{"id":90308,"date":"2021-11-12T06:32:26","date_gmt":"2021-11-12T05:32:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=90308"},"modified":"2021-11-16T12:12:48","modified_gmt":"2021-11-16T11:12:48","slug":"divisa-e-disorientata-la-spirale-suicida-della-gauche-verso-le-presidenziali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/divisa-e-disorientata-la-spirale-suicida-della-gauche-verso-le-presidenziali\/","title":{"rendered":"Divisa e disorientata: la spirale suicida della Gauche verso le presidenziali"},"content":{"rendered":"<p>Le prime elezioni del presidente della Repubblica francese a suffragio universale si svolsero nel 1965 e <strong>mai<\/strong>, in questo periodo,<strong> la sinistra transalpina \u00e8 stata debole come oggi<\/strong>. Questa facile constatazione \u00e8 la prima tra quelle che si possono formulare a cinque mesi dalle prossime presidenziali. <strong>La Gauche \u00e8 divisa e disorientata<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 debole non solo nei sondaggi, che possono sempre cambiare. <strong>Lo nelle proprie percezioni e nelle proprie convinzioni<\/strong>. Manca di fiducia in s\u00e9 stessa. \u00c8 d\u2019accordo nel criticare Macron; <strong>troppo poco per costruire quello che un tempo si chiamava \u201cProgramma comune\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>I sondaggi sono tanto <strong>impietosi quanto sostanzialmente concordi<\/strong>. A parte i due <strong>candidati della sinistra estrema<\/strong> (i trotzkisti rivali <strong>Nathalie Arthaud e Philippe Poutou<\/strong>, i cui voti sommati possono arrivare all\u20191%) saranno presenti al primo turno <strong>il comunista Fabien Roussel<\/strong> (a cui i sondaggi danno intorno al 2%), il leader della <strong>France Insoumise Jean-Luc M\u00e9lenchon<\/strong> (9%), la <strong>candidata ufficiale del Partito socialista e sindaca di Parigi Anne Hidalgo<\/strong> (5%), l\u2019ex ministro socialista <strong>Arnaud Montebourg<\/strong> (2%) e il leader dei Verdi, <strong>Yannick Jadot<\/strong> (7 per cento). <strong>Il totale oscilla tra il 26% e il 28%<\/strong>.<\/p>\n<p>La contemporanea presenza di tre candidature come M\u00e9lenchon, Jadot e Hidalgo priva la sinistra (salvo clamorose sorprese) della possibilit\u00e0 di portare un proprio esponente al secondo turno presidenziale. In questo clima i comunisti non hanno nulla da perdere presentando un proprio candidato di bandiera e <strong>persino l\u2019emarginato Montebourg pu\u00f2 sognare una resurrezione come possibile outsider<\/strong>, interprete di posizioni critiche nei confronti dell\u2019attuale costruzione europea.<\/p>\n<p><strong>Forti sui territori<\/strong><br \/>\nLa sinistra francese ha ottenuto nel suo insieme buoni risultati alle elezioni regionali di quest\u2019anno (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/alle-regionali-macron-traballa-inizia-la-corsa-alleliseo-2022\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>conquistando cinque regioni sulle tredici della Francia metropolitana<\/strong><\/a>) e a quelle comunali del 2020 (mantenendo o conquistando l\u2019amministrazione di Parigi, Marsiglia e di altri grandi centri). I partiti che la compongono, in particolare socialisti e Verdi, <strong>dispongono di un solido radicamento locale e vengono apprezzati dai cittadini quando si tratta di gestire le amministrazioni territoriali<\/strong>. A Parigi, Anne Hidalgo \u00e8 stata rieletta sindaca di fronte a una destra neogollista che nella capitale rimane forte. Eppure, <strong>sul piano nazionale la Gauche d\u00e0 l\u2019impressione di essersi incanalata in una spirale masochista, se non proprio suicida<\/strong>.<\/p>\n<p>Perch\u00e9? Oggi in Francia <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/macron-cambia-premier-un-nuovo-governo-per-mettere-al-sicuro-la-rielezione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>sono in tanti a criticare il presidente Emmanuel Macron<\/strong><\/a>, ma <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/macron-omaggia-napoleone-e-si-prepara-alla-battaglia-delle-presidenziali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>sono ancor di pi\u00f9 a pensare che sar\u00e0 rieletto<\/strong><\/a>. Per sognare il secondo turno, la Gauche avrebbe bisogno di un solido accordo politico, con rinunce che nessuno tra i suoi membri ha la volont\u00e0 e neanche la forza di fare. I partiti, soprattutto quelli di sinistra, parlano delle presidenziali <strong>guardando anche (forse soprattutto) verso le elezioni successive<\/strong>: le \u201clegislative\u201d, che si svolgeranno nel giugno 2022 e che porteranno al rinnovo dei 577 membri dell\u2019Assemblea nazionale (solo ramo del Parlamento eletto a suffragio universale diretto). I giochi per comporre una maggioranza parlamentare potrebbero essere molto pi\u00f9 aperti e complicati di quanto accadde nel 2017, quando il successo macronista fu nettissimo.<\/p>\n<p>Socialisti, Verdi, \u201cm\u00e9lenchonisti\u201d e comunisti (con l\u2019aggiunta dell\u2019ex socialista Montebourg, intento a coltivare il suo orticello) concepiscono le presidenziali dell\u2019aprile 2022 come un passaggio obbligato verso le legislative di due mesi dopo, quando si capir\u00e0 davvero il loro peso politico nella prossima legislatura.<\/p>\n<p><strong>Presidenziali o primarie?<\/strong><br \/>\nTra i sette candidati di sinistra, <strong>uno solo \u00e8 frutto di un vero (e spigoloso) dibattito<\/strong> <strong>politico<\/strong> snodatosi attraverso la selezione di autentiche primarie. Si tratta del leader dei Verdi <strong>Yannick Jadot, 54 anni, che vinse gi\u00e0 le primarie ecologiste di cinque anni fa<\/strong>, ma che si ritir\u00f2 nel nome dell\u2019unit\u00e0 delle sinistre a favore del candidato socialista Beno\u00eet Hamon (che al primo turno presidenziale super\u00f2 a stento il 6%).<\/p>\n<p>Alle primarie ecologiste dello scorso settembre, Jadot ha avuto la meglio d\u2019un soffio (51 contro 49%) sulla <strong>leader femminista-ambientalista Sandrine Rousseau, portavoce di una sinistra <em>woke<\/em><\/strong>, in cui i temi della parit\u00e0 di genere, dell\u2019impegno Lgbtq+ e della lotta ai cambiamenti climatici aumentano il proprio peso, in pratica a scapito delle considerazioni care alla sinistra tradizionale. <strong>Adesso Jadot intende andare fino in fondo<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo scontro Jadot-M\u00e9lenchon-Hidalgo al primo turno delle presidenziali dir\u00e0 chi pu\u00f2 essere il futuro leader della sinistra francese nel suo insieme (anche se nessuno dei tre si qualificher\u00e0 per il secondo turno). <strong>In pratica le presidenziali di aprile saranno (al primo turno) le vere primarie della sinistra<\/strong>. Poi i partiti della Gauche si metteranno alla ricerca di convergenze per le elezioni legislative. Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<\/p>\n<p><small><em> Foto di copertina EPA\/LUDOVIC MARIN<\/em><small><\/small><\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le prime elezioni del presidente della Repubblica francese a suffragio universale si svolsero nel 1965 e mai, in questo periodo, la sinistra transalpina \u00e8 stata debole come oggi. Questa facile constatazione \u00e8 la prima tra quelle che si possono formulare a cinque mesi dalle prossime presidenziali. 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