{"id":90474,"date":"2021-11-17T07:03:39","date_gmt":"2021-11-17T06:03:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=90474"},"modified":"2021-11-17T07:20:50","modified_gmt":"2021-11-17T06:20:50","slug":"in-italia-cresce-lapprensione-per-lascesa-della-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/in-italia-cresce-lapprensione-per-lascesa-della-cina\/","title":{"rendered":"In Italia cresce l\u2019apprensione per l\u2019ascesa della Cina"},"content":{"rendered":"<p><strong>Mario Draghi<\/strong>\u00a0a palazzo Chigi ha dato un <strong>forte segnale di rilancio dell\u2019Italia nelle alleanze storiche<\/strong>. Una linea europeista ed atlantista, sostenuta \u2013 anche se con varie sfumature \u2013 da tutti i componenti dell\u2019<strong>ampia coalizione di governo<\/strong>. A giudicare dalle dichiarazioni dei leader di partito, sembrano un lontano ricordo le <strong>posizioni ambigue del Movimento 5 Stelle <\/strong>(M5s) <strong>verso la Cina<\/strong> che portarono il governo giallo-verde di allora a siglare <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/xi-roma-globalismo-cinese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il Memorandum d&#8217;intesa con Pechino<\/a> sull\u2019adesione dell\u2019Italia alla <span style=\"font-style: normal !msorm;\"><em>Belt and Road <\/em><\/span><em>Initiative<\/em> (Bri) nel 2019.<\/p>\n<p>Il raffreddamento della politica italiana nei confronti della Cina non \u00e8 un fenomeno relegato ai palazzi del governo. Lo dimostrano i risultati dell\u2019<strong>ultima indagine demoscopica <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/gli-italiani-e-la-politica-estera-2021\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cGli italiani e la politica estera 2021\u201d<\/a> <\/strong>condotta dall\u2019Istituto Affari Internazionali e dal Laboratorio Analisi Politiche e Sociali (Laps) dell\u2019Universit\u00e0 di Siena, con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo. I dati confermano la <strong>crescente diffidenza dell\u2019opinione pubblica nei confronti della Cina<\/strong>, un trend gi\u00e0 registrato nell\u2019<a href=\"https:\/\/www.iai.it\/en\/pubblicazioni\/gli-italiani-e-la-politica-estera-2020\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">edizione 2020<\/a>.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-90493 alignleft\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/1-300x169.png\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/1-300x169.png 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/1-768x432.png 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/1-1024x576.png 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/1-495x278.png 495w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/1-360x203.png 360w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/1-125x70.png 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/1-850x480.png 850w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/1.png 1600w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/>Giudizio negativo anche su Xi<\/strong><br \/>\nComplice il <strong>deterioramento delle relazioni di Pechino con Unione europea e Stati Uniti<\/strong>, si \u00e8 acuita negli italiani la preoccupazione per l\u2019ascesa della Cina come potenza globale. Su una scala da 0 a 10 della percezione della minacce, il dato medio del campione \u00e8 di 6,8 (pari al 59%). <strong>Un aumento considerevole<\/strong> se si pensa che lo stesso dato si attestava a 5,7 nel 2018 e a 6,1 nel 2020.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 critica l\u2019opinione degli italiani <strong>nei confronti del presidente cinese Xi Jinping<\/strong>. Su una scala da zero a dieci, dove lo zero rappresenta un sentimento \u201cmolto negativo e sfavorevole\u201d e dieci uno \u201cmolto positivo e favorevole\u201d, Xi raggiunge un magro 3,8 recuperando solo qualche centesimo dal dato dello scorso anno (3,6). <strong>Va notato per\u00f2 che nel sondaggio non raggiungono la sufficienza neanche Joe Biden<\/strong>, che ottiene il 4,7, Emmanuel Macron (4,5) e Boris Johnson (4,4). <strong>Peggio di Xi solamente il presidente turco Rycep Tayyip Erdo\u011fan<\/strong> (3).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-90494 alignright\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2-1-300x169.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2-1-300x169.png 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2-1-768x432.png 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2-1-1024x576.png 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2-1-495x278.png 495w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2-1-360x203.png 360w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2-1-125x70.png 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2-1-850x480.png 850w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2-1.png 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Il giudizio negativo sulla Cina nel panorama globale si ripercuote anche sulla<strong> percezione degli italiani dei rapporti bilaterali tra Roma e Pechino<\/strong>. Chiamati a giudicare l\u2019influenza della Cina in Italia, il 67% del campione ritiene eccessiva l\u2019influenza economica cinese e il 64% quella politica. Entrambi i dati sono in forte aumento rispetto alle rilevazioni effettuate nel 2020, quando il 48% del campione aveva giudicato eccessiva l\u2019influenza economica e il 51% quella politica.<\/p>\n<p>Si direbbe dunque che la linea politica di Draghi verso Pechino sia in sintonia con il <strong>crescente sentimento negativo dell\u2019opinione pubblica nei confronti della Cina<\/strong>. Tuttavia, il giudizio su come il governo Draghi ha gestito i rapporti bilaterali non raggiunge la sufficienza, attestandosi al 5,2 in una scala da 0 a 10. Non solo, il risultato \u00e8 addirittura di poco inferiore al giudizio espresso sul governo Conte II nel 2020 (5,4).<\/p>\n<p><strong>Dubbi sullo scontro Usa-Cina<\/strong><br \/>\nMa quale posizione dovrebbe prendere l\u2019Italia di fronte allo scontro Usa-Cina? Fra gli italiani <strong>cresce il fronte di quanti ritengono necessario rimanere ancorati all\u2019Europa come alternativa alle due superpotenze<\/strong>: circa il 44% del campione contro il 39% registrato nel 2020. Diminuiscono invece i sostenitori di una posizione del tutto autonoma dell\u2019Italia (28% rispetto al 35% dello scorso anno). Aumentano poi quanti vorrebbero un rafforzamento del legame con Washington in funzione anti-cinese (passati dal 12% al 19%) mentre si registra un calo di chi invece auspica un rafforzamento dei rapporti con la Cina in funzione anti-statunitense (dal 14% al 9%).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-90496 alignleft\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/4-1-300x169.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/4-1-300x169.png 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/4-1-768x432.png 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/4-1-1024x576.png 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/4-1-495x278.png 495w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/4-1-360x203.png 360w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/4-1-125x70.png 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/4-1-850x480.png 850w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/4-1.png 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Secondo un\u2019ampia maggioranza dell\u2019opinione pubblica, di fronte alla contrapposizione Usa-Cina, l\u2019Italia dovrebbe quindi agire al fianco dell\u2019Unione o da sola. Questo orientamento trova conferma anche nella <strong>quota relativamente alta di italiani che mostra diffidenza nei confronti della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/la-politica-estera-di-biden-tutto-come-prima\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cAlleanza delle democrazie\u201d<\/a><\/strong> proposta dal presidente Usa Biden. Una larga maggioranza del campione (quasi tre quarti) sarebbe in linea di massima favorevole alla proposta, ma il 34% di questi vorrebbe che l\u2019Italia aderisse a questo tipo di iniziative a patto che siano slegate dalla guida americana. Contrario alla partecipazione solo il 27% del campione.<\/p>\n<p><strong>L\u2019approccio di Draghi e la svolta atlantista del M5S<\/strong><br \/>\nProprio sulle relazioni con Pechino, Draghi ha nell\u2019ultimo anno compiuto un deciso cambio di passo. Parlando della Cina, a margine del G7 di giugno, <strong>Draghi aveva <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2021\/06\/13\/news\/draghi_g7_clima_accordo-305858966\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">descritto<\/a> il Paese come<\/strong> \u201cun\u2019autocrazia che non aderisce alle regole multilaterali e non condivide la stessa visione del mondo delle democrazie\u201d. Il presidente del Consiglio aveva dunque proposto di adottare un <strong>approccio realista<\/strong> che preveda si la cooperazione ma anche franchezza sui punti inaccettabili.<\/p>\n<p>In merito alle relazioni bilaterali, Draghi aveva anche espresso <strong><a href=\"https:\/\/formiche.net\/2021\/06\/draghi-g7-via-della-seta-cina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019intenzione di voler rivedere<\/a> l\u2019accordo sulla Bri<\/strong> siglato nel 2019. Tale dichiarazione non ha finora avuto seguito, ma il nuovo esecutivo ha dimostrato nei fatti di voler sottoporre a un pi\u00f9 attento scrutinio le relazioni con Pechino. Nel corso degli ultimi mesi, <strong>il governo ha <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2021\/05\/31\/news\/il_governo_a_vodafone_forniture_da_huawei_per_il_5g_solo_a_queste_condizioni_-303666819\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">esercitato i poteri speciali<\/a><\/strong> del <em>Golden Power<\/em> per fermare le collaborazioni Linkem-Huawei-ZTE per il 5G e <strong><a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/article\/shenzhen-lpe-draghi-idITKBN2BW21D\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019acquisto<\/a> della societ\u00e0 di semiconduttori Lpe<\/strong> da parte della Shenzhen Investment Holding.<strong> Secondo <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/iveco-salta-trattativa-i-cinesi-faw-AEYdKoB\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">indiscrezioni<\/a><\/strong>, il governo avrebbe anche spinto per evitare la cessione di Iveco al gruppo cinese Faw.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-90495 alignright\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/3-1-300x169.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/3-1-300x169.png 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/3-1-768x432.png 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/3-1-1024x576.png 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/3-1-495x278.png 495w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/3-1-360x203.png 360w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/3-1-125x70.png 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/3-1-850x480.png 850w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/3-1.png 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Toni decisamente pi\u00f9 freddi provengono anche da parte del M5s, che peraltro aveva dato segno di aver diminuito l\u2019entusiasmo nei confronti di Pechino gi\u00e0 durante il governo Conte II. Ne sono una prova le dichiarazioni di uno dei leader pi\u00f9 importanti del partito, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Nei mesi scorsi <strong>Di Maio ha <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/il-segretario-stato-usa-blinken-italia-negoziati-presenza-israele-e-papa-AERjeQT\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">affermato<\/a> che le relazioni con gli Stati Uniti sono di gran lunga pi\u00f9 importanti di quelle con Pechino<\/strong>, mentre in diverse occasioni non ha mancato di criticare la Cina su dossier come il rispetto dei diritti umani e il mantenimento degli impegni in ambito ambientale.<\/p>\n<p>Cambiamento, quello del M5S, che \u00e8 possibile riscontrare anche nelle <strong>posizioni del partito in sede europea<\/strong>. Fabio Massimo Castaldo, vicepresidente del Parlamento europeo, ha denunciato pi\u00f9 volte l\u2019aggressivit\u00e0 cinese, ad esempio in occasione delle sanzioni di Pechino contro gli europarlamentari in ritorsione alle misure Ue contro funzionari cinesi o delle incursioni aeree nello spazio aereo di\u00a0 Taiwan. A settembre, inoltre, il M5S ha votato a favore del rapporto della commissione Affari esteri del Parlamento europeo che chiede il rafforzamento dei rapporti con <strong>Taiwan<\/strong>.<\/p>\n<p><small><em>Foto di copertina ANSA\/ANGELO CARCONI<\/em><small><\/small><\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mario Draghi\u00a0a palazzo Chigi ha dato un forte segnale di rilancio dell\u2019Italia nelle alleanze storiche. Una linea europeista ed atlantista, sostenuta \u2013 anche se con varie sfumature \u2013 da tutti i componenti dell\u2019ampia coalizione di governo. 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