{"id":90860,"date":"2021-12-13T08:27:27","date_gmt":"2021-12-13T07:27:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=90860"},"modified":"2021-12-13T08:27:27","modified_gmt":"2021-12-13T07:27:27","slug":"la-lotta-globale-per-la-democrazia-riparte-dagli-stati-liberaldemocratici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/12\/la-lotta-globale-per-la-democrazia-riparte-dagli-stati-liberaldemocratici\/","title":{"rendered":"La lotta globale per la democrazia riparte dagli Stati liberaldemocratici"},"content":{"rendered":"<p>In un&#8217;epoca di grandi rivalit\u00e0 di potere, la protezione e la promozione dei valori liberal democratici stanno diventando sempre pi\u00f9 due facce della stessa medaglia. E mentre le democrazie mondiali si sono riunite virtualmente al \u201c<strong>Summit delle democrazie<\/strong>\u201d organizzato dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden la scorsa settimana, i Paesi partecipanti\u2013 inclusi 26 paesi membri dell&#8217;Unione Europea \u2013 dovrebbero rendersi conto di questa situazione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/12\/biden-summit-democrazia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il vertice ha due obiettivi fondamentali<\/a>: <strong>proteggere le democrazie dall&#8217;autoritarismo<\/strong> e dalla corruzione e <strong>promuovere la democrazia nel mondo non democratico<\/strong>. Biden ha quindi comprensibilmente scelto una lista allargata di partecipanti: pi\u00f9 di 100 paesi erano presenti al vertice, molti dei quali si sono contraddistinti come democrazie deboli o hanno mostrato visibili tratti autoritari.<\/p>\n<p>La logica \u00e8 sia strategica &#8211; poich\u00e9 \u00e8 evidente la rivalit\u00e0 con la Cina autoritaria &#8211; sia normativa: se la democrazia \u00e8 un viaggio senza fine che pu\u00f2 avanzare ma anche regredire, dobbiamo prima riconoscere le sue fragilit\u00e0 per affrontarle.<\/p>\n<p>Gli obiettivi del vertice comprendono il <strong>rafforzamento dei diritti umani<\/strong>, dello stato di diritto e del buon governo, la risoluzione delle disuguaglianze socioeconomiche, l&#8217;investimento nell&#8217;innovazione e nelle capacit\u00e0 industriali e il rafforzamento della sicurezza. Ci\u00f2 significa <strong>dimostrare che la democrazia liberale funziona<\/strong> e che vale la pena lottare agendo per \u00a0limitare in modo deciso tutti quei tentativi esterni di interferenza e di destabilizzazione ibrida, in particolare da parte di potenze autoritarie.<\/p>\n<p><strong>La dottrina Biden<\/strong><\/p>\n<p>Questi obiettivi sono ambiziosi e complessi, ma almeno sono chiari. La vera difficolt\u00e0 sorge quando si deve affrontare la <strong>promozione dei valori liberal democratici<\/strong>.<\/p>\n<p>Gli strumenti di politica estera sviluppati finora per la promozione di questi valori appartengono a un&#8217;epoca passata. Interventi militari, sanzioni, condizionalit\u00e0 allo sviluppo e al commercio, sostegno alla societ\u00e0 civile e &#8211; nel caso dell&#8217;UE &#8211; politiche di allargamento e vicinato hanno funzionato al loro meglio all\u2019apice dell&#8217;ordine internazionale liberale.<\/p>\n<p>L&#8217;applicazione di quegli strumenti nella nostra <strong>attuale era post-interventista di contestazione dei valori<\/strong> pu\u00f2 ancora funzionare allo stesso modo in alcuni casi, come la Georgia o l&#8217;Ucraina. Ma nella maggior parte degli altri, dalla Serbia alla Turchia fino alla Bielorussia, semplicemente non funziona. In effetti, gli ultimi due paesi non sono entrati nell&#8217;elenco allargato degli invitati al Summit.<\/p>\n<p>Tuttavia, c&#8217;\u00e8 un aspetto positivo nell&#8217;esplicita rinuncia degli Stati Uniti agli interventi militari effettuati con l&#8217;obiettivo (apparente) della promozione della democrazia. <strong>Il danno arrecato all&#8217;attrattiva globale dei valori liberal democratici in quegli anni e alla credibilit\u00e0 dell&#8217;Occidente \u00e8 stato enorme<\/strong>, in particolare in gran parte nel Sud del mondo.<\/p>\n<p><strong>\u201cProteggere le fondamenta dell\u2019Ue\u201d<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;<em>hard power <\/em>degli Stati Uniti ha anche sostenuto gli strumenti soft power dell&#8217;Unione europea in quanto promotori degli ideali liberal democratici del blocco. Con questo fondamentale ripensamento del ruolo degli Stati Uniti nel mondo \u00e8 diminuito anche il peso delle politiche europee volte a diffondere tali norme.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non implica che l&#8217;allargamento, l&#8217;associazione, le sanzioni, le politiche commerciali o di sviluppo europee debbano essere abbandonate. In realt\u00e0, \u00e8 vero il contrario. Significa, tuttavia, che pur insistendo con la promozione dei valori liberal democratici attraverso queste politiche, l&#8217;Ue deve dotarsi di una buona dose di pazienza strategica.<\/p>\n<p>Soprattutto, significa che, dato il ridotto effetto diretto e di breve termine della sua politica estera, la cosa pi\u00f9 importante che l&#8217;Ue e tutte le democrazie liberali potrebbero fare \u00e8 <strong>mettere ordine in casa propria<\/strong>.<\/p>\n<p>Per l&#8217;Ue, questo significa garantire che i valori sanciti dai Trattati &#8211; compresi i <strong>diritti umani, lo stato di diritto e la democrazia<\/strong> &#8211; siano rispettati non solo dai paesi che cercano di aderire all&#8217;Unione, ma anche da quelli che gi\u00e0 vi aderiscono. Su questo fronte spiccano i casi di Ungheria e Polonia, con la prima che non \u00e8 stata invitata al Summit.<\/p>\n<p>La via legale per garantire che i paesi dell&#8217;Ue rimangano fedeli ai valori europei, inclusa la sospensione dei diritti di voto nell\u2019Unione, \u00e8 difficile, se non impossibile da attuare. Anche la via politica della persuasione finora non ha funzionato da sola. \u00c8 quindi la strada della condizionalit\u00e0 economica, che la Commissione europea ha intrapreso ed \u00e8 stata rivendicata dall&#8217;avvocato generale dell&#8217;UE la scorsa settimana, la strada necessaria da percorrere. I soldi dell&#8217;Ue devono smettere di fluire verso paesi che non rispettano le sue regole.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 in gioco in questo momento storico non \u00e8 solo la democrazia in <strong>Ungheria e Polonia<\/strong>, ma quello che potrebbe succedere con altre forze illiberali e nazionaliste in Europa. Si tratta di <strong>proteggere le fondamenta dell&#8217;Ue e della democrazia liberale in generale<\/strong>.<\/p>\n<p>Il percorso democratico \u00e8 tutt&#8217;altro che lineare, per questo motivo questo Summit \u00e8 servito agli Stati partecipanti per capire come lavorare insieme lungo questo percorso. Si tratta di una leadership di mediazione \u2013 non d\u2019attacco \u00a0\u2013 \u00a0degli Stati Uniti e dell&#8217;Ue, poich\u00e9 per promuovere i valori liberal democratici il modello democratico deve essere considerato degno di essere emulato.<\/p>\n<p>Il primo passo \u00e8 abbandonare le ipocrisie ed essere pronti a riconoscere &#8211; e affrontare &#8211; le debolezze delle nostre democrazie.<\/p>\n<p><em>Questo testo \u00e8 una traduzione integrale dall\u2019inglese dell\u2019articolo \u201c<\/em><a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/president-joe-biden-us-china-european-union-eu27\/?fbclid=IwAR1b4FDJTx5H-fhtCR_FEXPK3tSG1JJvec5G-I91JAB2yvnrtOJvX01qVfQ\"><em>The global fight for democracy begins at home<\/em><\/a><em>\u201d scritto da Nathalie Tocci e pubblicato su Politico Europe il 6 dicembre 2021<\/em><\/p>\n<p><small>Foto di copertina EPA\/TASOS KATOPODIS \/ POOL<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un&#8217;epoca di grandi rivalit\u00e0 di potere, la protezione e la promozione dei valori liberal democratici stanno diventando sempre pi\u00f9 due facce della stessa medaglia. 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