{"id":90561,"date":"2021-11-22T11:07:32","date_gmt":"2021-11-22T10:07:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=90561"},"modified":"2021-11-30T10:59:25","modified_gmt":"2021-11-30T09:59:25","slug":"global-britain-la-difficile-risalita-internazionale-di-londra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/global-britain-la-difficile-risalita-internazionale-di-londra\/","title":{"rendered":"Global Britain: la difficile risalita internazionale di Londra"},"content":{"rendered":"<p>\u201cIl Regno Unito non \u00e8\u00a0affatto un Paese corrotto\u201d. Sono le parole che Boris Johnson non avrebbe voluto pronunciare nel vivo di <strong>Cop26<\/strong>, la conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico. Eppure, con gli occhi del mondo puntati su Glasgow, <strong>il primo ministro britannico si \u00e8\u00a0trovato a dover difendere se stesso<\/strong>, il suo partito e il suo Paese da <strong>accuse di corruzione<\/strong> che hanno rischiato di offuscare, almeno per lui, i\u00a0lavori della conferenza. Non il miglior biglietto da visita per la\u00a0<em>Global Britain<\/em>\u00a0post-Brexit.<\/p>\n<p>Pi\u00f9\u00a0problematiche per Johnson delle difficolt\u00e0 della conferenza sul clima sono le accuse di corruzione, di <em>sleaze<\/em>, al partito conservatore che da settimane dominano le prime pagine dei giornali, con alcuni\u00a0<strong>deputati <em>Tories<\/em><\/strong> <strong>accusati di lobbismo<\/strong> e altri di aver tenuto redditizie consulenze esterne a scapito dei propri elettori.<\/p>\n<p>Lo scandalo \u00e8 insidioso\u00a0per il primo ministro. Innanzitutto perch\u00e9\u00a0rischia di screditarlo agli occhi\u00a0degli\u00a0elettori: alcuni recenti sondaggi mostrano il <strong>Labour in rimonta<\/strong> o addirittura davanti\u00a0ai Tories, per la prima volta da circa un anno.<br \/>\nPoi perch\u00e9,\u00a0prima ancora che\u00a0gli elettori, <strong>Johnson rischia di alienarsi il partito<\/strong>, che \u00e8 pragmaticamente pronto a sostenerlo se garantisse la vittoria alle urne.\u00a0Se questa percezione dovesse venir meno, le sorti\u00a0di\u00a0Johnson potrebbero cambiare. Non siamo ancora a questo punto &#8211; il primo ministro resta un candidato formidabile in campagna elettorale &#8211; ma lo scontento tra alcuni deputati (soprattutto i neo-eletti nelle aree ex-laburiste del Nord-Inghilterra) per come \u00e8 stata gestita la crisi\u00a0comincia a serpeggiare. <strong>\u201cHo guidato la macchina dentro un fossato\u201d<\/strong>, ha ammesso Johnson di fronte al partito in un rarissimo\u00a0mea culpa.<\/p>\n<p><strong>Le ambizioni della Global Britain<\/strong><br \/>\nE poi lo scandalo rischia di offuscare l\u2019immagine della\u00a0<strong><em>Global Britain<\/em><\/strong>\u00a0gi\u00e0\u00a0appannata dai disagi della Brexit, la crisi degli approvvigionamenti, e la fallimentare gestione della pandemia.\u00a0Anche il <strong>taglio del budget annuale per gli aiuti in settori come la salute e l\u2019assistenza al lavoro umanitario<\/strong> ridotto\u00a0dallo 0,7% del PIL\u00a0allo 0,5%, pari circa a 4 miliardi di sterline &#8211; ha danneggiato la reputazione del Regno Unito. Scelta \u201cmoralmente sbagliata e politicamente imprudente. Rompe la parola data e danneggia il nostro\u00a0<em>soft power\u201d<\/em>, aveva detto John Major.<\/p>\n<p>Johnson aveva puntato moltissimo sulla <strong>presidenza di Cop26<\/strong> come un\u2019opportunit\u00e0\u00a0per affermare il ruolo del Regno Unito sulla scena mondiale. Per\u00a0mostrare a tutti il nuovo volto di un Paese \u201cglobale\u201d, finalmente libero dai lacci dell\u2019Unione Europea e in grado di esercitare il suo\u00a0<em>soft power<\/em>, Johnson sperava che Glasgow potesse essere un punto di svolta nella lotta al cambiamento climatico.<\/p>\n<p>Il premier\u00a0aveva coniato uno dei suoi slogan a effetto, questa volta non le classiche tre parole, ma quattro,\u00a0<strong>le chiavi per combattere il cambiamento climatico<\/strong>: \u201ccash, coal, cars and trees\u201d \u2013 ovvero soldi, carbone, auto e alberi. E la conferenza era partita con messaggi toccanti come quello del naturalista <strong>David Attenborough<\/strong>, la visita glamour\u00a0dei reali <strong>William e Kate<\/strong>,\u00a0un video-discorso della Regina &#8211; e soprattutto con\u00a0iniziative\u00a0ambiziose su deforestazione, tagli\u00a0ai sussidi sul carbone e altro.<\/p>\n<p><strong>Una presidenza sottotono<\/strong><br \/>\nMa dopo quasi due settimane\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/cop26-il-bilancio-degli-accordi-di-glasgow\/\">la Cop si \u00e8\u00a0conclusa in maniera deludente<\/a>,\u00a0con <strong>Alok Sharma<\/strong>, l\u2019uomo scelto da Johnson per presiedere la conferenza, quasi in lacrime al momento di presentare alla stampa i risultati delle negoziazioni. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/cop26-i-primi-giorni-di-summit-tra-luci-e-ombre\/\">Non che non siano stati fatti progressi<\/a> &#8211; dai fondi destinati alle economie meno avanzate per fronteggiare gli effetti devastanti del riscaldamento globale agli impegni per il taglio delle emissioni &#8211; ma <strong>le obiezioni di Cina e India hanno costretto ad annacquare impegni vitali sul carbone<\/strong>. E sulle emissioni, le promesse fatte, se anche\u00a0fossero mantenute da tutti, non basterebbero a garantire un aumento inferiore ai 2.4 gradi centigradi entro l\u2019anno\u00a02100.<\/p>\n<p>Se l\u2019obiettivo di contenere l\u2019aumento delle temperature entro 1.5 gradi\u00a0\u201crimane\u00a0in vita\u201d, come ha detto Sharma, certamente non gode di\u00a0buona salute. O, per dirla con <strong>Ed Miliband<\/strong>, \u00e8 in \u201cterapia intensiva\u201d. Non un fallimento, dunque,\u00a0ma nemmeno un trionfo. E <strong>a Johnson \u00e8\u00a0mancato il colpaccio diplomatico sperato<\/strong>, il <em>breakthrough<\/em> che poteva rendere Glasgow un momento storico. Certo, non si pu\u00f2\u00a0imputare a lui la colpa di un processo negoziale che ha fallito tante altre volte. \u201cIn un certo senso, Boris Johnson \u00e8 stato l&#8217;ospite perfetto per la Cop26. Il primo ministro britannico \u00e8 specializzato in ottimismo infondato e vane\u00a0promesse. Il vertice sul clima di Glasgow ha prodotto entrambi\u00a0in abbondanza\u201d, ha scritto, impietoso, il\u00a0<strong><em>Financial Times<\/em><\/strong>\u00a0al termine della conferenza.<\/p>\n<p>Il 2021 doveva sancire, nella visione di\u00a0Boris Johnson, <strong>la rinascita del Paese<\/strong> con l\u2019uscita dalla pandemia, la ripresa economica,\u00a0e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/lombra-della-brexit-sul-g7-di-boris-johnson\/\">la presidenza del G7<\/a> e della Cop. Doveva aiutare a definire finalmente la\u00a0<em>Global Britain<\/em>. Ci sono stati eventi importanti\u00a0come il G7 in Cornovaglia con la presenza della Regina, o <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/09\/aukus-il-fronte-anglosassone-nel-pacifico-che-esclude-la-francia\/\">l\u2019accordo trilaterale per la sicurezza\u00a0con l\u2019Australia e gli Usa<\/a>\u00a0che tanto ha fatto infuriare la Francia.\u00a0L\u2019aumento dei contagi, nonostante i vaccini, sta rallentando\u00a0la ripresa\u00a0e\u00a0domina\u00a0le energie del governo, unito al risultato della conferenza sul clima hanno fatto capire alla\u00a0<em>Global Britain<\/em>\u00a0quanto sia difficile trovare la propria voce, e farla sentire, al resto del mondo.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/ROBERT PERRY <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl Regno Unito non \u00e8\u00a0affatto un Paese corrotto\u201d. 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