{"id":90653,"date":"2021-11-29T03:33:27","date_gmt":"2021-11-29T02:33:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=90653"},"modified":"2021-12-15T07:31:39","modified_gmt":"2021-12-15T06:31:39","slug":"quattro-scenari-per-il-futuro-dellaccordo-nucleare-con-liran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/quattro-scenari-per-il-futuro-dellaccordo-nucleare-con-liran\/","title":{"rendered":"Quattro scenari per il futuro dell\u2019accordo nucleare con l\u2019Iran"},"content":{"rendered":"<p>Dopo una pausa di pi\u00f9 di cinque mesi finalmente <strong>riprendono i negoziati a Vienna per la riattivazione<\/strong> del <em>Joint Comprehensive Plan of Action<\/em> (Jcpoa), il nome ufficiale <strong>dell\u2019accordo nucleare con l\u2019Iran<\/strong>. Il Jcpoa, che l\u2019Iran ha sottoscritto nel luglio 2015 con Francia Germania e Regno Unito pi\u00f9 Cina, Russia e Usa, nonch\u00e9 l\u2019Unione europea (per questo il gruppo \u00e8 noto come <strong>E3\/Ue+3<\/strong>), impone limiti alle attivit\u00e0 nucleari (civili) dell\u2019Iran e ha introdotto <strong>un severo regime di verifica da parte dell\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica (Aiea)<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L\u2019accordo \u00e8 in stato comatoso dopo il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iran-nucleare-rischi-illusione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ritiro unilaterale degli Stati Uniti<\/a><\/strong> e la re-imposizione delle sanzioni ordinata dall\u2019ex presidente Donald Trump nel maggio 2018. In risposta, a partire dal 2019 <strong>l\u2019Iran ha progressivamente ridotto l\u2019osservanza dell\u2019accordo<\/strong>.<\/p>\n<p>Nonostante sia ormai pi\u00f9 un guscio vuoto che altro, l\u2019intesa resta formalmente in piedi, grazie soprattutto alla decisione degli E3 e dell\u2019Ue di continuare a sostenerla dopo il 2018, e dell\u2019Iran di non abbandonarla del tutto; gli iraniani sostengono di essere in violazione del Jcpoa in risposta all\u2019incapacit\u00e0 di europei, russi e cinesi di garantire loro i benefici economici promessi. <strong>Il governo di Teheran non ha tutti i torti<\/strong>, dal momento che <strong>la portata extraterritoriale delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/gli-usa-chiedono-lo-snapback-contro-liran-ma-leuropa-resiste\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sanzioni Usa<\/a><\/strong>\u00a0ha di fatto bloccato, o ridotto al minimo, gli scambi commerciali (seppur legali) con l\u2019Iran di Europa, Russia e Cina.<\/p>\n<p><strong>Da Rouhani a Raisi<\/strong><br \/>\nNella prima parte del 2021 l\u2019Amministrazione Biden si \u00e8 impegnata nel tentativo di definire i termini in base ai quali gli Usa sarebbero tornati nel Jcpoa. Dopo sei round negoziali tra E3\/Ue+3 e Iran a giugno si erano cominciati a intravedere i contorni di un accordo. Ma tutto si \u00e8 fermato dopo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/06\/liran-e-dellultraconservatore-raisi-ma-sul-nucleare-non-ce-alternativa-al-dialogo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>le elezioni presidenziali iraniane<\/strong><\/a>, che hanno visto il <strong>passaggio di consegne tra il moderato Hassan Rouhani<\/strong>, grande promotore dell\u2019accordo, <strong>e il conservatore Ibrahim Raisi<\/strong>, fautore di una linea pi\u00f9 intransigente.<\/p>\n<p>Pur dicendosi disposta a riprendere i negoziati, l\u2019Amministrazione Raisi ha rallentato il processo diplomatico. Nel frattempo ha continuato a presiedere allo sviluppo di attivit\u00e0 proibite dall\u2019accordo. In particolare <strong>l&#8217;Iran ha continuato ad arricchire l\u2019uranio<\/strong>;\u00a0un processo necessario a generare elettricit\u00e0 che tuttavia pu\u00f2 essere convertito a usi militari.<\/p>\n<p>Teheran ha non soltanto accresciuto il suo stock di uranio a basso arricchimento (2-3%, sufficiente per essere impiegato in un reattore), ma anche quello di uranio arricchito al 20% (in teoria necessario per scopi medici, ma proibito dall\u2019accordo) e addirittura al 60% (un livello pericolosamente vicino al 90% necessario per una testata). Ha anche continuato a produrre generazioni di centrifughe, le macchine necessarie all\u2019arricchimento, pi\u00f9 avanzate e in numero maggiore di quanto consentito dal Jcpoa. Soprattutto <strong>l\u2019Iran ha ridotto la cooperazione con l\u2019Aiea<\/strong>, che ha ammesso di non essere pi\u00f9 in grado di verificare con accuratezza lo stato di avanzamento del programma nucleare iraniano.<\/p>\n<p><strong>Le richieste di Teheran<\/strong><br \/>\nI negoziati riprendono quindi in un clima di <strong>generale pessimismo<\/strong>. Gli E3\/Ue+3 vogliono che questo nuovo round di trattative prenda le mosse l\u00ec dove si era interrotto il precedente. L\u2019Iran non si \u00e8 per\u00f2 esposto, preferendo invece insistere su alcune condizioni che ritiene debbano essere soddisfatte perch\u00e9 il Jcpoa possa tornare pienamente in vigore. In particolare, gli iraniani vogliono la <strong>sospensione di tutte le sanzioni<\/strong> adottate dall\u2019Amministrazione Trump; non soltanto cio\u00e8 quelle che erano state sospese in base all\u2019accordo, ma anche molte altre introdotte successivamente. In secondo luogo, <strong>l\u2019Iran vuole una compensazione per i danni economici inflitti dalla politica di \u2018massima pressione\u2019 economica di Trump<\/strong>. Infine Teheran pretende garanzie oggettive che gli Usa non si ritirino nuovamente dall\u2019accordo.<\/p>\n<p>Se il governo iraniano ritiene queste condizioni immodificabili, la trattativa avr\u00e0 vita corta. Se tuttavia definiscono invece una posizione iniziale che necessariamente andrebbe ammorbidendosi nel negoziato, allora <strong>c\u2019\u00e8 qualche speranza<\/strong>. Gran parte del lavoro svolto nei precedenti round negoziali aveva riguardato l\u2019individuazione delle sanzioni Usa incompatibili con il Jcpoa. L\u2019Amministrazione Biden \u00e8 intenzionata a sospendere queste misure (che includono le famigerate sanzioni extraterritoriali, o \u2018secondarie\u2019) ed eventualmente poche altre che Trump ha adottato al solo scopo di rendere la vita pi\u00f9 difficile al suo successore.<\/p>\n<p><strong>Non c\u2019\u00e8 alcuna chance invece che gli americani offrano una compensazione<\/strong> agli iraniani per i danni subiti dal 2018, sebbene siano ipotizzabili meccanismi attraverso i quali l\u2019Iran otterrebbe immediatamente dei benefici economici. Su questo fronte \u00e8 essenziale l\u2019azione degli europei, che potrebbero offrire all\u2019Iran assistenza immediata nella lotta al Covid (purtroppo le sanzioni Usa avevano bloccato anche questa) e offrire linee di credito agevolate.<\/p>\n<p><strong>Dialogo aperto<\/strong><br \/>\nBiden non pu\u00f2 nemmeno garantire contro un altro eventuale ritiro da parte del suo successore. Anche qui per\u00f2 si possono trovare formule intermedie che valgano da garanzia parziale. Gli europei possono impegnarsi formalmente ad attivare le misure anti-coercizione, al cui rafforzamento l\u2019Ue sta lavorando da mesi, qualora gli Usa tornino ad adottare sanzioni extraterritoriali.<\/p>\n<p>In definitiva, <strong>le condizioni tecniche perch\u00e9 il Jcpoa sia riattivato non sono impossibili da soddisfare<\/strong>. Quello che resta da verificare \u00e8 la volont\u00e0 politica delle parti. Dal canto loro, gli E3\/Ue+3 hanno mostrato una rimarchevole unit\u00e0. Gli Usa e gli E3\/Ue si sono coordinati con la Cina e soprattutto con la Russia, che \u00e8 stata molto attiva nei precedenti round negoziali. Molto, forse tutto, dipender\u00e0 quindi dalla capacit\u00e0 delle sei potenze di combinare pressione e incentivi per persuadere l\u2019Iran ad abbandonare pretese chiaramente irricevibili.<\/p>\n<p><strong>Un Jcpoa-minus&#8230;<\/strong><br \/>\nQuali sono dunque le prospettive per il futuro? Possiamo immaginare quattro scenari: la <strong>rottura delle trattative<\/strong>; un <strong>accordo al ribasso<\/strong>, una specie di Jcpoa-<em>minus<\/em>; la<strong> riattivazione del Jcpoa<\/strong> cos\u00ec com\u2019\u00e8 ora; e infine <strong>un\u2019intesa di pi\u00f9 alto livello<\/strong>, un Jcpoa-<em>plus<\/em>.<\/p>\n<p>Il primo scenario \u00e8 del tutto plausibile. Perch\u00e9 si verifichi non \u00e8 nemmeno necessario che le trattative si rompano. Sarebbe sufficiente che non facessero progressi per qualche mese, perch\u00e9 pi\u00f9 si va avanti nel tempo pi\u00f9 il valore specifico del Jcpoa diminuisce. I limiti imposti all\u2019arricchimento, infatti, verranno progressivamente meno tra il 2026 e il 2031. Questo scenario funesto vedrebbe la pressione diplomatica sull\u2019Iran aumentare un po\u2019 da tutte le parti, non solo in America ed Europa ma anche nella regione, dove <strong>i Paesi rivali dell\u2019Iran <\/strong>come Israele e Arabia Saudita<strong> potrebbero spingere per un\u2019azione armata (a guida Usa) contro le infrastrutture nucleari <\/strong>di Teheran. Le stesse <strong>Cina<\/strong> e <strong>Russia<\/strong> non potrebbero offrire piena copertura diplomatica a Teheran, sebbene senz\u2019altro si opporrebbero a un intervento armato.<\/p>\n<p>Dati gli alti costi economici e diplomatici e i rischi elevati, i conservatori iraniani potrebbero avere altro in testa che far deragliare le trattative. L\u2019opzione pi\u00f9 probabile \u00e8 il Jcpoa-<em>minus<\/em>, <strong>un accordo pi\u00f9 limitato nel tempo e che offra all\u2019Iran un alleggerimento economico parziale<\/strong>. Questa soluzione ha un certo <em>appeal<\/em> a Teheran perch\u00e9 la Guida suprema Ali Khamenei, Raisi e la fazione conservatrice al potere non sono interessati a integrare la Repubblica islamica nell\u2019economia mondiale e <strong>potrebbero accontentarsi di tornare a esportare petrolio<\/strong>. Questo accordo sarebbe inoltre sufficiente perch\u00e9 Russia e Cina continuino a investire nelle loro relazioni diplomatiche e di sicurezza (la prima) e politico-economiche (la seconda) con l\u2019Iran.<\/p>\n<p><strong>&#8230; o un Jcpoa-plus?<\/strong><br \/>\nIl terzo scenario, la <strong>riattivazione del Jcpoa<\/strong>, \u00e8 improbabile ma ancora possibile. Il ritiro Usa ha comportato una grave erosione di fiducia reciproca e il rafforzamento degli oltranzisti tanto a Teheran quanto a Washington, col risultato che la promessa di una relazione irano-americana pi\u00f9 costruttiva iscritta nel Jcpoa \u00e8 andata perduta. Un Jcpoa riattivato garantirebbe al massimo <strong>una relativa e temporanea distensione<\/strong>. Quando i primi limiti all\u2019arricchimento scadranno nel 2026 la situazione torner\u00e0 a farsi tesa, col rischio di una nuova rottura entro il 2031, la data dopo la quale l\u2019Iran avr\u00e0 diritto ad arricchire l\u2019uranio su scala industriale. Bisogna comunque ricordare che non solo una pausa del genere sarebbe molto meglio della situazione attuale, ma che il Jcpoa offre anche altre fondamentali garanzie che non scadranno, come l\u2019impossibilit\u00e0 per l\u2019Iran di sviluppare plutonio per una bomba (la via usuale per sviluppare un arsenale atomico) e le ispezioni dell\u2019Aiea.<\/p>\n<p>Il quarto scenario vedrebbe l\u2019Iran accettare limitazioni nucleari maggiori o pi\u00f9 durature nel tempo in cambio della revoca di pi\u00f9 sanzioni da parte Usa. Questo \u00e8 di gran lunga non solo lo scenario pi\u00f9 rassicurante sul fronte della sicurezza regionale e della non-proliferazione, ma anche quello strategicamente pi\u00f9 sensato per l\u2019Iran. Un Jcpoa-<em>plus<\/em> creerebbe <strong>una tregua di lungo periodo con Washington, allenterebbe le tensioni con gli avversari regionali e porrebbe le basi la normalizzazione della relazione politico-economica con l\u2019Europa<\/strong>. In questo modo l\u2019Iran non si troverebbe costretto ad appoggiarsi esclusivamente su Mosca e Pechino in politica estera, mantenendo cos\u00ec quella indipendenza strategica cara alla Repubblica islamica. Per quanto il migliore per tutti, <strong>questo scenario \u00e8 al momento anche il pi\u00f9 improbabile<\/strong>, vista l\u2019ideologica rigidit\u00e0 dei conservatori che fanno capo a Khamenei e a Raisi.<\/p>\n<p><small> EPA\/ABEDIN TAHERKENAREH <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo una pausa di pi\u00f9 di cinque mesi finalmente riprendono i negoziati a Vienna per la riattivazione del Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa), il nome ufficiale dell\u2019accordo nucleare con l\u2019Iran. 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