{"id":90644,"date":"2021-11-29T02:28:07","date_gmt":"2021-11-29T01:28:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=90644"},"modified":"2021-12-12T10:12:59","modified_gmt":"2021-12-12T09:12:59","slug":"il-rischio-di-una-nuova-escalation-militare-al-confine-tra-russia-e-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/il-rischio-di-una-nuova-escalation-militare-al-confine-tra-russia-e-ucraina\/","title":{"rendered":"Il rischio di una nuova escalation militare al confine tra Russia e Ucraina"},"content":{"rendered":"<p>La settimana scorsa i media internazionali hanno lanciato \u201cbreaking news\u201d su <strong>un&#8217;imminente nuova invasione della Russia in Ucraina<\/strong>. L&#8217;agenzia Bloomberg, citando fonti vicine all&#8217;intelligence statunitense, ha pubblicato la notizia di <strong>circa 90 mila soldati russi concentrati al confine con l&#8217;Ucraina<\/strong>, e di fotografie satellitari di una concentrazione di truppe senza precedenti, con fonti informate che parlavano di un piano di attacco che dovrebbe realizzarsi nel gennaio-febbraio 2022.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ambasciata Usa a Kiev ha avvertito i concittadini di non recarsi nell&#8217;Est del Paese<\/strong>, e di tenersi pronti a eventi imprevisti che possono richiedere un espatrio urgente: in altre parole, a una guerra.<\/p>\n<p><strong>Lo scetticismo di Kiev<\/strong><br \/>\nCuriosamente, gi\u00e0 24 ore dopo una notizia di tale entit\u00e0 era sparita dai titoli del giorno, e tre giorni dopo il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky<\/strong> non si \u00e8 dilungato troppo sulla minaccia di un intervento russo, limitandosi a dichiarare che non lo considera pi\u00f9 imminente di quanto lo fosse nell&#8217;aprile scorso, quando Mosca aveva concentrato le truppe al confine. Quella escalation si era poi scoperta una carta che il Cremlino aveva giocato in attesa di aprire un negoziato con <strong>l&#8217;amministrazione Biden<\/strong>, un avvertimento a non oltrepassare quelle che Vladimir Putin considera delle \u201clinee rosse\u201d da non superare nell&#8217;integrazione di Kiev nello spazio euro-atlantico.<\/p>\n<p>Anche all&#8217;epoca Zelensky si era mostrato cautamente scettico, contrariamente alla tradizione di Kiev, dettata anche dal fatto che <strong>la sicurezza ucraina dipende, dopo l&#8217;annessione della Crimea e l&#8217;invasione del Donbass nel 2014, dall&#8217;assistenza militare soprattutto americana,<\/strong> e dall&#8217;attenzione costante della comunit\u00e0 internazionale. Siamo dunque di fronte a una situazione molto insolita: in presenza di un massiccio assembramento di truppe, denunciato da fonti pi\u00f9 che autorevoli, i probabili aggressori non insistono a negare, e le potenziali vittime sfoggiano un rassicurante scetticismo.<\/p>\n<p><strong>Una guerra non solo ibrida<\/strong><br \/>\nAtteggiamento che potrebbe far pensare a un episodio di guerra \u201cibrida\u201d prima che reale, nel qual caso molte stranezze si spiegano. <strong>La Russia ha tutto l&#8217;interesse a che il mondo si accorga dei movimenti di truppe<\/strong>, per fare sfoggio di muscoli e far pesare il suo ruolo nella maniera che secondo Mosca pi\u00f9 si addice a una grande potenza, con un&#8217;intimidazione sfacciata. Zelensky, che pu\u00f2 mancare di esperienza come politico ma sa benissimo come influenzare l&#8217;opinione pubblica, reagisce logicamente mostrando di non soccombere all&#8217;intimidazione, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/10\/lucraina-cerca-una-nuova-strategia-oltre-il-donbass-e-la-crimea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">per non fare il gioco del suo avversario<\/a>. <strong>A Washington conviene denunciare i movimenti di truppe<\/strong>, sia per bloccare per tempo eventuali piani di invasione russi che per ribadire a loro volte delle \u201cred lines\u201d su una serie di dossier non solo militari, come il <strong>North Stream 2<\/strong>.<\/p>\n<p>Una fuga di notizie potrebbe convenire anche a fazioni interne al Cremlino, che sono al corrente delle pressioni dei \u201cfalchi\u201d che spingono per una guerra non solo ibrida. Qualche settimana fa, l&#8217;ex presidente ed ex premier <strong>Dmitry Medvedev<\/strong>, ora vicesegretario del Consiglio di sicurezza russo, ha firmato un articolo sulle relazioni di Mosca con l&#8217;Ucraina che ha guadagnato poca attenzione mediatica, essenzialmente grazie a un tono che andava oltre l&#8217;offensivo nei confronti degli ucraini in generale e del presidente Zelensky in particolare. Considerato la scarsa rilevanza di Medvedev nelle costellazioni di potere del Cremlino, quasi nessuno ha preso sul serio la conclusione strategica cui giunge nel suo \u201carticolo programmatico\u201d: <strong>lasciare l&#8217;Ucraina in pace e non compiere mosse per riportarla nell&#8217;orbita russa<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Le aspirazioni dei \u201cfalchi\u201d russi<\/strong><br \/>\nUn messaggio stranamente \u201cpacifista\u201d, che collide con le teorizzazioni dei \u201cfalchi\u201d e dello stesso <strong>Vladimir Putin<\/strong>, che ha teorizzato in un saggio di qualche mese fa che gli ucraini e i russi sono \u201cin fondo lo stesso popolo\u201d, e che l&#8217;Ucraina si \u00e8 appropriata di terre storicamente russe. Una <strong>narrativa revanscista pericolosa<\/strong>, unita alla retorica \u2013 ripetuta soltanto pochi giorni fa da <strong>Nikolay Patrushev<\/strong>, capo del Consiglio di sicurezza, ex capo dell&#8217;Fsb e uno degli uomini pi\u00f9 vicini al presidente russo \u2013 su un&#8217;Ucraina \u201cprotettorato dell&#8217;Occidente, che ha distrutto la sua economia, ridotto in miseria e privato di diritti la sua popolazione\u201d.<\/p>\n<p>Lo scontro sull&#8217;intervenire o meno in Ucraina dunque esiste, \u00e8 vero, almeno nella retorica, e in un contesto dove l&#8217;inquilino del Cremlino si mostra sempre pi\u00f9 spesso non soltanto il committente, ma anche il consumatore principale della propaganda, non \u00e8 escluso che non sia soltanto retorica. <strong>Le basi teoriche per giustificare un&#8217;invasione russa sono gi\u00e0 state create<\/strong>: un territorio sottratto alla Russia, un popolo \u201cfratello\u201d che soffre sotto il giogo degli occidentali, una minaccia militare presentata come sempre pi\u00f9 diretta (Putin ha menzionato di recente il rischio di manovre e basi Nato in territorio ucraino) e un progetto neoimperialista e postsovietico che senza l&#8217;Ucraina non sarebbe fattibile.<\/p>\n<p>Le basi pratiche di questo progetto vengono gettate in questi giorni nelle foreste a ovest e a nord dei confini ucraini, dove gli esperti militari hanno rilevato una <strong>concentrazione di uomini e armamenti senza precedenti<\/strong>. Ruslan Leviev di Conflict Intelligence Team <a href=\"https:\/\/www.svoboda.org\/a\/ukraina-v-tiskah-putina-nachnet-li-rossiya-novuyu-voynu\/31580383.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dice a Radio Liberty<\/a> che <strong>\u201ctutto il necessario per iniziare i combattimenti c&#8217;\u00e8 gi\u00e0\u201d<\/strong>, e cita artiglieria, razzi multipli, aviazione e le truppe corazzate, una novit\u00e0 rispetto alle offensive precedenti. <strong>Il numero di battaglioni viene stimato come quadruplo rispetto alla guerra del 2014<\/strong>, quando per\u00f2 la Russia aveva sfondato soltanto un tratto di confine a est, mentre ora la concentrazione di truppe pare riguardare una fascia molto pi\u00f9 larga, che fa temere ai militari ucraini che l&#8217;offensiva interesser\u00e0 non soltanto il Donbass, ma anche il sud dalla Crimea e il nord dal confine con la Bielorussia.<\/p>\n<p><strong>Poker geopolitico o conflitto regionale?<\/strong><br \/>\nGli scettici dicono che<strong> la Russia non sarebbe in grado di invadere l\u2019Ucraina<\/strong> \u2013 con 45 milioni di abitanti in stragrande maggioranza ostili a un ritorno alla Russia, e un esercito molto pi\u00f9 preparato rispetto a sette anni fa, quando l&#8217;offensiva dei \u201cvolontari\u201d russi nel Donbass venne bloccata. comunque non reggerebbe il prezzo politico, diplomatico, umano e militare di una guerra. Ci sono dubbi anche sul fatto che <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/la-guerra-ibrida-di-lukashenko-con-il-favore-di-mosca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Aleksandr Lukashenko<\/strong>, per quanto in difficolt\u00e0<\/a>, si presti a fare da piazza d&#8217;armi per le truppe russe.<\/p>\n<p><strong>Yulia Latynina sulla Novaya Gazeta<\/strong> ironizza dicendo che il Cremlino non lancer\u00e0 mai una guerra vera: \u201c<strong>La guerra vera si pu\u00f2 perdere, quella ibrida mai<\/strong>\u201d, afferma, propendendo per un bluff <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/biden-putin-una-stretta-di-mano-per-suggellare-relazioni-mai-cosi-complicate\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">diretto agli Usa<\/a> per avviare un negoziato sulle sorti dell&#8217;Ucraina. Ma c&#8217;\u00e8 anche chi prende la minaccia molto sul serio, come <strong>Pavel Felgenauer<\/strong>, ex consigliere militare di Mikhail Gorbaciov, che si spinge fino a ipotizzare una \u201cguerra regionale su larga scala con rischio di trasformazione in guerra europea o globale con ricorso alle atomiche\u201d. Se fosse un poker \u201cgeopolitico\u201d, il bluff\u00a0 avrebbe dimensioni senza precedenti. Se per\u00f2 non fosse un bluff, sottovalutarlo sarebbe un errore tragico.<\/p>\n<p><small>Foto di copertina EPA\/PRESIDENTIAL PRESS SERVICE<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La settimana scorsa i media internazionali hanno lanciato \u201cbreaking news\u201d su un&#8217;imminente nuova invasione della Russia in Ucraina. 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