{"id":90910,"date":"2021-12-17T08:17:19","date_gmt":"2021-12-17T07:17:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=90910"},"modified":"2021-12-17T09:23:05","modified_gmt":"2021-12-17T08:23:05","slug":"gli-usa-di-biden-provano-a-non-polarizzare-la-situazione-din-medio-oriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/12\/gli-usa-di-biden-provano-a-non-polarizzare-la-situazione-din-medio-oriente\/","title":{"rendered":"Gli Usa di Biden provano a non polarizzare la situazione in Medio Oriente"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-80673 alignleft\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Cara-AffarInternazionali_1200x6402-300x160.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Cara-AffarInternazionali_1200x6402-300x160.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Cara-AffarInternazionali_1200x6402-768x410.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Cara-AffarInternazionali_1200x6402-1024x546.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Cara-AffarInternazionali_1200x6402-125x67.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Cara-AffarInternazionali_1200x6402.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Nella<em>\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/www.whitehouse.gov\/briefing-room\/statements-releases\/2021\/03\/03\/interim-national-security-strategic-guidance\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Interim National Security Strategic Guidance\u00a0<\/em><\/a><em>(<\/em>Insgg) &#8211; un importante ma poco noto documento preliminare firmato dal presidente Joe Biden e sanzionato dalla Casa Bianca nell\u2019aprile del 2021 -, sono stati <strong>identificati gli indirizzi di politica estera degli Stati Uniti per il prossimo futuro<\/strong> al quale tutte le agenzie ed istituzioni sono tenute a conformarsi prima dell\u2019uscita, si crede <a href=\"https:\/\/www.defenseone.com\/policy\/2021\/12\/new-national-defense-strategy-be-released-early-2022\/187385\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nei primi mesi del 2022<\/a>, di una vera e propria <em>National Security Strategy.<\/em><\/p>\n<p>Stante la difesa della sicurezza di Israele come il pi\u00f9 consolidato dei pilastri, per ci\u00f2 che concerne il Medio Oriente,<strong> gli Stati Uniti vireranno la loro rotta verso una maggiore equanimit\u00e0 nel conflitto israelo-palestinese<\/strong>, facendosi promotori di una \u201c<em>viable two-state solution<\/em>\u201d la cui proposta fattuale \u00e8, tuttavia, ancora oggi opaca.<\/p>\n<p><strong>Fra Iran e sauditi<\/strong><br \/>\nPer ci\u00f2 che concerne l\u2019Iran, pur mantenendo un atteggiamento di cauta apertura e caldeggiando la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/11\/quattro-scenari-per-il-futuro-dellaccordo-nucleare-con-liran\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ripresa dei negoziati riguardanti l\u2019accordo sul nucleare<\/strong><\/a> (Jcpoa), gli Stati Uniti continueranno a dissuadere Teheran e i suoi alleati dal minacciare la sovranit\u00e0 e l\u2019integrit\u00e0 dei paesi limitrofi, anche grazie alla collaborazione dei partner regionali.<\/p>\n<p>Per ci\u00f2 che riguarda il terrorismo invece, rimarr\u00e0 fermo il contrasto alla rete di al-Qaeda nonch\u00e9 ai gruppi sfilacciati, residui oramai vulnerabili, legati tra loro sotto il nome di <em>Daesh<\/em>.<\/p>\n<p>Nel documento, poi, la Casa Bianca ha affermato di non credere \u201c<em>that military force is the answer to the region\u2019s challenges<\/em>\u201d, aggiungendo che non dar\u00e0 ai suoi partner della regione \u201c<em>a blank check to pursue policies at odds with American interests and values<\/em>\u201d. In cosa si sostanzierebbe questo? Ad esempio, nella <strong>fine del supporto americano all\u2019offensiva guidata dall\u2019Arabia Saudita in Yemen<\/strong> e al sostegno, da parte di Washington, per una soluzione multilaterale mediata dalle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>In chiave analitica, l\u2019esecutivo di Biden vorrebbe quindi favorire un <strong>lieve ri-bilanciamento tra la potenza iraniana e saudita<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/middle-east\/saudis-iran-hold-security-dialogue-experts-level-agency-2021-12-13\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">impegnate al momento in negoziati in Giordania<\/a>, nonch\u00e9 un maggior equilibrio nella politica condotta tra Israele e l\u2019Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese. L\u2019obiettivo, data l\u2019oggettiva complessit\u00e0 delle dinamiche conflittuali immanenti e degli interessi in gioco, sembrerebbe essere quello di non polarizzare (peggiorare?) ancor di pi\u00f9 la situazione favorendo, date le circostanze, un approccio all\u2019apparenza maggiormente imparziale.<\/p>\n<p><strong>Nel 2022, l\u2019amministrazione destiner\u00e0 alla regione oltre 7,5 miliardi di dollari in aiuti militari ed economici<\/strong>, pi\u00f9 di quanto gli Stati Uniti allochino per tutte le altre aree del mondo, registrando, oltre ad Israele, il classico (e ingente) aiuto all\u2019Egitto e alla Giordania.<\/p>\n<p>In generale, uno degli obiettivi degli aiuti ai Paesi arabi \u00e8 quello di mantenere la propria storica influenza facendo fronte allo stesso tempo ai persistenti problemi di <em>governance <\/em>e stabilita locali. L\u2019auspicio \u00e8 quello di evitare nuove sommosse o conflitti che, nel medio periodo, potrebbero minacciare il flebile equilibrio regionale, un\u2019eventualit\u00e0 che richiederebbe presumibilmente un maggior impegno americano.<\/p>\n<p><strong>L\u2019indirizzo economico<\/strong><br \/>\nPer Israele, il pi\u00f9 grande beneficiario di aiuti americani (135 miliardi di dollari) dalla Seconda Guerra Mondiale, nel 2022 giungeranno 3,3 miliardi di dollari tramite il meccanismo del <a href=\"https:\/\/2001-2009.state.gov\/t\/pm\/65531.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Foreign Military Financing<\/em><\/a> (Fmf)<em>, <\/em>un prestito americano a Paesi alleati o politicamente vicini finalizzato a favorire l\u2019acquisizione di equipaggiamenti, armi o<em> training <\/em>statunitensi.<\/p>\n<p>Tale <em>policy <\/em>\u00e8 ampiamente consolidata, ponendosi sulla scia dei due <em>Memorandum of Understanding<\/em> firmati nel 2006 (Amministrazione Bush) e nel 2016 (Amministrazione Obama), che sancirono \u2013 stante l\u2019approvazione del Congresso \u2013 un pacchetto di aiuti di circa 30 e 33 miliardi di dollari lungo un arco temporale decennale.<\/p>\n<p>Per dare la misura dell\u2019importanza di questa relazione, basti pensare che nel 2022 Israele ricever\u00e0 oltre il 50% della somma totale dei <em>Foreign Military Assistance<\/em> americani a cui potrebbero aggiungersi, come sanzionato dalla <a href=\"https:\/\/www.congress.gov\/113\/plaws\/publ145\/PLAW-113publ145.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Public Law 113-145 del 4 agosto 2014<\/a> e dal MoU del 2016, degli aiuti \u201cextra\u201d in caso Israele fosse coinvolto in un conflitto su larga scala.<\/p>\n<p>Gli aiuti militari saranno <strong>in linea con il passato recente anche per ci\u00f2 che concerne l\u2019Egitto<\/strong>, con la differenza che alcuni di questi verranno condizionati \u2013 tramite una decisione del segretario di Stato &#8211; al rispetto dei diritti umani, del <em>rule of law <\/em>e dal rilascio dei prigionieri politici. Forse \u00e8 stato proprio l\u2019avvertimento di utilizzare questa clausola a giocare un ruolo \u2013 chiss\u00e0 se decisivo &#8211; nella recente liberazione del dissidente egiziano <strong>Patrick Zaki<\/strong>.<\/p>\n<p>Nei numeri, per gli aiuti dal programma <em>Economic Support Fund<\/em> si contano alcune decine di milioni di euro di sostegno alla societ\u00e0 civile e allo sviluppo economico, mentre per quanto riguarda l\u2019aiuto nel settore della difesa, il Paese beneficer\u00e0 di 1.3 miliardi di dollari in Fmf<em>.<\/em><\/p>\n<p>La <strong>Giordania<\/strong> \u00e8 il terzo recipiente in ordine di grandezza per quanto riguarda gli aiuti americani. Anche qui, un MoU di durata quinquennale firmato nel 2018 garantir\u00e0 un totale di 6 miliardi di dollari fino al 2023. Per il 2022, sono previsti 350 milioni in aiuti militari e quasi un miliardo in aiuti economici \u2013 per lo pi\u00f9 i cosiddetti\u00a0<em>cash transfers<\/em>. In tal modo, si vuole permettere al Regno di pagare il debito estero a scadenza nell\u2019anno corrente, di pagare i costi per l\u2019importazione di energia-carburante, tallone d\u2019Achille dell\u2019economia giordana, e di gestire il milione di profughi siriani (tra registrati e non) presenti nel Paese.<\/p>\n<p>A tal riguardo, dal 2012 ad oggi si stima che gli Stati Uniti abbiano donato ad Amman circa 2 miliardi di dollari per l\u2019accoglienza dei rifugiati. Pi\u00f9 nello specifico dal punto di vista dell\u2019aiuto umanitario, gli Stati Uniti hanno allocato dal 2010 a Siria (13), Yemen (4) e Iraq (3), circa 20 miliardi di dollari. Una considerevole cifra in rapporto all\u2019Unione europea, la quale ha solo da quest\u2019anno aumentato del 60% (a <a href=\"https:\/\/www.euneighbours.eu\/en\/east\/stay-informed\/news\/eu-adopts-increased-humanitarian-aid-budget-2021-including-support-ukraine\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">1,4 miliardi di euro<\/a>) il budget per l\u2019assistenza umanitaria, andando per\u00f2 a coprire un\u2019area molto pi\u00f9 vasta \u2013 lo <em>European Neighborhood<\/em> &#8211;\u00a0 estesa dall\u2019Ucraina, ai Balcani, al Caucaso, alla Turchia, al nord-Africa.<\/p>\n<p>Per la questione palestinese, e in linea col nuovo indirizzo politico, nel budget del 2022 sono stati previsti maggiori fondi &#8211; 138 milioni di dollari- per l\u2019Unrwa (<em>UN Relief and Works Agency for Palestine Refugees<\/em>). Per ci\u00f2 che riguarda la Striscia di Gaza e la Cisgiordania inoltre, la richiesta da parte dell\u2019Amministrazione Biden \u00e8 quella di tornare ai livelli del 2017, con circa 220 milioni di dollari di aiuti bilaterali totali.<\/p>\n<p>Per l\u2019Iraq, la maggior parte degli aiuti sono di assistenza militare (Fmf, 350 milioni di dollari), mentre per il supporto alla <em>governance<\/em> del Paese \u2013 ovvero sanit\u00e0, riforma dell\u2019amministrazione pubblica e sviluppo economico &#8211; gli Stati Uniti doneranno circa 150 milioni di dollari. Un terzo di questa cifra verr\u00e0 poi destinato alle attivit\u00e0 <em>Nadr<\/em>, ovvero<em> non proliferation, anti- terrorism and de-mining related programs.<\/em><\/p>\n<p>Altri Paesi, come la Tunisia (200 milioni di dollari) ed il Libano (300 milioni di dollari), beneficeranno di un minore apporto economico. Da sottolineare anche alcuni programmi regionali, spesso a guida <em>US-AID<\/em> o <em>State Departement<\/em> come il <a href=\"https:\/\/mepi.state.gov\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mepi,<\/a> <a href=\"https:\/\/www.usaid.gov\/middle-east-regional\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mer<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.usaid.gov\/where-we-work\/middle-east\/merc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Merc<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.usaid.gov\/west-bank-and-gaza\/meppa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Meppa<\/a>, che parallelamente a quelli di aiuto bilaterale, alla <a href=\"https:\/\/www.americanprogress.org\/article\/seeking-new-balance-u-s-policy-middle-east\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>vaccine diplomacy<\/em><\/a> nella regione, alla sfida del <a href=\"https:\/\/blogs.timesofisrael.com\/kerrys-last-minute-uae-climate-visit-a-marker-of-future-relations\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cambiamento climatico<\/a>, contribuiscono a dar vita alla diplomazia americana, il cui obiettivo \u00e8,\u00a0 tra l\u2019altro, quello di infondere risorse per fortificare la <em>human security<\/em> nella Regione, volano di sostentamento di alcune delle comunit\u00e0 locali e di stabilit\u00e0 socio-politica.<\/p>\n<p><strong>Focus in Asia<\/strong><br \/>\nL\u2019impostazione di Biden sembrerebbe custodire un impegno maggiormente stemperato non solo rispetto al periodo della Guerra Fredda (dottrina Eisenhower) e al \u201cwilsonismo con gli stivali\u201d di G.W. Bush, ma anche in relazione al pragmatismo realista di Obama.<\/p>\n<p><strong>La sensazione \u00e8 che gli Stati Uniti <a href=\"https:\/\/americas.chathamhouse.org\/article\/middle-east-balance-biden-foreign-policy\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">vorranno concentrarsi sulla Cina<\/a><\/strong>, suo competitore esistenziale e naturale, nonch\u00e9 sull\u2019<em>Asia-Pacific region<\/em>, contrastando al contempo in maniera decisa i perturbamenti derivanti dall\u2019azione russa in Europa e curandosi del fatto che dal Medio Oriente, in definitiva, non provengano pi\u00f9 problemi di quanti gi\u00e0 non ve ne si possano incontrare. Con alcune eccezioni, i governi dell\u2019area troveranno il loro pi\u00f9 grande aiuto guardandosi allo specchio, oppure sondando prudentemente il terreno ad Est.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/SARAH SILBIGER \/ POOL <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella\u00a0Interim National Security Strategic Guidance\u00a0(Insgg) &#8211; un importante ma poco noto documento preliminare firmato dal presidente Joe Biden e sanzionato dalla Casa Bianca nell\u2019aprile del 2021 -, sono stati identificati gli indirizzi di politica estera degli Stati Uniti per il prossimo futuro al quale tutte le agenzie ed istituzioni sono tenute a conformarsi prima dell\u2019uscita, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":90911,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2235],"tags":[162,1616,93,510,109,147],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90910"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=90910"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90910\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":90921,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90910\/revisions\/90921"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/90911"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=90910"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=90910"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=90910"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}