{"id":90339,"date":"2021-11-10T05:03:08","date_gmt":"2021-11-10T04:03:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=90339"},"modified":"2021-11-22T08:35:39","modified_gmt":"2021-11-22T07:35:39","slug":"la-guerra-ibrida-di-lukashenko-con-il-favore-di-mosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/la-guerra-ibrida-di-lukashenko-con-il-favore-di-mosca\/","title":{"rendered":"La guerra ibrida di Lukashenko con il favore di Mosca"},"content":{"rendered":"<p><strong>Scontri al confine, accampamenti nel bosco gelato, profughi che cercano di strappare il filo spinato e militari che sparano in aria<\/strong>: la crisi dei richiedenti asilo dall\u2019Iraq al <strong>confine bielorusso con la Polonia e la Lituania<\/strong> sembra rievocare il copione del dramma di sei anni fa, <strong>ma questa crisi umanitaria \u00e8 totalmente \u201chandmade\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Che il <strong>ponte aereo<\/strong> dalla Siria e dalla Turchia <strong>per importare profughi<\/strong>, essenzialmente curdi iracheni, da lanciare poi contro il filo spinato al confine polacco e lituano, sia <strong>opera del regime di Aleksandr Lukashenko<\/strong> lo dimostra anche la <strong>clamorosa chiusura dei consolati bielorussi ordinata da Baghdad<\/strong>, nel tentativo di fermare l\u2019esodo e dietro le richieste di Bruxelles e di Washington. Ma basta guardare i video dal confine per accorgersi del <strong>marchio di fabbrica del regime di Lukashenko<\/strong>, di quella <strong>rudimentale brutalit\u00e0<\/strong> che non si preoccupa n\u00e9 di <strong>usare degli sventurati come carne da macello, <\/strong>n\u00e9 di farsi incastrare dai video che gli stessi migranti postano per mostrare i militari bielorussi che <strong>li minacciano sparando in aria<\/strong>, o che <strong>li dirottano dai posti di blocco verso la foresta<\/strong>, costringendoli a forzare la frontiera polacca invece di attraversarla pacificamente.<\/p>\n<p>Questa crisi artificiale \u00e8 organizzata secondo il <strong>tipico schema di Lukashenko<\/strong>, che da 27 anni ormai ricorre alle provocazioni con scenari molto simili, tirando il sasso e <strong>nascondendo (nemmeno troppo) la mano<\/strong>, allo scopo di far infuriare uno dei suoi grandi vicini, ora l\u2019Europa, ora la Russia. La \u201cguerra ibrida\u201d dei migranti \u00e8 una di quelle provocazioni che, secondo il dittatore bielorusso, \u00e8 una situazione \u201cwin-win\u201d. Vilnius e Varsavia sono in prima linea europea nel combattere il regime di Lukashenko, <strong>aiutando l\u2019opposizione e concedendo asilo ai dissidenti<\/strong>.<\/p>\n<p>Se la Bielorussia riesce a invadere la Polonia e la Lituania da profughi, scatenando una crisi umanitaria, <strong>il voto di protesta di destra in quei Paesi potrebbe spingere i loro governi a rinunciare a combattere la dittatura di Minsk.<\/strong> Se Vilnius e soprattutto Varsavia bloccassero con durezza i tentativi dei richiedenti asilo di sfondare il confine sotto l\u2019occhio vigile dei soldati bielorussi, potrebbero trovarsi ai ferri corti con Bruxelles e intensificare i contrasti gi\u00e0 esistenti con l\u2019Europa. Se l\u2019Europa si spaventa del ricatto e decide di negoziare con Lukashenko (l\u2019ipotesi meno probabile), Minsk potrebbe tornare ad avere una sponda alternativa a Mosca e <strong>riprendere respiro dopo la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/non-bastera-il-dossier-bielorussia-a-far-diventare-lue-un-attore-globale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">raffica di sanzioni Ue<\/a> successive al dirottamento dell\u2019aereo di Ryanair <\/strong>nel maggio scorso.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;appoggio della Russia<\/strong><br \/>\nMa soprattutto la crisi artificiale al confine con l\u2019Europa \u2013 e la Nato \u2013 viene creata <strong>a beneficio dell\u2019interlocutore principale di Lukashenko, Vladimir Putin<\/strong>. I canali di propaganda televisiva russi, e lo stesso ministro degli Esteri del Cremlino Sergey Lavrov hanno gi\u00e0 fatto loro la retorica di Minsk sugli <strong>\u201ceuropei disumani\u201d che \u201csparano a donne e bambini\u201d alla frontiera polacca<\/strong>, ribaltando completamente l\u2019abituale narrazione razzista sui \u201cnullafacenti musulmani che invadono l\u2019Europa\u201d. E il dittatore bielorusso si \u00e8 affrettato a telefonare al suo collega russo per denunciare un <strong>\u201cpericolo di conflitto armato\u201d ai confini con l\u2019Europa<\/strong>.<\/p>\n<p>Nonostante sporadici tentativi di giocare su due tavoli con l\u2019Europa, <strong>tutto quello che fa Lukashenko \u00e8 ormai rivolto a Mosca<\/strong>. La crisi del suo regime dopo le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/lukashenko-bielorussia-polizia-repressione-comunita-internazionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201celezioni\u201d del 9 agosto 2020<\/a> e della repressione violenta della protesta in piazza, <strong>ha distrutto qualunque speranza di un negoziato con l\u2019Occidente<\/strong>. Ma paradossalmente ha aumentato, invece di ridurre, la leva di Minsk sul Cremlino, come mostrato anche dal recente pacchetto di accordi di integrazione tra i due Paesi.<\/p>\n<p>Come nota Maksim Samorukov su Carnegie Moscow, <strong>pi\u00f9 Lukashenko vacilla, pi\u00f9 il Cremlino riduce le sue pressioni per inglobare la Bielorussia<\/strong>. Nonostante Putin continui a non fidarsi del suo vicino, rimproverandogli \u2013 non del tutto a torto \u2013 di aver<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/lukashenko-nelle-mani-di-putin-minsk-dipende-sempre-piu-dal-cremlino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> sabotato per vent\u2019anni le ambizioni imperiali di Mosca<\/a>, pi\u00f9 il regime bielorusso corre il rischio di collassare, meno spazio di manovra ha Putin: l\u2019alternativa a Lukashenko rischia sempre di pi\u00f9 essere non un altro autocrate pi\u00f9 abile e meno odioso, ma una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/stallo-in-bielorussia-lukashenko-proteste\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>rivoluzione democratica sul modello ucraino<\/strong>, con conseguente passaggio di Minsk nell\u2019orbita europea e occidentale.<\/a><\/p>\n<p><strong>Ricatto migratorio<\/strong><br \/>\nUn&#8217;opzione inaccettabile, <strong>nella visione \u201cgeopolitica\u201d manichea di Putin<\/strong>. \u00c8 a lui che sono indirizzate le dichiarazioni del ministero degli Esteri bielorusso sugli \u201carmamenti pesanti ammassati dalla Polonia al confine\u201d. Dopo che, al negoziato di pochi giorni fa, il Cremlino ha riconfermato <strong>lo sconto sul gas per Minsk<\/strong>, ma ha stretto i cordoni della borsa su altri dossier, <strong>Lukashenko vuole dimostrare a Putin di essere l\u2019ultimo baluardo all\u2019avanzata dell\u2019Europa<\/strong> e dei suoi valori, in quello <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/relazioni-ue-russia-il-ritorno-alla-normalita-e-lontano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>&#8220;scontro di civilt\u00e0&#8221;<\/strong><\/a> che il leader russo vede come inevitabile.<\/p>\n<p>La prospettiva del \u201ckartoffenfuhrer\u201d, come viene chiamato dall\u2019opposizione, \u00e8 molto meno globale: il suo scopo \u00e8 <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/05\/bielorussia-mobilitazione-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rimanere al potere in un Paese che gli si \u00e8 ribellato<\/a>.<\/strong> Chiedere a Putin un intervento militare per \u201cproteggere i confini bielorussi dalla Nato\u201d \u2013 e quindi <strong>permettere alla Russia la finora negata presenza militare diretta sul suolo bielorusso<\/strong>, in cambio di aiuti per la propria sopravvivenza sul trono: nella logica di Lukashenko <strong>potrebbe essere un premio che vale il rischio di uno scontro militare in Europa<\/strong>, e tanto pi\u00f9 la vita e la sicurezza di qualche migliaio di migranti mediorientali.<\/p>\n<p>Un\u2019ennesima dimostrazione che l\u2019Ue ha ai suoi confini non un semplice regime autoritario da condannare di tanto in tanto, ma <strong>un focolaio di problemi che la riguardano da vicino<\/strong>.<\/p>\n<p><small><em>Foto di copertina di EPA\/Leonid Scheglov\/ HANDOUT <\/em><small><\/small><\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scontri al confine, accampamenti nel bosco gelato, profughi che cercano di strappare il filo spinato e militari che sparano in aria: la crisi dei richiedenti asilo dall\u2019Iraq al confine bielorusso con la Polonia e la Lituania sembra rievocare il copione del dramma di sei anni fa, ma questa crisi umanitaria \u00e8 totalmente \u201chandmade\u201d. 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