{"id":90821,"date":"2021-12-10T08:07:56","date_gmt":"2021-12-10T07:07:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=90821"},"modified":"2021-12-10T08:07:56","modified_gmt":"2021-12-10T07:07:56","slug":"le-difficolta-dellindia-bifronte-nel-contesto-multilaterale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/12\/le-difficolta-dellindia-bifronte-nel-contesto-multilaterale\/","title":{"rendered":"Le difficolt\u00e0 dell&#8217;India bifronte nel contesto multilaterale"},"content":{"rendered":"<p>Sarebbe un errore stupirsi troppo dell\u2019<strong>annuncio dato a sorpresa a Glasgow dall\u2019India di voler rinviare al 2070 il raggiungimento della neutralit\u00e0 carbonica<\/strong>. Dietro la mossa di <strong>Narendra Modi<\/strong>, presentata all\u2019ultimo momento da un suo ministro di secondo piano cos\u00ec da evitare di sottostare ad un dibattito di sostanza, che avrebbe rischiato di far cappottare la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/cop26-il-bilancio-degli-accordi-di-glasgow\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Cop26<\/strong><\/a>, vi sono ragioni economiche e sociali pi\u00f9 che giustificate, ma anche aspetti tradizionali del <strong>modo di essere della politica estera indiana<\/strong> e del suo relazionarsi con il resto del mondo.<\/p>\n<p>L\u2019India si considera \u2013 e in larga misura \u00e8 &#8211; <strong>un gigante politico in crescita<\/strong>, ma rimane un gigante economico <strong>in forte chiaroscuro<\/strong>: una divaricazione che si riflette nell\u2019articolazione sociale di <strong>un Paese fortemente diseguale<\/strong>. Da un lato vi \u00e8 l\u2019India dei tassi di crescita che tornano a superare l\u20198%, delle eccellenze tecnologiche e dei centri universitari che ne fanno un leader mondiale dell\u2019innovazione; dalla classe media che rappresenta un mercato di consumo pari\u00a0 a quello dei maggiori paesi Ue presi insieme; inserita pienamente nella globalizzazione e i cui \u201ccervelli in fuga\u201d verso gli Usa &#8211; e non solo \u2013 sono alla testa di grandi multinazionali e di molte istituzioni finanziarie internazionali. \u00c8 l\u2019India che si appresta a ospitare il G20 nel 2023 e con la quale \u00e8 importante per noi collaborare.<\/p>\n<p><strong>Poi c\u2019\u00e8 l\u2019India rurale e delle periferie delle megalopoli<\/strong>, in cui duecento e pi\u00f9 milioni di persone non sono alfabetizzate e vivono al di sotto della soglia di povert\u00e0 estrema; che non ha accesso a reti di trasporto ed elettricit\u00e0 e a strutture sanitarie degne di questo nome; dove l\u2019aspettativa di vita resta molto pi\u00f9 bassa e i suicidi degli agricoltori, incapaci di sostenere i costi delle sementi Ogm indispensabili per ottenere raccolti migliori, sono decine di migliaia ogni anno.<\/p>\n<p>\u00c8 un\u2019India nella quale<strong> sono stati fatti molti progressi<\/strong>; l\u2019estensione capillare della telefonia mobile a costi ridotti ha permesso anche alle aree pi\u00f9 remote di uscire dall\u2019isolamento (per capirne la portata, ancora alla fine dello scorso millennio, quando i cellulari erano merce rara, ci voleva quasi sempre una raccomandazione diretta del primo ministro per avere una linea telefonica); l\u2019introduzione di un nuovo sistema universale di documenti di identit\u00e0 ha permesso di programmare con pi\u00f9 efficacia gli interventi; l\u2019estensione della rete di banche rurali per la gestione dei sussidi ha facilitato l\u2019accesso al microcredito che dovrebbe contrastare l\u2019usura; le barriere fra le caste restano rigide ma crescono i meccanismi della rappresentanza locale. \u00c8 un\u2019India che cerca faticosamente di imparare l\u2019inglese &#8211; chiave indispensabile per l\u2019accesso a lavori pi\u00f9 qualificati \u2013, che \u00e8 ancora lontana dal mercato dei consumi, ma alla cui soglia si avvicina di anno in anno in numeri sempre maggiori. Quando avr\u00e0 raggiunto una massa critica e il mercato dovr\u00e0 soddisfare le esigenze di centinaia di milioni di nuovi consumatori, \u00e8 evidente che le strutture attuali \u2013 che gi\u00e0 fanno fatica a reggere alla domanda \u2013 esploderanno se non verranno seriamente potenziate (<a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/771a20d1-a2bd-415a-9696-fb1f66652483\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">secondo il Financial Times<\/a>, nei prossimi decenni il Paese assorbir\u00e0 un terzo della domanda mondiale di condizionatori).<\/p>\n<p>L\u2019India <strong>dipende dal carbone<\/strong>. Nella ricerca del difficile equilibrio fra neutralit\u00e0 carbonica e domanda di consumi crescente, ritiene di non poterne fare ancora a meno e alle 281 centrali in attivit\u00e0 ne aggiunge 28 in costruzione e 23 in progetto. <strong>L\u2019inquinamento dal carbone rende l\u2019aria irrespirabile nelle citt\u00e0 e riduce l\u2019aspettativa di vita,<\/strong> <strong>ma altrettanto se non pi\u00f9<\/strong> \u2013 si risponde &#8211; <strong>fanno la fame e il sottosviluppo, che restano la vera priorit\u00e0 del Paese<\/strong>. L\u2019obiettivo di aumentare sino al 50% la quota di energie rinnovabili entro il 2030 appare soprattutto politico e non tiene abbastanza conto della difficolt\u00e0 tecniche e dei costi. Tutto giusto, ma sarebbe stato ragionevole porre il problema nel corso della conferenza \u2013 dove avrebbe trovato critiche, ma anche eco &#8211; anzich\u00e9 ricorrere ad un annuncio a sorpresa che portava con s\u00e9 un sapore di ricatto. Ma qui entra in gioco la visione indiana delle sue relazioni col resto del mondo.<\/p>\n<p><strong>La Cina \u00e8 l\u2019antagonista<\/strong>, il concorrente e la pietra di paragone che rappresenta <strong>una vera ossessione dell\u2019atteggiamento internazionale del Paese<\/strong>. Se Xi Jinping ha ritenuto di poter deviare di dieci anni dall\u2019obiettivo su cui tutti si erano in precedenza impegnati, della neutralit\u00e0 carbonica entro il 2050, non vi era ragione perch\u00e9 Modi non facesse lo stesso: anzi di pi\u00f9, rivendicando una autonomia e un potere di condizionamento almeno pari a quelli dell\u2019altro gigante asiatico. La Cina la sua mossa l\u2019aveva in qualche modo preparata e, quando \u00e8 giunta, \u00e8 stata bene o male accettata (col sollievo nascosto di qualcuno). L\u2019India no: <strong>ha rilanciato di altri dieci anni quasi senza preavviso, dimostrando ancora una volta la difficolt\u00e0 di muoversi con efficacia nel contesto multilaterale<\/strong>, dove alla ricerca di un punto d\u2019incontro reciprocamente vantaggioso tende spesso a preferire una logica di contrapposizione di forza, lasciando pochi spazi alla mediazione. Gli indiani sono negoziatori spigolosi e nel loro approccio si confondono vecchi residui di sensi di inferiorit\u00e0, l\u2019eredit\u00e0 della stagione del terzomondismo e una immagine di s\u00e9 che \u00e8 tanto convinta, quanto non necessariamente rispondente alla realt\u00e0. Talvolta la rigidit\u00e0 paga \u2013 come a Glasgow &#8211; ma il profilo internazionale del Paese e la sua capacit\u00e0 di aggregazione del consenso ne risentono: <strong>non \u00e8 un caso se Delhi ha rapporti difficili con tutti i suoi vicini e se il negoziato per l\u2019accordo di libero scambio con l\u2019Ue si trascina da pi\u00f9 di un quindicennio<\/strong>.<\/p>\n<p>Modi ha ribadito con forza il punto che i Paesi industrializzati, veri responsabili dell\u2019inquinamento ambientale, devono mettere a disposizione risorse ingenti \u2013 mille miliardi \u2013 per aiutare i Paesi meno ricchi ad affrontare i costi di una lotta al cambiamento climatico di cui sono storicamente assai pi\u00f9 vittime che complici. Giusto ancora una volta: le responsabilit\u00e0 ci sono, devono essere affrontate da tutti e pi\u00f9 deboli non possono essere lasciati al loro destino. L\u2019India per\u00f2 deve decidere se vuole continuare a presentarsi come un paese <em>demandeur <\/em>bisognoso di aiuto, oppure come una grande potenza globale emergente, tesa ad inseguire e magari a superare la Cina con tutti i diritti e le obbligazioni che ne conseguono. Le Indie sono almeno due, come abbiamo detto, ma la scelta non pu\u00f2 non essere univoca.<\/p>\n<p><small> EPA\/INDIA MINISTRY OF DEFENSE <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sarebbe un errore stupirsi troppo dell\u2019annuncio dato a sorpresa a Glasgow dall\u2019India di voler rinviare al 2070 il raggiungimento della neutralit\u00e0 carbonica. 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