{"id":90607,"date":"2021-11-26T08:38:11","date_gmt":"2021-11-26T07:38:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=90607"},"modified":"2021-12-07T11:38:10","modified_gmt":"2021-12-07T10:38:10","slug":"il-trattato-del-quirinale-inaugura-la-nuova-cooperazione-tra-italia-e-francia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/il-trattato-del-quirinale-inaugura-la-nuova-cooperazione-tra-italia-e-francia\/","title":{"rendered":"Il Trattato del Quirinale inaugura la nuova cooperazione tra Italia e Francia"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019espressione &#8220;<strong>Trattato del Quirinale&#8221;<\/strong>\u00a0\u00e8 ambiziosa perch\u00e9 fa pensare al <strong>&#8220;Trattato dell\u2019Eliseo&#8221;<\/strong>, firmato nel 1963 dal presidente Charles De Gaulle e dal cancelliere Konrad Adenauer. Quel documento ha contribuito a cambiare la storia europea, propiziando una fase di proficua e intensa collaborazione bilaterale, poi confermata dai fatti, malgrado le diverse stagioni politiche.<\/p>\n<p><strong>L\u2019idea di un rapporto privilegiato<\/strong> si \u00e8 materializzata in una serie di &#8220;coppie&#8221; altamente simboliche: da <strong>De Gaulle-Adenauer<\/strong> a <strong>Macron-Merkel<\/strong>, passando per <strong>Giscard-Schmidt<\/strong> e soprattutto <strong>Mitterrand-Kohl<\/strong>. In alcuni casi i dissapori non sono affatto mancati, ma i dispositivi del dialogo e del rapporto bilaterale hanno sempre retto gli urti degli interessi politici talvolta contrastanti. Su questo terreno c\u2019\u00e8 il vero punto interrogativo che scaturisce dal <strong>nuovo trattato italo-francese<\/strong>. <strong>Regger\u00e0 all\u2019impatto delle alternanze politiche?<\/strong> Sul piano formale regger\u00e0 di sicuro, nel senso che non verr\u00e0 cancellato. Ma, in caso di pioggia o di tempesta, potrebbe finire in un cassetto.<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;intesa per superare le tensioni<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/italia-francia-elezioni-europee\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L\u2019estrema asprezza delle polemiche franco-italiane<\/a> all\u2019epoca del <strong>governo Conte I<\/strong> \u00e8 storia assai recente. Storia di dissapori tra il ministro italiano dell\u2019Interno e le autorit\u00e0 transalpine, di ritiro dell\u2019ambasciatore francese e di tanto altro ancora. Compresa la frase pronunciata dall\u2019allora portavoce del partito macronista Lrem\u00a0<strong>Gabriel Attal<\/strong>\u00a0: &#8220;<em>Ce que fait le gouvernement italien est immonde&#8221;<\/em>. Parlando della vicenda &#8220;<strong>Aquarius&#8221;<\/strong>, Attal disse che certe scelte italiane lo facevano &#8220;vomitare&#8221;. Oggi Attal ha fatto carriera ed \u00e8 portavoce ufficiale del governo. Sarebbe interessante sapere come reagir\u00e0 nel caso di una nuova svolta della politica italiana.<\/p>\n<p>Un altro punto che ispira prudenza \u2013 insieme al compiacimento per la conclusione del Trattato \u2013 sta nel fatto che <strong>il testo cammina sulle due gambe dei valori condivisi e dei buoni propositi di collaborazione<\/strong>. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/04\/il-trattato-bilaterale-fra-italia-e-francia-rappresenta-unopportunita-per-leuropa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">I valori condivisi sono quelli alla base dell\u2019Unione europea<\/a>. Condivisi sono oggi e, per fortuna, gi\u00e0 lo erano ieri. I buoni propositi sono tanti, ma attendono una verifica alla prova dei fatti. <strong>Nel campo della cooperazione economica gli attriti sono stati numerosi negli ultimi decenni<\/strong>. I due Paesi sono complementari, ma anche concorrenti. In certi settori hanno interesse a camminare mano nella mano, ma alcune loro scelte di fondo sono diverse. <strong>\u00c8 il caso dell\u2019energia<\/strong>: la Francia ottiene dal nucleare i quattro quinti della propria energia elettrica, mentre l\u2019Italia ha rifiutato il nucleare per via referendaria.<\/p>\n<p>I due Paesi partono da filosofie diverse, bench\u00e9 accomunate da un elemento fondamentale, ribadito dal Trattato: <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/cop26-il-bilancio-degli-accordi-di-glasgow\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>l\u2019impegno per la lotta ai cambiamenti climatici<\/strong><\/a> e a tutto ci\u00f2 che contribuisce a determinarli.<\/p>\n<p><strong>I settori interessati<\/strong><br \/>\nLa parte forse pi\u00f9 promettente dell\u2019attuale iniziativa franco-italiana riguarda la <strong>politica estera, la difesa e la sicurezza<\/strong>. I due Paesi vogliono, e per certi aspetti devono, collaborare sempre pi\u00f9 strettamente, in un contesto globale che vede gli orizzonti strategici degli Stati Uniti spostarsi dall\u2019area Europa-Mediterraneo verso quella Asia-Pacifico. <strong>Se vogliamo la nostra sicurezza, dobbiamo investire di pi\u00f9 in prima persona<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019attuale <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/libia-il-ritorno-di-un-gheddafi-e-i-rischi-di-un-voto-capestro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">crisi libica<\/a> \u00e8 un test concreto della possibilit\u00e0 di applicare le intenzioni espresse col &#8220;Trattato del Quirinale&#8221;. I temi dell\u2019economia e della sicurezza hanno un nesso nel <strong>comune impegno nel settore dei satelliti e della loro messa in orbita<\/strong>. Restano per\u00f2 punti interrogativi in campo aerospaziale, vista l\u2019assenza (ormai da mezzo secolo) dell\u2019Italia da Airbus e visti i diversi orientamenti a proposito dei futuri aerei militari.<\/p>\n<p><strong>Un altro test per le relazioni bilaterali \u00e8 al confine tra i due Paesi<\/strong>. Oggi, polizia e dogane francesi effettuano regolari controlli sui treni in arrivo dall\u2019Italia e capita che anche i passeggeri dei voli dalla nostra Penisola siano sottoposti in Francia a controlli dei documenti, come se giungessero da una zona extra-Schengen. Vedremo se il Trattato avr\u00e0 o meno concrete conseguenze su questo terreno.<\/p>\n<p><strong>Oggi le relazioni italo-francesi sono molto buone<\/strong> e, in questo contesto, la firma del &#8220;Trattato del Quirinale&#8221; sembra la classica ciliegina sulla torta. <strong>In futuro moltissimo dipender\u00e0 dalla politica interna<\/strong>. Resta da capire \u2013 ma questo non possiamo dirlo oggi \u2013 se il nuovo documento sar\u00e0 un input per intensificare la cooperazione indipendentemente dagli assetti politici nazionali. \u00c8 possibile ed auspicabile. Ma non \u00e8 affatto scontato.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/QUIRINALE PALACE PRESS OFFICE<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019espressione &#8220;Trattato del Quirinale&#8221;\u00a0\u00e8 ambiziosa perch\u00e9 fa pensare al &#8220;Trattato dell\u2019Eliseo&#8221;, firmato nel 1963 dal presidente Charles De Gaulle e dal cancelliere Konrad Adenauer. Quel documento ha contribuito a cambiare la storia europea, propiziando una fase di proficua e intensa collaborazione bilaterale, poi confermata dai fatti, malgrado le diverse stagioni politiche. 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