{"id":90881,"date":"2021-12-14T07:46:42","date_gmt":"2021-12-14T06:46:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=90881"},"modified":"2021-12-15T08:56:05","modified_gmt":"2021-12-15T07:56:05","slug":"la-crisi-belgio-israele-quale-futuro-per-la-politica-di-differenziazione-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/12\/la-crisi-belgio-israele-quale-futuro-per-la-politica-di-differenziazione-ue\/","title":{"rendered":"Il braccio di ferro Belgio-Israele e il futuro della politica di differenziazione Ue"},"content":{"rendered":"<p>Il 24 novembre, il viceministro degli esteri israeliano, <strong>Idan Roll<\/strong>, <a href=\"https:\/\/twitter.com\/idanroll\/status\/1463477220668755968\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">annunciava<\/a> \u00a0su Twitter la decisione di <strong>annullare diversi incontri istituzionali previsti in Belgio<\/strong>, in quanto la decisione del governo di Bruxelles di \u201cetichettare prodotti provenienti da Giudea e Samaria rafforza gli estremisti [e] non aiuta a promuovere il processo di pace\u201d.<\/p>\n<p>Di pi\u00f9, il ministero degli esteri israeliano <a href=\"https:\/\/www.jpost.com\/breaking-news\/belgium-to-label-west-bank-products-warn-of-human-rights-abuses-686851\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">affermava<\/a> che la decisione di etichettare i prodotti delle colonie nei territori occupati nuoce agli israeliani quanto ai palestinesi e si scontra con la <a href=\"https:\/\/peacenow.org.il\/en\/a-government-of-change-for-the-worse\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">politica del neo-governo<\/a> israeliano \u201cimpegnata a migliorare le vite dei palestinesi\u201d, cos\u00ec come con gli sforzi volti a migliorare i rapporti bilaterali con l\u2019Europa.<\/p>\n<p><strong>Ue, differenziazione ed etichette <\/strong><\/p>\n<p>Nel 2015, la Commissione Europea <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=OJ:C:2015:375:FULL&amp;from=LT\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pubblicava<\/a> una nota in cui esplicitava l\u2019obbligo di corretta \u2018etichettatura\u2019 per i prodotti delle colonie israeliane venduti nell\u2019Unione<strong>.<\/strong> Costruiti in <a href=\"https:\/\/curia.europa.eu\/juris\/document\/document.jsf?doclang=IT&amp;pageIndex=0&amp;docid=220534&amp;cid=1470115\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">violazione del diritto internazionale<\/a>, <strong>gli insediamenti in territorio occupato non fanno parte del territorio dello stato di Israele<\/strong>, per cui le merci l\u00ec prodotte devono essere facilmente identificabili dal consumatore europeo \u2013 attraverso, appunto, etichette corrette &#8211; e <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/ALL\/?uri=CELEX%3A62008CJ0386\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">non possono godere delle stesse agevolazioni<\/a> di accesso preferenziale al mercato europeo riservate ai prodotti israeliani.<\/p>\n<p>La nota del 2015 \u00e8 l\u2019ultima tra le misure adottate a livello europeo nel quadro pi\u00f9 ampio delle \u201c<a href=\"https:\/\/ecfr.eu\/rome\/publication\/leuropa_deve_differenziare_tra_israele_e_insediamenti_israeliani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">politiche di differenziazione<\/a>\u201d \u2013 paradigma oltretutto accolto dal <a href=\"http:\/\/unscr.com\/en\/resolutions\/doc\/2334\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite <\/a>nel 2016. In questo senso, l\u2019Unione si starebbe impegnando, in virt\u00f9 di vigenti obblighi internazionali e regole di diritto comunitario, a <strong>differenziare tra Israele e le sue colonie illegali<\/strong> nel quadro dei rapporti bilaterali con lo stato israeliano.<\/p>\n<p>Di tanto in tanto, la politica di differenziazione, e, in particolare, la questione delle etichette, riemergono e, come in questo caso, tornano a far discutere. Si sono susseguite <a href=\"https:\/\/euobserver.com\/foreign\/131593\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">denunce<\/a> sulla presunta inutilit\u00e0 di tali misure, insieme ad <a href=\"https:\/\/www.timesofisrael.com\/israel-rejects-unacceptable-eu-court-decision-on-settlement-labeling\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">accuse<\/a> di discriminazione economica, cos\u00ec come <a href=\"https:\/\/www.jpost.com\/breaking-news\/belgium-to-label-west-bank-products-warn-of-human-rights-abuses-686851\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">preoccupanti insinuazioni<\/a> per cui tale etichettatura equivarrebbe ad una sorta di \u201cnuova stella gialla\u201d riservata solamente ai prodotti ebraici.<\/p>\n<p>La stessa <a href=\"https:\/\/curia.europa.eu\/juris\/document\/document.jsf?doclang=IT&amp;pageIndex=0&amp;docid=220534&amp;cid=1470115\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Corte di Giustizia Europea<\/a> si \u00e8 per\u00f2 espressa sulla questione, ribadendo, nel 2019, <strong>l\u2019obbligo di corretta indicazione dell\u2019area di origine<\/strong>. Secondo la corte, le merci prodotte negli insediamenti israeliani non possono essere certificate come provenienti da Israele in quanto questa informazione sarebbe \u201cinesatta e ingannevole\u201d per il consumatore europeo. Quest\u2019ultimo deve infatti essere posto nelle condizioni di effettuare una <strong>valutazione anche di natura etica<\/strong>: acquistare o meno un prodotto originario da un insediamento illegale?<\/p>\n<p><strong>Il documento della discordia<\/strong><\/p>\n<p>La reazione di Roll sembrerebbe scaturire dalle <a href=\"https:\/\/www.cncd.be\/Colonies-israeliennes-la-Belgique\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">conclusioni<\/a> raggiunte da un gruppo di lavoro intergovernativo, costituito lo scorso maggio dal governo belga e volto al <strong>potenziamento della politica di differenziazione nei confronti Israele<\/strong>.<\/p>\n<p>Per cui, come prontamente ricordato da un <a href=\"https:\/\/www.jpost.com\/breaking-news\/belgium-to-label-west-bank-products-warn-of-human-rights-abuses-686851\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">portavoce del governo di Bruxelles<\/a>, il Belgio non ha deciso recentemente di attuare le politiche di differenziazione (e pi\u00f9 specificatamente la regola sulle etichette) &#8211; come invece sembra trasparire dalle parole del viceministro israeliano. Piuttosto, vista la limitata applicazione del paradigma di differenziazione nelle relazioni bilaterali Belgio-Israele \u2013 come anche <a href=\"https:\/\/www.dekamer.be\/doc\/CCRA\/pdf\/55\/ac458.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ammesso<\/a> dalla ministra degli esteri \u2013, la decisione \u00e8 di potenziare una politica gi\u00e0 in precedenza adottata, ma mai implementata a pieno.<\/p>\n<p>I punti considerati nel documento sono quanto mai salienti. Dai riferimenti al <a href=\"https:\/\/www.amnesty.it\/lonu-pubblica-lelenco-delle-aziende-che-hanno-attivita-economiche-negli-insediamenti-israeliani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">database Onu<\/a> sulle compagnie che operano negli insediamenti israeliani, all\u2019affermazione che i trattati bilaterali futuri conterranno una <strong>\u201cclausola territoriale\u201d<\/strong>, per cui l\u2019applicazione sar\u00e0 limitata ai territori dello stato israeliano \u2013 e non ai territori occupati dal 1967. Chiaro \u00e8 il riferimento all\u2019importazione dei prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani e la necessit\u00e0 di rafforzare il controllo sull\u2019<em>\u00e9tiquetage. <\/em>Si esplicita inoltre l\u2019urgenza di <a href=\"https:\/\/ecfr.eu\/rome\/publication\/la-fine-di-oslo-una-nuova-strategia-europea-per-israele-e-palestina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rivedere<\/a> il traballante sistema europeo attraverso il quale si <a href=\"https:\/\/ecfr.eu\/special\/differentiation-tracker\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dovrebbe garantire<\/a> che i prodotti degli insediamenti illegali non godano del trattamento preferenziale applicato invece ai prodotti propriamente israeliani.<\/p>\n<p>Il governo belga menziona oltretutto la registrazione di una \u201c<a href=\"https:\/\/europa.eu\/citizens-initiative\/initiatives\/details\/2021\/000008_it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Iniziativa dei Cittadini<\/a>\u201d volta a incoraggiare la <strong>Commissione europea<\/strong> a presentare una proposta volta a impedire gli scambi commerciali con insediamenti illegali in territori occupati \u2013 applicabile, quindi, tanto ai territori occupati in Palestina, quanto al Sahara Occidentale. A questo proposito, molti <a href=\"https:\/\/www.somo.nl\/israeli-occupation-palestine\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">attori della societ\u00e0 civile<\/a>, cos\u00ec come <a href=\"http:\/\/www.eccpalestine.org\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Letter-on-settlement-trade-FINAL-.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">esperti di diritto internazionale<\/a>, <strong>denunciano i rapporti commerciali con le colonie israeliane come una violazione di diritto internazionale<\/strong>.<\/p>\n<p>Nelle parole del <a href=\"https:\/\/www.ohchr.org\/EN\/NewsEvents\/Pages\/DisplayNews.aspx?NewsID=25302&amp;LangID=E\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Relatore speciale Onu per la situazione dei diritti umani nel territorio palestinese<\/a>: \u201cla comunit\u00e0 internazionale non pu\u00f2 chiamare questi insediamenti illegali [\u2026] e tuttavia fornire loro i mezzi economici per prosperare\u201d. In questo senso, molti lamentano come <strong>la politica delle etichette sposti essenzialmente l\u2019onere e gli obblighi di diritto internazionale dagli Stati al consumatore<\/strong>: quest\u2019ultimo \u00e8 infatti posto di fronte alla scelta se acquistare o meno una merce il cui accesso all\u2019interno del mercato europeo continua ad essere garantito, nonostante il diritto internazionale, come quello comunitario, sancisca l\u2019illegalit\u00e0 del luogo in cui \u00e8 prodotta.<\/p>\n<p>Le critiche israeliane nei confronti del governo belga, ultimo tra i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/le-ong-palestinesi-designate-come-organizzazioni-terroristiche-e-le-difficolta-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">recenti sviluppi<\/a> che demarcano un\u2019innegabile continuit\u00e0 tra il neo-governo israeliano e quelli precedenti, sfida ulteriormente <a href=\"https:\/\/www.aljazeera.com\/opinions\/2021\/6\/8\/it-is-high-time-for-europe-to-change-its-approach-to-palestine\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una diplomazia europea poco credibile<\/a> nel contesto israelo-palestinese. In questo senso, sarebbe auspicabile un intervento della Commissione europea volto a ribadire il <strong>dovere degli Stati membri di distinguere tra Israele e le sue colonie nei territori occupati<\/strong>, anche considerando la limitata implementazione del paradigma di differenziazione nella <a href=\"https:\/\/ecfr.eu\/special\/differentiation-tracker\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">stragrande maggioranza<\/a> dei rapporti bilaterali tra gli stati europei e Israele.<\/p>\n<p>Inoltre, l\u2019episodio potrebbe offrire all\u2019Ue un\u2019opportunit\u00e0: rilanciare la propria credibilit\u00e0, proprio ripartendo dal <strong>potenziamento della politica di differenziazione<\/strong>. I <a href=\"http:\/\/zeitun.info\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/ECCP-Italian-2.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">limiti<\/a> delle attuali misure sono evidenti, visto quanto sancito dal diritto internazionale e comunitario. Un rinnovato impegno su questo fronte \u00e8 dovuto e segnalerebbe altres\u00ec l\u2019intenzione da parte dell\u2019Unione di voler concretamente affrontare la questione degli insediamenti illegali in territorio occupato, da decenni <a href=\"https:\/\/eeas.europa.eu\/headquarters\/headquarters-homepage\/106170\/israel-statement-spokesperson-new-settlement-expansion_en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">considerati<\/a> dallo stessa Ue come il \u201cmaggiore ostacolo per il raggiungimento di una soluzione a due stati e di una pace giusta e duratura\u201d.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/ABIR SULTAN <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 24 novembre, il viceministro degli esteri israeliano, Idan Roll, annunciava \u00a0su Twitter la decisione di annullare diversi incontri istituzionali previsti in Belgio, in quanto la decisione del governo di Bruxelles di \u201cetichettare prodotti provenienti da Giudea e Samaria rafforza gli estremisti [e] non aiuta a promuovere il processo di pace\u201d. 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