{"id":90778,"date":"2021-12-07T11:37:02","date_gmt":"2021-12-07T10:37:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=90778"},"modified":"2021-12-10T08:09:16","modified_gmt":"2021-12-10T07:09:16","slug":"biden-vertice-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/12\/biden-vertice-democrazia\/","title":{"rendered":"Biden alla prova del primo Summit delle democrazie"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>Russia di Putin<\/strong>, sembra, sta preparando un attacco all\u2019Ucraina. La <strong>Cina di Xi<\/strong>, sembra, sta preparando un attacco a Taiwan. L\u2019America di Biden sta per presiedere un \u201c<strong>vertice per la democrazia<\/strong>\u201d, idea forza della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/da-lincoln-a-biden-politica-estera-usa-unita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">politica estera della nuova amministrazione<\/a>. Ma \u00e8 la risposta giusta? C\u2019\u00e8 da dubitarne.<\/p>\n<p>In linea di principio, <strong>tutti i regimi autoritari sono ugualmente esclusi dall\u2019evento che si apre gioved\u00ec<\/strong>. Ma alcuni sono pi\u00f9 uguali degli altri, per dirla con Orwell. Sono pi\u00f9 uguali degli altri in particolare le due dette repubbliche, russa e popolare cinese, nei confronti delle quali la riunione (virtuale) intende costituire se non un\u2019alleanza strategica, una qualche coalizione messa assieme chiedendo <strong>il <em>green pass<\/em> della buona condotta democratica<\/strong> \u00a0\u2013 almeno nella forma \u2013 ai capi di stato o di governo invitati a collegarsi.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ambivalenza del Vertice, tra geopolitica e valori<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019iniziativa \u00e8 cos\u00ec caratterizzata da un\u2019<strong>ambivalenza fra intenti geopolitici e motivazioni valoriali<\/strong>, con l\u2019economia in mezzo, in collocazione incerta. Sennonch\u00e9, mentre la geopolitica si fonda sugli Stati divisi da confini, <strong>il confine fra democrazia e il suo opposto, passa spesso all\u2019interno degli Stati<\/strong>. Compreso quello americano: non a caso lo stesso Dipartimento di Stato di Washington indica come spirito del <em>Summit<\/em> quello di \u201c<strong>rinnovare la democrazia negli Stati Uniti e nel mondo<\/strong>\u201d, per poi indicare i suoi tre scopi: \u201cdifenderci dall\u2019autoritarismo, combattere la corruzione e promuovere diritti dell\u2019uomo\u201d (non l\u2019ipotesi di arginare le interferenze digitali, pur sempre una minaccia crescente nel tempo attuale).<\/p>\n<p><strong>Mosca e Pechino<\/strong>, invece, sfidano l\u2019Occidente e il Sudest asiatico proprio con una questione di confini, affermando che <strong>l\u2019Ucraina e l\u2019isola di Taiwan sono storicamente parte dei loro territori rispettivi<\/strong>, o almeno delle loro sfere di influenza, a prescindere dalle preferenze della (larga) maggioranza delle popolazioni interessate \u2013 eventualmente manipolabili ex post, come fatto in Crimea e a Hong Kong.<\/p>\n<p><strong>Il rischio \u00e8 che l\u2019ambivalenza scivoli nell\u2019ambiguit\u00e0<\/strong>: esso \u00e8 reso manifesto dall\u2019elenco degli inviti (centodieci, salvo correzioni dell\u2019ultimo momento), che non a caso ha sollevato molte critiche da parte degli osservatori per le incongruenze e le contraddizioni inerenti ad almeno una ventina di Paesi. Le perplessit\u00e0 sollevate sono state poi nascoste sotto<strong> diplomatici silenzi<\/strong> sia in Asia che in Europa (quest\u2019ultima imbarazzata dai due pesi e due misure applicati a Polonia e Ungheria, tipico esempio di interferenza geopolitica nel metro valoriale).<\/p>\n<p>Non entriamo qui nel dettaglio delle dette critiche e perplessit\u00e0 non solo per brevit\u00e0,\u00a0 ma anche per utilit\u00e0. Cosa fatta capo ha. A questo punto si partecipa senz\u2019altro all\u2019incontro, come far\u00e0 il nostro presidente del Consiglio, collegandosi da Palazzo Chigi, e come faranno gli altri leader europei, cos\u00ec da <strong>assicurare a Joe Biden il supporto di cui ha bisogno <\/strong>nel difficile, difficilissimo momento \u2013 e ci\u00f2 nel nostro condiviso interesse.<\/p>\n<p><strong>Multilateralismo e cooperazione allargata<\/strong><\/p>\n<p>Ma la Casa Bianca chiama questo il \u201cprimo Vertice per la democrazia\u201d. Si suggerisce qui di correggere il tiro prima di un secondo capitolo. Come? Valorizzando gli strumenti utili ai fini geopolitici, come la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/lanno-zero-delle-politiche-nato-di-controllo-e-riduzione-degli-armamenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Nato<\/strong><\/a> e una <strong>rafforzata cooperazione di politica estera e di sicurezza nell\u2019Unione europea<\/strong> (per entrambe le quali, si sottolinea che un <em>core group<\/em> a tre fra Italia, Francia e Germania potrebbe essere decisivo) e gli strumenti, come l\u2019<strong>Osce<\/strong> (l\u2019organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), storicamente adatti alla difesa di una sicurezza comprensiva dello stato di diritto e del rispetto delle minoranze (immigrati inclusi) oltre che delle libere elezioni.<\/p>\n<p>Questi dovrebbero essere completati da una terza categoria di strumenti, sia istituzionali come l\u2019<strong>Ocse<\/strong> (l\u2019organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) sia in forma di \u201cgruppo\u201d come il <strong>G7<\/strong>, aventi principalmente capacit\u00e0 e finalit\u00e0 economiche, con l\u2019esito di dare un ruolo coerente ed efficace alle loro materie di intervento fra geopolitica e valori.<\/p>\n<p>Insomma, si tratta di puntare su corpi multilaterali, caratterizzati da composizioni definite (anche se eventualmente completabili con selezionati inviti ad hoc, come \u00e8 stato fatto in passato, per esempio al G7). In questo senso, il<strong> multilateralismo serve principalmente le utilit\u00e0 occidentali<\/strong>.<\/p>\n<p>Ma un tale approccio apre anche la via a contesti pi\u00f9 ampi, cos\u00ec da includere le controparti geopolitiche con cui si \u00e8 in tensione, dunque suscettibili di diventare sedi e veicoli di distensione. La casistica \u00e8 ricca, in quanto comprende \u201cgruppi\u201d pi\u00f9 numerosi come il <strong>G20<\/strong> &#8211; non buttando alle ortiche, malgrado le delusioni dell\u2019ottobre scorso, <strong>il lavoro fatto dal governo italiano in questo suo anno di presidenza<\/strong> &#8211; e come le istituzioni formali, quali il Fondo monetario e la Banca mondiale; per non dire delle conferenze che potremmo chiamare \u201cdi scopo\u201d, come la <strong>COP26<\/strong>.<\/p>\n<p>Ne potrebbe trarre vantaggio anche l\u2019intento di scongiurare una <strong>disastrosa <em>manu militari<\/em><\/strong> ai confini dell\u2019Ucraina e nei canali marittimi intorno a Taiwan.<\/p>\n<p><small>Foto di copertina EPA\/JIM LO SCALZO<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Russia di Putin, sembra, sta preparando un attacco all\u2019Ucraina. La Cina di Xi, sembra, sta preparando un attacco a Taiwan. 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