"226\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Immagine-2021-11-05-213300-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Immagine-2021-11-05-213300-125x94.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Immagine-2021-11-05-213300.jpg 767w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>L<strong>\u2019Italia non \u00e8 stata di certo esente <\/strong>dal tentativo della Cina di controllare le narrazioni internazionali che la riguardano,\u00a0come messo in luce da<strong>\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/one-belt-one-voice-chinese-media-italy\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>uno studio dello IAI<\/strong><\/a>, realizzato nell&#8217;ambito\u00a0del progetto \u201cWhen Italy Embraces the Belt and Road Initiative\u201d.\u00a0Per rafforzare la propria presenza nell\u2019ambiente mediatico italiano gli organi di informazione di Stato cinesi si sono affidati in larga misura ai\u00a0<strong>Memorandum di intesa e agli accordi di condivisione dei contenuti<\/strong>.<\/p>\n<p>Nonostante questo tipo di accordi siano una prassi ben consolidata nel settore dell\u2019informazione, le collaborazioni con enti di informazione di Stati autoritari \u2013 come la Cina \u2013 sono <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/xi-a-roma-litalia-indebolisce-se-stessa-e-lue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>particolarmente problematiche<\/strong><\/a>. Gli <em>outlet<\/em> cinesi tendono a fornire <strong>articoli pre-tradotti<\/strong> che il pi\u00f9 delle volte sono pubblicati dai partner esteri <strong>senza il necessario <em>fact-checking<\/em><\/strong> o controllo dei contenuti. In assenza di informazioni proprie o di giornalisti specializzati, alcuni media italiani finiscono per riproporre acriticamente notizie provenienti dalle agenzie di stampa cinesi, contribuendo in tal modo a diffondere <strong>contenuti di chiaro stampo propagandistico<\/strong>. La natura controversa di tali accordi \u00e8 suggerita anche dal fatto che il flusso di notizie \u00e8 <strong>generalmente unidirezionale<\/strong> in quanto i media cinesi non ripropongono ai loro lettori articoli prodotti delle loro controparti italiane.<\/p>\n<p><strong>Il processo di integrazione dei media cinesi nel panorama mediatico italiano<\/strong> \u00e8 un fenomeno ben consolidato. Ad oggi tutti i pi\u00f9 grandi gruppi mediatici italiani intrattengono <strong>rapporti di partenariato con controparti cinesi<\/strong>, sia pure con modalit\u00e0 che variano in termini di contenuti e portata. Tra essi figurano: l\u2019Agenzia Giornalistica Italiana (Agi), Adnkoronos, Class Editori, Il Sole 24Ore, Il Giornale, Mediaset, Rai ed Ansa. Le collaborazioni tra media figurano anche tra <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/xi-roma-globalismo-cinese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>gli accordi siglati in occasione della firma del Memorandum d\u2019intesa a supporto della &#8220;Belt and Road Initiative&#8221;<\/strong><\/a> tra Cina e Italia nel marzo 2019. In quella occasione la <strong>Rai<\/strong> e l\u2019<strong>Ansa<\/strong>, hanno firmato il rinnovo di accordi bilaterali con due controparti cinesi, rispettivamente: <strong>China Media Group<\/strong> (Cmg) e <strong>Xinhua<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Antidoto alla disinformazione<\/strong><br \/>\nBench\u00e9 gli accordi firmati nell\u2019ambito del Memorandum d&#8217;intesa abbiano in parte <strong>accresciuto la capacit\u00e0 della Cina di presentare i propri contenuti<\/strong> direttamente al pubblico italiano, la strategia di Pechino per promuovere un\u2019opinione pi\u00f9 favorevole della Cina sembra aver prodotto <strong>scarsi risultati<\/strong> visto che <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/nuova-via-seta-contraffazione-crimine\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>la percezione della Cina in Italia non \u00e8 migliorata<\/strong><\/a>. Secondo uno degli studi pi\u00f9 recenti sull\u2019opinione pubblica italiana nei confronti della Cina, dopo il 2017 la percezione del 44,7% degli italiani verso la Cina \u00e8 rimasta immutata; il 38,5% ritiene che sia peggiorata <strong>e solo il 16,8% scorge un miglioramento<\/strong>. Tuttavia, la mancanza di risultati a favore della strategia cinese di estendere la propria influenza in Italia <strong>non rendono meno discutibili le collaborazioni tra media cinesi e quelli italiani<\/strong>.<\/p>\n<p>Nonostante il rapporto controverso tra media italiani e cinesi, <strong>l\u2019Italia \u00e8 rimasta un Paese che offre una visione pluralistica della Cina<\/strong>. Mentre Pechino acquista un ruolo sempre pi\u00f9 importante nell\u2019arena internazionale, <strong>la domanda di notizie<\/strong> sul Paese da parte dei lettori italiani \u00e8 <strong>aumentata significativamente<\/strong>. I giornalisti con competenze specifiche sul Paese \u2013 e sull\u2019Asia in generale &#8211; non solo sono diventati pi\u00f9 numerosi, ma hanno anche <strong>ottenuto pi\u00f9 spazio nel dibattito pubblico<\/strong>.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 ha permesso la fioritura di un giornalismo bene informato e basato sui fatti e, nello stesso tempo, di un ampio dibattito sulla Cina, Paese sul quale la maggior parte degli italiani continua ad <strong>avere una conoscenza molto limitata<\/strong>. Questo tipo di giornalismo contribuisce a <strong>migliorare la comprensione della Cina<\/strong> pi\u00f9 dell\u2019offerta di informazioni preconfezionate o contenuti \u201cculturali\u201d depurati da qualsiasi tema potenzialmente controverso.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina ANSA\/GIUSEPPE LAMI-ANTIMIANI <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quando Xi Jinping ha assunto l\u2019incarico di segretario generale del partito nel 2012 &#8211; e poi di presidente del Paese nel 2013 -, il Partito comunista cinese (Pcc) ha intensificato significativamente gli sforzi per favorire la diffusione di una percezione positiva della Cina nel mondo. 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