{"id":90549,"date":"2021-11-22T08:32:12","date_gmt":"2021-11-22T07:32:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=90549"},"modified":"2021-11-26T08:42:03","modified_gmt":"2021-11-26T07:42:03","slug":"austria-e-germania-alla-prova-della-quarta-ondata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/austria-e-germania-alla-prova-della-quarta-ondata\/","title":{"rendered":"Austria e Germania alla prova della quarta ondata"},"content":{"rendered":"<p><strong>In Austria \u00e8 tornato il lockdown generale<\/strong>. Le nuove restrizioni, annunciate il 19 novembre, dureranno per tre settimane e proseguiranno successivamente solo per i non-vaccinati. <strong>Di fatto si tratta di un ritorno alle regole di un anno fa<\/strong>, prima dell\u2019avvento dei vaccini: chiusura di alberghi, ristoranti, teatri, musei, negozi (esclusi i supermercati), home office e <strong>coprifuoco<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Le scuole resteranno aperte<\/strong> per non mettere in difficolt\u00e0 i genitori che lavorano, ma offriranno la DaD, soluzione consigliata per chi potr\u00e0 gestirla in autonomia. In Germania la normativa varia da Land a Land, a seconda della percentuale di pazienti ricoverati rispetto alla popolazione. <strong>Il lockdown all&#8217;austriaca vige al momento solo in alcuni distretti della Baviera<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il primato dei Paesi continentali<\/strong><br \/>\nL&#8217;Austria, ha oggi un primato &#8211; superata, di misura, solo dalla <strong>Slovenia<\/strong> &#8211; nella rapidit\u00e0 di diffusione del contagio: <strong>l&#8217;incidenza settimanale del Covid-19 \u00e8 arrivata a quota 1000 casi ogni 100 mila abitanti<\/strong>, circa 10 volte il tasso di contagi attuale in Italia e Portogallo, 15 volte quello della Spagna. A Vienna l\u2019incidenza si attesta su 500 casi positivi settimanali, ma in Alta Austria supera 1500 e nella regione di Salisburgo \u00e8 oltre 1600. Si stima che le cifre reali siano circa due o tre volte pi\u00f9 alte.<\/p>\n<p>L\u2019Austria \u00e8 il Paese che, insieme alla Germania, aveva fronteggiato con successo la prima ondata Covid nel 2020 con <strong>700 morti nei primi quattro mesi di pandemia<\/strong>, contro gli attuali 271 in una settimana e 61 registrati il 17 novembre.<br \/>\n<strong>Altrettanto allarmata \u00e8 la Germania<\/strong>, anche se i numeri sono al momento meno impressionanti: l&#8217;incidenza \u00e8 a un terzo di quella austriaca, ma con punte intorno a <strong>600 casi positivi ogni 100 mila abitanti in Baviera<\/strong>, <strong>Sassonia e Turingia<\/strong>.<\/p>\n<p>In entrambi i Paesi gli esperti ritengono che la crescita possa solo essere frenata ma non fermata. In alcune regioni il sovraffollamento degli ospedali e la saturazione dei reparti di terapia intensiva si raggiungeranno gi\u00e0 la settimana prossima, con la conseguenza che <strong>saranno rimandati gli interventi chirurgici non urgenti<\/strong>. Sono gi\u00e0 in corso preparativi per il trasferimento di malati in altre regioni e <strong>si comincia a parlare di triage<\/strong>, ovvero della necessit\u00e0 per i medici di scegliere a chi negare un posto in terapia intensiva.<\/p>\n<p><strong>La situazione dei contagi in Europa: un confronto<\/strong><br \/>\nI ruoli sono dunque invertiti rispetto all&#8217;anno scorso: i Paesi germanofoni &#8211; anche la Svizzera ha numeri simili a quelli della Germania &#8211; guardano con invidia o meraviglia alla situazione di Italia, Spagna e Portogallo, che nel 2020 erano stati travolti dalla pandemia. Ci si pu\u00f2 interrogare sulle cause di questa situazione.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 di ordine psicologico e politico: dove la malattia era stata in passato tenuta sotto controllo la gente era meno spaventata e meno disposta a tollerare a lungo misure eccezionali, pi\u00f9<br \/>\ninsofferente a regole di distanziamento e mascherine. Dall\u2019estate 2021 in poi <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/misure-anti-covid-19-austria-verso-la-de-escalation\/\">la politica si \u00e8 mostrata incline ad assecondare la diffusa voglia di ritorno alla normalit\u00e0<\/a><strong>.<\/strong> <strong>Si \u00e8 omesso di informare che<br \/>\nla protezione data dal vaccino non \u00e8 assoluta e diminuisce col tempo<\/strong>, e che pertanto gli assembramenti restavano pericolosi anche per chi ha il green pass.<br \/>\nAlcuni esponenti politici, soprattutto <strong>liberali tedeschi (Fdp)<\/strong> e <strong>libertari austriaci (Fp\u00f6)<\/strong>, per mostrarsi vicini al popolo e per incoraggiare la ripresa dell&#8217;economia, si sono spinti fino a dichiarare che grazie ai vaccini il Covid-19 era praticamente sconfitto. Questa tendenza a sdrammatizzare \u00e8 stata accentuata durante l&#8217;estate dal clima preelettorale in Germania, nonch\u00e9 in Alta Austria.<\/p>\n<p><strong>Il secondo fattore \u00e8 il basso tasso di vaccinazione pari al 65% in Austria e al 67% in Germania<\/strong> (in Portogallo si attesta invece all\u201987%). A riprova del nesso causale tra maggiore diffusione delle vaccinazioni e minore incidenza del Covid-19, nelle regioni austriache dove il tasso di vaccinazione si ferma al 55% l&#8217;incidenza \u00e8 molto pi\u00f9 alta della media. Non giova la <strong>gratuit\u00e0 dei tamponi<\/strong>, che toglie un incentivo a vaccinarsi.<\/p>\n<p>La diffidenza verso i vaccini \u00e8, come in altri Paesi, fomentata dalle fake news che circolano in rete ma anche dall&#8217;<strong>ideologia individualista e antistatalista dei partiti di destra<\/strong>, estrema o moderata. <strong>In Austria l&#8217;Fp\u00f6 appoggia i movimenti no-vax<\/strong>, con il suo capo <strong>Herbert Kickl<\/strong> &#8211; attualmente in quarantena per Covid &#8211; che rifiuta di vaccinarsi e ha partecipato a manifestazioni anti-green pass. Il leader dei liberali tedeschi, finora all&#8217;opposizione ma prossimamente a capo di un importante ministero, \u00e8 stato fino a ieri un fiero oppositore di qualsiasi discriminazione contro chi sceglie di non vaccinarsi. Tende ora a smussare questa posizione, ma mette l&#8217;accento sulla campagna di somministrazione di terze dosi agli anziani piuttosto che sulle prime dosi ai renitenti, sempre in nome della \u201clibert\u00e0 \u201c.<\/p>\n<p>Nei due Paesi, per ragioni storiche, sono forti le remore contro misure limitative delle libert\u00e0 personali, anche se motivate da situazioni di emergenza, ed <strong>\u00e8 diffusa la convinzione che eventuali sanzioni contro i no-vax non resisterebbero al vaglio delle rispettive Corti costituzionali<\/strong>. Nei dibattiti si \u00e8 ipotizzato l&#8217;obbligo vaccinale per insegnanti e personale sanitario, in quanto giustificato dalla necessit\u00e0 di proteggere i bambini e i malati; ma con tendenza a rinunciarvi per ragioni pratiche, argomentate dal <strong>rischio di dimissioni di circa il 10% di infermieri e insegnanti<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>I partiti e la vaccinazione obbligatoria<\/strong><br \/>\nIn Austria, sia i <strong>Socialisti<\/strong> \u2013 guidati dalla leader e medico <strong>Pamela Rendi-Wagner<\/strong> \u2013 sia il ministro della Salute \u2013 designato dai Verdi \u2013 sono a favore di misure pi\u00f9 rigorose per incrementare il tasso di vaccinazione. I popolari di <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/10\/kurz-si-fa-da-parte-e-nomina-il-successore\/\">Sebastian Kurz<\/a><\/strong>, invece, \u00a0sono stati fin qui fautori di provvedimenti pi\u00f9 blandi e attendisti. La posizione del cancelliere <strong>Alexander Schallenberg<\/strong>, che si \u00e8 espresso in favore del lockdown ma per i soli non vaccinati, \u00e8 stata subito travolta dall&#8217;incalzare delle proiezioni sull&#8217;imminente sovraffollamento degli ospedali e dalle insistenze degli esperti e del Ministro della Salute, discretamente spalleggiato da <strong>Alexander van der Bellen<\/strong>, esponente dei Verdi e attuale presidente della Repubblica austriaca.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;obbligo vaccinale per tutti in Austria<\/strong> <strong>&#8211; una decisione senza precedenti &#8211;\u00a0 dovrebbe scattare solo dal 1\u00b0 febbraio 2022, <\/strong>perch\u00e9 l\u2019operazione richieder\u00e0 un passaggio legislativo e un grosso sforzo organizzativo e di comunicazione. Molti sono gli interrogativi sulle modalit\u00e0 di attuazione e le voci contrarie, con l&#8217;FPOe che denuncia l&#8217;avvento di una \u201cdittatura \u201c.<\/p>\n<p>In <strong>Germania<\/strong> questa ipotesi lascia perplessi anche i virologi che intervengono nei dibattiti. Prevale lo scetticismo circa la possibilit\u00e0 di convincere o costringere il nocciolo duro dei refrattari, per questo si preferisce puntare su coloro che esitano. <strong>Le autorit\u00e0 tedesche si propongono di somministrare circa 27 milioni di vaccinazioni (un milione al giorno) fino Natale<\/strong>, con particolare attenzione al personale delle residenze per anziani, attualmente vaccinato solo al 50%. Un programma considerato ambizioso sul piano logistico come su quello della persuasione, ma indispensabile per non andare incontro ad un disastro nel periodo delle festivit\u00e0.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/CHRISTIAN BRUNA <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Austria \u00e8 tornato il lockdown generale. Le nuove restrizioni, annunciate il 19 novembre, dureranno per tre settimane e proseguiranno successivamente solo per i non-vaccinati. 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