{"id":90359,"date":"2021-11-12T06:44:49","date_gmt":"2021-11-12T05:44:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=90359"},"modified":"2021-11-16T12:12:13","modified_gmt":"2021-11-16T11:12:13","slug":"clima-banco-di-prova-per-il-peace-building-in-medio-oriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/clima-banco-di-prova-per-il-peace-building-in-medio-oriente\/","title":{"rendered":"Clima: banco di prova per il peace-building in Medio Oriente"},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019attenzione al degrado ambientale<\/strong> e alle misure necessarie per contenere gli effetti avversi dei mutamenti climatici \u00e8 <strong>tardiva e ancora assai limitata in Medio Oriente<\/strong>. Eppure, le statistiche disponibili dipingono una realt\u00e0 molto preoccupante.<\/p>\n<p>Lungo le coste del Mediterraneo orientale le temperature sono aumentate mediamente di 2\u00b0 C dagli anni \u201950 e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/politiche-climatiche-un-cambiamento-di-sistema-e-inevitabile-e-irreversibile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>le previsioni correnti preconizzano un loro incremento di altri 4\u00b0 C entro la fine del secolo<\/strong>.<\/a> La scarsit\u00e0 crescente di risorse idriche \u00e8 un processo in atto: i climatologi prevedono una drastica riduzione delle precipitazioni negli anni a venire. Il Mar Morto lungo il confine fra Israele e Giordania si va depauperando sia a causa dei <strong>ripetuti prelievi idrici<\/strong> dal fiume Giordano operate nel corso degli anni da Israele, Giordania e Siria sia per i <strong>danni inquinanti prodotti dalle industrie minerarie israeliane<\/strong> lungo le sue coste.<\/p>\n<p><strong>Israele<\/strong>, che pure \u00e8 sulla frontiera in materia di tecnologie ambientali \u2013 nell\u2019agricoltura, nella <strong>desalinizzazione<\/strong>, nella conservazione di energia solare &#8211; che esporta anche ad economie maggiori quali Cina e India, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/cop26-i-primi-giorni-di-summit-tra-luci-e-ombre\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>non sar\u00e0 in grado di conseguire gli obiettivi di zero emissioni nel 2050<\/strong> <\/a>\u2013 ha rivelato Tamar Zandberg, ministro dell\u2019ambiente nel nuovo governo di coalizione, esponente del partito di sinistra Meretz.<\/p>\n<p>Le ragioni di ci\u00f2 sono la <strong>latitanza dei governi precedenti<\/strong> sul fronte ambientale, <strong>il forte incremento demografico del Paese<\/strong>, ed anche <strong>il ricorso a giacimenti massicci di metano<\/strong> recentemente scoperti per la produzione di energia. Tuttavia, per la prima volta nella storia del Paese, i<strong>l Parlamento israeliano discute di un disegno di legge in materia di clima<\/strong> e di transizione ad un\u2019economia a basso contenuto di carbonio.<\/p>\n<p><strong>Green-blue deal<\/strong><br \/>\nUna sensibilit\u00e0 fattiva in questo ambito nonch\u00e9 al <strong>legame fra difesa dell\u2019ambiente e un assetto di coesistenza pacifica<\/strong> nella regione ha spinto <strong><a href=\"https:\/\/ecopeaceme.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ecopeace Middle East<\/a><\/strong> \u2013 l\u2019unica Ong trilaterale, israelo-palestinese-giordana attiva sul campo da oltre venti anni \u2013 a proporre un <strong>piano d\u2019azione articolato detto \u201cgreen-blue deal\u201d<\/strong> illustrato anche alla\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/cop26-i-primi-giorni-di-summit-tra-luci-e-ombre\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cop26<\/a>,<\/strong>\u00a0la Conferenza sul clima di Glasgow. La dimensione \u201cgreen\u201d riguarda lo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/giornata-mondiale-dellambiente-parla-guterres\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>sviluppo di energie rinnovabili<\/strong><\/a> al fine di ridurre i danni da emissioni di CO2; quella \u201cblue\u201d concerne <strong>l\u2019acqua, le modalit\u00e0 con cui produrre e distribuire risorse idriche in quella parte del Medio Oriente.<\/strong> Si noti che un\u2019intesa sull\u2019acqua \u00e8 stata <strong>parte integrante dei negoziati<\/strong> che precedettero e seguirono il <strong>trattato di pace di Oslo del 1993.<\/strong><\/p>\n<p>Il piano, audace nei contenuti e nelle finalit\u00e0, va assai al di l\u00e0 di quanto Ecopeace ha fino ad ora concorso ad attuare, in particolare la <strong>riabilitazione del fiume Giordano<\/strong>, attraverso il <strong>trattamento delle acque reflue<\/strong> e il trasferimento di acque pulite dal lago di Tiberiade. Esso si compone di pi\u00f9 parti<strong>, esige corposi investimenti finanziari e un impegno cooperativo<\/strong>. Le premesse sono peraltro positive perch\u00e9 iniziative precedenti dimostrano come in materia di ambiente in quella parte del Medio Oriente cos\u00ec geofisicamente interconnessa <strong>il gioco non \u00e8 \u201ca somma zero\u201d <\/strong>\u2013 vi \u00e8 infatti una confluenza positiva di interessi e benefici; infine, la protezione dell\u2019ambiente \u00e8 anche uno strumento efficace di coesistenza e pace. \u00a0I diritti dei palestinesi a risorse idriche adeguate potrebbero essere conseguiti senza ridurre la disponibilit\u00e0 di acqua per gli israeliani: si dovrebbe <strong>consentire ai palestinesi di accrescere l\u2019estrazione da falde acquifere<\/strong> mentre Israele la riduce nel proprio territorio e accentua la desalinizzazione che gi\u00e0 <strong>assicura quasi il 70% del fabbisogno di acqua potabile del paese.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Barattare l\u2019acqua con il sole<\/strong><br \/>\nL\u2019essenza e l\u2019originalit\u00e0 del progetto risiedono nello <strong>scambio fra energia solare e acqua<\/strong>. La Giordania con le sue vaste aree desertiche gode di vantaggi comparativi nella produzione di energia solare, sostenuta finanziariamente da contributi della Banca europea degli investimenti (Eib) e dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Ebrd).<\/p>\n<p>Israele e Palestina godono di <strong>vantaggi rispetto alla Giordania data la loro contiguit\u00e0 con le coste del Mediterraneo<\/strong> nel produrre acqua potabile attraverso tecnologie di desalinizzazione. La Ue sta contribuendo con <strong>ingenti investimenti alla costruzione di un impianto del genere nella striscia di Gaza<\/strong>. La Palestina diventerebbe cos\u00ec <strong>meno dipendente da Israele per forniture di energia solare e acqua<\/strong>. Inoltre, il Congresso e l\u2019Amministrazione americani hanno introdotto il Middle East Partnership for Peace Act (Meppa) \u2013 che stanzia <strong>250 milioni di dollari da destinarsi su un orizzonte di 5 anni in parte allo sviluppo economico del settore privato palestinese<\/strong> e in parte ad iniziative di \u201cpeople-to-people\u201d da svolgersi sotto l\u2019egida di Ong israelo-palestinesi. Parte di questi finanziamenti potrebbero essere erogati a progetti di carattere ambientale.<\/p>\n<p>Nello scambio che Ecopeace promuove l\u2019energia solare prodotta dalla Giordania potrebbe essere ceduta in parte alle reti israeliane e palestinesi. Gli impianti di desalinizzazione in Israele e in Palestina (Gaza) alimentati da energia solare potrebbero <strong>rifornire di acqua le fonti locali e altres\u00ec alleviare la scarsit\u00e0 di risorse idriche in Giordania<\/strong>. Impianti di trattamento di acque reflue in Palestina e Giordania e produzioni agricole mosse da energia solare potrebbero inoltre consentire un aumento cospicuo nella produzione alimentare.<\/p>\n<p><small><em>Foto di copertina EPA\/JIM HOLLANDER<\/em><small><\/small><\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019attenzione al degrado ambientale e alle misure necessarie per contenere gli effetti avversi dei mutamenti climatici \u00e8 tardiva e ancora assai limitata in Medio Oriente. Eppure, le statistiche disponibili dipingono una realt\u00e0 molto preoccupante. 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