{"id":90856,"date":"2021-12-13T08:25:41","date_gmt":"2021-12-13T07:25:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=90856"},"modified":"2021-12-17T08:18:40","modified_gmt":"2021-12-17T07:18:40","slug":"joe-bide-summit-democrazie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/12\/joe-bide-summit-democrazie\/","title":{"rendered":"La nuova comunit\u00e0 delle democrazie: un&#8217;idea fluida e globale"},"content":{"rendered":"<p>Il 9 e il 10 dicembre il presidente americano <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/12\/biden-summit-democrazia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Joe Biden ha aperto il primo Summit globale delle democrazie<\/a>, che ha come scopo quello di mettere il tema della democrazia e dei diritti dell\u2019uomo al centro dell\u2019azione di politica estera degli Stati Uniti d\u2019America. Per questo primo Summit, che si ripeter\u00e0 annualmente e che quest\u2019anno si \u00e8 svolto in video-collegamento, <strong>Washington ha invitato 108 Stati membri delle Nazioni Unite pi\u00f9 Unione europea, Taiwan e Kosovo<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019Iniziativa, promossa dal presidente Biden, \u00e8 partita con la costituzione di un gruppo ideologicamente coeso di attori eterogenei: non solo governi dai diversi standard democratici ma anche attori privati e rappresentanti della societ\u00e0 civile. <strong>Questo gruppo dovr\u00e0 costruire una nuova grammatica delle relazioni internazionali<\/strong>, che vede gli attori <em>like-minded<\/em> declinare secondo specifici nuovi parametri quella che sar\u00e0 la questione geopolitica pi\u00f9 grande del ventunesimo secolo, ossia <strong>come possono convivere in un mondo globalizzato sistemi democratici e sistemi autoritari<\/strong>.<\/p>\n<p>Di questa iniziativa <strong>gli Stati Uniti d\u2019America rappresentano sia l\u2019<em>hardware<\/em> che il <em>software<\/em><\/strong>. L\u2019<em>hardware<\/em> perch\u00e9 \u00e8 chiaramente la nuova postura geopolitica americana a condizionare la definizione di democrazia adottata per selezionare i partecipanti del Summit, adeguandola alle nuove necessit\u00e0 di politica estera statunitensi, con il risultato di produrre non poche incongruenze su cui si sono soffermate la maggior parte delle critiche degli osservatori. Esclusioni e inclusioni clamorose ci indicano non solo quanto ogni criterio di democraticit\u00e0 possa essere adattato alle necessit\u00e0 strategiche del momento, ma soprattutto devono farci riflettere su quante e quali trasformazioni abbia subito nei trent\u2019anni dopo la caduta del muro di Berlino il sistema operativo della \u201cdemocrazia\u201d, evolvendo verso un concetto debole ed inclusivo.<\/p>\n<p><strong>Un nuovo modello democratico<\/strong><\/p>\n<p>Le giuste critiche sui criteri di selezione non devono oscurare il fatto pi\u00f9 importante, ossia che questo nuovo <strong>multilateralismo democratico<\/strong> che la nuova amministrazione americana sta costruendo non si basa pi\u00f9 sul vecchio <em>software<\/em> della democrazia occidentale, che aveva guidato lo sforzo contro il comunismo e l\u2019Unione Sovietica ai tempi della guerra fredda. La vera novit\u00e0 \u00e8 basata sull\u2019emersione di un <em>software<\/em> nuovo, ossia <strong>un\u2019idea di democrazia fluida e globale<\/strong>, sostanzialmente disancorata tanto dai riferimenti culturali quanto geopolitici europei. Questo software non \u00e8 solo frutto dei compromessi della <em>realpolitik<\/em> del momento, ma punta a divenire una vera e propria nuova ideologia. U<strong>n sistema di nuovi valori politici internazionali<\/strong> con cui progressivamente sostituire l\u2019antico sistema d\u2019intesa tra Paesi democratici, il cui perimetro non coincide pi\u00f9 con quello dei sistemi capitalisti e che si ritiene sia entrato in crisi anche nello stesso Occidente.<\/p>\n<p>Il Summit del dicembre 2021 pu\u00f2 segnare dunque un passaggio importante per il futuro delle relazioni internazionali. In maniera ancora incerta, confusa e in qualche modo contradittoria gli Stati Uniti d\u2019America, attraverso il <strong>ripensamento del concetto di democrazia<\/strong>, stanno mettendo in piedi non una nuova iniziativa di politica estera, ma un ambizioso processo di ripensamento dell\u2019Occidente e di <strong><em>reset<\/em> della globalizzazione<\/strong>.<\/p>\n<p>Al posto della vecchia dimensione gerarchica di Stati democratici e sovrani, e per questo liberi e ricchi e quindi allineati negli interessi internazionali, inizia ad <strong>emergere un nuovo concetto tridimensionale della potenza internazionale<\/strong>, da costruirsi attorno a una nuova triade:\u00a0<strong>governo-economia-popolazione<\/strong>. Ciascuna di queste dimensioni pu\u00f2 essere pi\u00f9 o meno orizzontalmente democratizzata, dando vita ad un complesso mix di fattori e di casi Paese che rendono non pi\u00f9 unitario e lineare ma <strong>destrutturato e multidimensionale<\/strong> il concetto di democrazia; lasciando poi agli Usa il privilegio di scegliere pi\u00f9 o meno <em>\u00e0 la carte<\/em> i partecipanti a questo nuovo sistema di alleanza tra democrazie.<\/p>\n<p><strong>Le tre dimensioni delle nuova democrazia globale<\/strong><\/p>\n<p>La vera novit\u00e0 del <em>Democracy Summit<\/em> non \u00e8 rappresentata dalla strumentalizzazione del concetto di democrazia per farne uno strumento degli interessi geopolitici americani. L\u2019intento \u00e8 plasmare, come migliore ambiente internazionale conduttore di questi interessi, una <strong>nuova forma di multilateralismo democratico<\/strong> basato non su di una semplice alleanza politica orizzontale tra Stati democratici, o utili alle democrazie, ma su di un pi\u00f9 complesso allineamento verticale che opera all\u2019interno dei singoli Paesi lungo tre dimensioni autonome, blandamente definite e dunque suscettibili di interpretazione geopolitica<strong>: la forma di governo, la forma di economia e la forma dei modelli sociali<\/strong>.<\/p>\n<p>Ovviamente in un sistema cos\u00ec fluido e complesso le definizioni lasciano il tempo che trovano e l\u2019aderenza o meno al nuovo concetto di democrazia pu\u00f2 essere non pi\u00f9 un fattore oggettivo ma soggettivo. Non importa pi\u00f9 di tanto dove \u00e8 collocato un determinato governo come sistema politico, economico e sociale, ma importa se esso opta per la convergenza di questi sub-livelli verso gli standard richiesti, lasciandoli liberi di convergere. Dove i parametri di convergenza sono rappresentati dalla lotta contro i sistemi autoritari riconosciuti, a quella contro la corruzione interna e al processo di espansione degli spazi di libert\u00e0 individuali nelle societ\u00e0.<\/p>\n<p>Un progetto ambizioso, che deve ancora essere meglio definito, dal futuro incerto. Ha il vantaggio per\u00f2 di essere una <em>grand strategy<\/em>, forse sui generis, ma comunque l\u2019unica che un <strong>Occidente in crisi<\/strong> ha in questo momento. Non \u00e8 escluso che se questo approccio alle relazioni internazionali dovesse produrre alcuni frutti, <strong>Washington punter\u00e0 a far emergere dalla genericit\u00e0 di questa iniziativa una vera e propria nuova alleanza globale<\/strong>, che sar\u00e0 tenuta assieme non tanto dalla debole ideologia che la sottende quanto da un pi\u00f9 cogente confine di rapporti economici privilegiati dove commercio, tecnologia, investimenti, aiuti finanziari seguiranno i confini di nuovi standard democratici globali.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>Europa <\/strong>dovrebbe riflettere con pi\u00f9 seriet\u00e0 strategica su questi sviluppi e affiancare a questa iniziativa americana una propria contro-proposta di un sistema di alleanza politica delle democrazie e di un modo diverso di affrontare le grandi sfide del ventunesimo secolo, in particolare quella della coesistenza nel mondo globale di sistemi autoritari e sistemi democratici.<\/p>\n<p><small>Foto di copertina EPA\/TASOS KATOPODIS \/ POOL<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 9 e il 10 dicembre il presidente americano Joe Biden ha aperto il primo Summit globale delle democrazie, che ha come scopo quello di mettere il tema della democrazia e dei diritti dell\u2019uomo al centro dell\u2019azione di politica estera degli Stati Uniti d\u2019America. 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