{"id":90311,"date":"2021-11-10T06:47:10","date_gmt":"2021-11-10T05:47:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=90311"},"modified":"2021-11-10T06:47:10","modified_gmt":"2021-11-10T05:47:10","slug":"migranti-le-mosse-della-bielorussia-mostrano-la-vulnerabilita-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/migranti-le-mosse-della-bielorussia-mostrano-la-vulnerabilita-europea\/","title":{"rendered":"Migranti: le mosse della Bielorussia mostrano la vulnerabilit\u00e0 europea"},"content":{"rendered":"<p>Le immagini dei giorni scorsi di <strong>centinaia di migranti che raggiungono la frontiera fra Bielorussia e Polonia<\/strong>, ampiamente riprese sui social network e dai media internazionali, costituiscono <strong>l\u2019ultima manifestazione di uno dei principali problemi delle politiche migratorie messe faticosamente in atto dall\u2019Unione europea<\/strong>: la dipendenza dai Paesi terzi per quanto riguarda la gestione dei flussi verso l\u2019Europa.<\/p>\n<p>Se il caso bielorusso \u00e8 venato di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/la-guerra-ibrida-di-lukashenko-con-il-favore-di-mosca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>tensioni geopolitiche che sfociano nell\u2019uso strumentale dei migranti<\/strong><\/a>, in generale l\u2019attuale impianto delle politiche Ue, ampiamente fondato <strong>sull\u2019esternalizzazione del controllo delle frontiere a partner esterni<\/strong>, rende l\u2019Unione pi\u00f9 vulnerabile rispetto alle pressioni dei Paesi terzi.<\/p>\n<p><strong>Una nuova crisi<\/strong><br \/>\nNegli ultimi mesi,<strong> il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko<\/strong>\u00a0ha utilizzato le ansie europee in materia di migrazioni per rispondere alle sanzioni e alla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/bielorussia-mobilitazione-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>crescente pressione diplomatica applicata al regime<\/strong><\/a>. Ha individuato una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/non-bastera-il-dossier-bielorussia-a-far-diventare-lue-un-attore-globale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>potenziale debolezza europea<\/strong><\/a> e pare intenzionato a sfruttarla per ottenere concessioni, o comunque per reagire all\u2019appoggio europeo alle forze di opposizione nel paese. Da mesi, Lituania e Polonia segnalano una <strong>situazione difficile ai propri confini<\/strong>, denunciando come le autorit\u00e0 bielorusse stiano apertamente aiutando i migranti a raggiungere la frontiera.<\/p>\n<p><strong>La Bielorussia ha concesso il visto a migliaia di migranti<\/strong>, soprattutto dal Medio Oriente, con l\u2019obiettivo di farli poi transitare in Europa. I numeri di questo flusso <strong>non sono paragonabili, al momento, a quelli raggiunti dagli arrivi irregolari attraverso il Mar Mediterraneo<\/strong> nell\u2019ultimo decennio, ma costituiscono una sorpresa per l\u2019Ue, che evidentemente non si aspettava l\u2019apertura di un fronte migratorio in Europa orientale.<\/p>\n<p>La risposta dei Paesi al confine europeo ha <strong>ulteriormente complicato le gi\u00e0 precarie condizioni umanitarie in cui si trovano i migranti.<\/strong> La Polonia ha dichiarato settimane fa lo stato di emergenza nelle aree di confine, impedendo di fatto l\u2019accesso ai media e alle organizzazioni della societ\u00e0 civile. Pochi giorni fa, la Lituania si \u00e8 detta pronta ad <strong><a href=\"https:\/\/news.err.ee\/1608396056\/lithuania-calls-for-state-of-emergency-over-migrants-on-polish-border\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">adottare una misura simile<\/a><\/strong>. Ha destato poi scalpore in Europa la decisione dei due Paesi di costruire delle <strong>barriere fisiche al confine con la Bielorussia<\/strong> per impedire il passaggio dei migranti, che si trovano cos\u00ec intrappolati nel mezzo di una crisi internazionale alla frontiera.<\/p>\n<p><strong>La responsabilit\u00e0 Ue<\/strong><br \/>\nAl netto delle peculiarit\u00e0 del caso bielorusso, il fatto che l\u2019Ue si dimostri vulnerabile alle pressioni di attori esterni in materia di migrazioni non deve sorprendere pi\u00f9 di tanto. L\u2019attuale situazione al confine orientale dell\u2019Europa risente delle <strong>politiche adottate nel Mediterraneo sin dalla crisi migratoria di alcuni anni fa<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019impossibilit\u00e0 di trovare delle soluzioni di solidariet\u00e0 interna all\u2019Ue per il <strong>ricollocamento dei migranti<\/strong> ha, da un lato, <strong>sovraccaricato ulteriormente i toni del dibattito<\/strong> sulle migrazioni, presentate sempre di pi\u00f9 in chiave securitaria e come una minaccia. Dall\u2019altro, la soluzione individuata dall\u2019Ue \u00e8 stata quella di <strong>esternalizzare per quanto possibile la gestione dei flussi migratori<\/strong> ad alcuni paesi di transito. Con modalit\u00e0 e tempi diversi, questo \u00e8 accaduto con Paesi come Turchia, Niger, Libia o Marocco. <strong>Tale dinamica ha reso l\u2019Unione vulnerabile<\/strong> e non \u00e8 sorprendente che Lukashenko utilizzi proprio il tasto delle migrazioni per esercitare pressione.<\/p>\n<p>In maniera magari meno esplicita, simili pressioni sono giunte anche su altre rotte migratorie negli ultimi due anni: si pensi alla minaccia della Turchia di sospendere l\u2019applicazione dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/03\/ue-turchia-5-anni-dopo-migranti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">accordo sui migranti<\/a> all\u2019inizio del 2020 oppure<strong> alle tensioni fra Spagna e Marocco<\/strong> negli scorsi mesi, quando migliaia di migranti avevano raggiunto all\u2019improvviso il confine spagnolo proprio quando i due Paesi erano divisi da <strong><a href=\"https:\/\/www.france24.com\/en\/europe\/20210518-spain-deploys-army-in-ceuta-to-patrol-border-with-morocco-after-migrants-swim-ashore\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una controversia sul territorio del Sahara Occidentale<\/a>.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Business as usual?<\/strong><br \/>\n\u00c8 stato il Consiglio europeo dello scorso giugno a riconoscere, finalmente, questo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/il-nuovo-patto-europeo-su-migrazione-e-asilo-tra-riforma-e-continuita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>elemento di vulnerabilit\u00e0<\/strong><\/a>. Nella riunione dei capi di Stato e di governo, la migrazione \u00e8 tornata al centro della discussione su richiesta dell\u2019<strong>Italia<\/strong>, preoccupata dall\u2019aumento degli arrivi nel corso del 2021. In quella sede, i leader europei hanno <strong>denunciato il tentativo dei Paesi terzi di strumentalizzare i flussi migratori<\/strong>. Recentemente, <strong>il linguaggio europeo si \u00e8 fatto anche pi\u00f9 duro con la Bielorussia<\/strong>, che \u201csponsorizza\u201d le migrazioni come \u201c<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/sites\/default\/files\/report-migration-asylum.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">uno strumento politico per destabilizzare l\u2019Ue e i suoi Stati membri<\/a>\u201d. In generale, la risposta europea sembra sia nuovamente indirizzata al<strong> contenimento della minaccia migratoria e al rafforzamento della sicurezza alle frontiere esterne<\/strong>, sia tramite le politiche nazionali di Lituania e Polonia, sia attraverso il <strong>rafforzamento del ruolo di Frontex.<\/strong><\/p>\n<p>La crisi innescata dal regime bielorusso richiede certamente una <strong>reazione concreta da parte europea<\/strong>, ma <strong>il rischio \u00e8 che tale logica securitaria ispiri ulteriormente le future politiche migratorie,<\/strong> pi\u00f9 di quanto non lo faccia gi\u00e0 adesso. Per di pi\u00f9, se tali politiche possono anche aver conseguito dei risultati in termini di riduzione dei flussi irregolari \u2013 \u00e8 successo nel Mediterraneo centrale fra il 2017 e il 2019 per esempio -, esse hanno per\u00f2 dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/emergenza-covid-19-e-soccorsi-in-mare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>costi umanitari molto pesanti<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Lo si \u00e8 visto in Libia, lo stiamo notando ora al confine orientale dell\u2019Ue. \u00c8 tempo che l\u2019Europa trovi<strong> una nuova via, depotenziando il tema delle migrazioni e rendendosi in questo modo meno vulnerabile nei confronti di partner e avversari<\/strong>. La posizione della <strong>Polonia<\/strong>, Paese che ha bloccato sinora qualsiasi soluzione europea, ma che ora si trova ad affrontare una crisi ai propri confini, rimane per\u00f2 una questione aperta.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/LEONID SCHEGLOV <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le immagini dei giorni scorsi di centinaia di migranti che raggiungono la frontiera fra Bielorussia e Polonia, ampiamente riprese sui social network e dai media internazionali, costituiscono l\u2019ultima manifestazione di uno dei principali problemi delle politiche migratorie messe faticosamente in atto dall\u2019Unione europea: la dipendenza dai Paesi terzi per quanto riguarda la gestione dei flussi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":90320,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[1197,168,2118,91,515,1056,1393,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90311"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=90311"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90311\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":90353,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90311\/revisions\/90353"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/90320"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=90311"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=90311"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=90311"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}